Cos’è l’amore: come imparare l’arte di amare

68c22350bdfe2a00db264d8a700c5768

Cos’è l’amore?  un viaggio attraverso le parole di Fromm, nel suo L’arte di amare…

  1. Cos’è l’amore? L’unica soluzione al problema dell’esistenza umana.
  2. Quando non ti amo ma dico di amarti.
  3. L’amore è figlio della libertà.
  4. La forma più fondamentale d’amore.
  5. L’arte di amare: come imparare ad amare realmente.

Se sai cos’è l’amore hai in mano il potere per cambiare la tua vita, e scoprirai anche se il libro di Fromm merita il tuo tempo

Pronto,  per questo viaggio alla (ri)scoperta dell’amore?

Ottimo, perché cominciamo subito!

Cos’è l’amore? L’unica soluzione al problema dell’esistenza umana

Che cos’è l’amore?

Alcuni dicono che sia un sentimento, un’emozione.

Ad altri piace vederlo come un principio, un valore universale, che tutti riconoscono.

L’amore, per altri, è solo un’illusione, qualcosa di astratto che non esiste.

Per molti l’amore è una relazione di coppia.

Insomma, si può arrivare a una definizione dell’amore, o almeno a capire cosa sia, realmente?

Per Erich Fromm, l’amore è l’unica soluzione valida al problema dell’esistenza umana.

Non vorrei rovinarvi la lettura del libro, dato che queste parole sono scritte proprio nell’ultima pagina de L’arte di amare.

Ma credo che non si possa comprendere quanto grande sia l’amore senza riflettere su questa conclusione.

Ma l’amore, per Fromm, ha delle caratteristiche precise.

Prima di tutto per lui l’amore è azione.

A proposito scrive:   […] l’amore è un’azione, un potere umano che può essere praticato solo in libertà e non è la conseguenza di una costrizione. […] amore è soprattutto “dare”.

Effettivamente prova a pensare a tutto quello che tu chiameresti amore.

  • La presenza fisica delle persone che ti amano quando ti stanno vicine e ti trasmettono il loro affetto.
  • La comprensione di chi crede in te e ti accetta per quello, o quella, che sei.
  • Il rispetto che ricevi da coloro che non vogliono cambiarti, ma ti lasciano libero, o libera, di essere come vuoi.
  • La fiducia di chi ti sceglie per quello che sei, non per quello che fai.

L’amore è quindi azione, qualcosa che si fa, che facciamo, che fai.

A proposito è fondamentale capire cosa significa amare, perché se l’amore è azione, allora sono le azioni dell’amore quello che deve interessarti..

Non solo, perché l’amore, prosegue Fromm, proprio perché è qualcosa che fai, è una scelta.

Amare qualcuno non è solo un forte sentimento, è una scelta, una promessa, un impegno. […] l’amore è essenzialmente un atto di volontà.

Condivido pienamente questo pensiero.

Ma a molti potrà sembrare assurdo pensare che l’amore sia una scelta e non qualcosa che ci capita e non possiamo controllare.

Proviamo a fare un elenco delle cose che fai per amore, così lo capisci meglio.

  • Ascolto sincero.
  • Perdoni gli errori e gli sbagli.
  • Rispetto per idee differenti e opinioni che non condividi del tutto.
  • Sostegno e incoraggiamento di fronte alle difficoltà.
  • Tempo, disponibilità.
  • La tua presenza fisica, ma soprattutto emotiva, psicologica.
  • La fiducia che dai e fai sentire.
  • Il tuo aiuto, che sia un favore piccolo o un grande dono.

Queste sono solo alcune azioni che compi quando ami una persona.

Ti sembrano casuali?

Nel senso che le fai senza volerlo?

Certo, le fai solo verso alcun persone che ami e non con tutti, ma di questo ne parliamo tra poco.

Ora rispondi solo a questa domanda: sono cose che fai per caso e contro il tuo volere?

D’altronde ti sembra credibile che perdono, comprensione, aiuto, sostegno, disponibilità siano cose che ti capitano?

  • Non scegli forse di aiutare qualcuno senza alcun interesse, se non per dargli una mano?
  • Oppure se hai perdonato un amico che aveva sbagliato con te, non l’hai forse scelto?
  • O il rispetto che dai agli altri, è qualcosa che ti capita, o una tua decisione?

Come vedi l’amore è davvero una scelta, perché amare significa agire, è un modo di vivere, di comportarsi e queste sono tutte cose che dipendono dalla tua volontà.

Eppure, di solito, lo viviamo e lo sentiamo in modo differente.

Prima ho accennato al fatto che di solito scegliamo queste azioni per poche persone.

Il problema, secondo Fromm, è aver confuso l’amore con altro.

Lui le definisce forme di pseudo amore.

In pratica dico di amarti, ma in realtà non ti sto amando davvero.

Non che le persone se ne rendano conto, noi non ci accorgiamo di essere caduti in questi errori.

Siamo sinceramente convinti di amare, ma ci sbagliamo.

Quando non ti amo ma dico di amarti

Quello che i film, i romanzi e infondo tutti pensiamo sia il grande amore, Fromm lo definisce un amore idolatrico.

[…]la persona amata è adorata come un essere supremo, colei che dà amore, luce felicità.[…] Poiché di solito nessuno può, alla lunga, vivere nell’adorazione dell’altro, la delusione è fatale, e come rimedio si cerca un altro idolo e diventa una catena senza fine.

Questo succede ogni volta che poniamo la nostra vita nelle mani di qualcuno.

Esagero?

Succede ogni volta che pensi, pur senza dirlo a nessuno, qualcosa di simile:

  • Senza questa persona non riuscirei a vivere.
  • Senza di lei, o lui, la mia vita non avrebbe senso.
  • Se la perdessi, o lo perdessi, non avrei più voglia di alzarmi la mattina.
  • Senza di lei, o lui, non sarei mai più felice.

E molte altre simili, dove il succo è sempre uguale: sono felice perché ci sei tu, tu sei la mia felicità e dai senso alla mia vita.

Se io penso che tu mi renderai felice, mi darai amore e cambierai la mia vita, pretenderò che tu lo faccia.

Allora ti chiederò di essere gentile, cortese, presente, appassionato, o appassionata, dolce, forte, insomma, vorrò un essere perfetto accanto a me.

Perfetto nel senso che mi dia tutto quello che mi serve per essere felice.

  • Amore.
  • Felicità.
  • Sicurezza.
  • Sentirci importanti.
  • Sentirci speciali.

E tantissime altre cose!

Che succede quando le persone non sono come ti aspetti?

Cosa accade se non ti danno quello che pensi giusto, agiscono come tu ritieni sbagliato?

Rimani deluso, o delusa.

Questo è inevitabile: se la mia vita, cioè la mia gioia e la mia felicità, dipende da te, tu devi essere in grado di darmi tutto quello che desidero.

Sempre, ogni giorno.

Quando questo non accade, rimango deluso e pensando che la colpa sia tua, cercherò questa felicità e quel che desidero altrove.

Penserò che sia tu il problema, e devo trovare qualcuno migliore di te per ritrovare gioia e felicità.

Ecco cosa aggiunge Fromm:

[…]mentre dovrebbe dimostrare l’intensità e la profondità del sentimento (la forza dell’attrazione che proviamo per l’altro), spesso rivela la fame e la disperazione […].

 

In pratica il trasporto che senti per qualcuno, più che amore, è la dimensione della paura di soffrire che senti.

Tanto più credi che una persona possa renderti felice e toglierti quella paura, quella sofferenza, tanto più ti attrae.

Quasi sempre una crisi di coppia nasce dai bisogni insoddisfatti, non dall’amore.

Il problema non è che non veniamo amati, ma che non veniamo soddisfatti come desideriamo.

Vuoi qualcosa che non ricevi, entrate in crisi e cerchi qualcuno che sappia darti quello che vuoi.

Amore? O interesse personale?

A proposito voglio consigliarti di leggere una ricca risorsa sull’amore eterno, che ho scritto per spiegare che è possibile, a patto di comprendere cos’è l’amore.

Te lo ricordo: azione e scelta.

Ma Fromm continua, spiegando cosa spesso si nasconde sotto il nome “amore”.

Amore come soddisfazione reciproca e amore come “cooperazione”, come rifugio dalla solitudine, sono le due “normali” forme di disintegrazione dell’amore[…].

Che significa?

Che secondo Fromm le nostre relazioni sono spesso una fuga dalla solitudine e dalla sofferenza.

Abbiamo paura di restare da soli, di non avere qualcuno accanto, di non avere un appoggio.

Abbiamo paura di soffrire e stare male, di essere infelici, e spesso gli altri sono un’ancora di salvezza, un bisogno.

Il problema è pensare che siano gli altri a poterci rendere felici, e quindi cercare in loro questa felicità.

Dico che è un problema per due ragioni.

La prima è che così finiamo per dipendere da loro e li usiamo per ottenere quello che vogliamo.

Non sto con te perché ti amo, sto con te perché tu mi dai qualcosa che mi serve.

Sembra normale, ma significa che resterò con te non perché ti amo, ma fino a che continuerai a darmi quello che voglio.

La seconda ragione, in caso questa non fosse giù abbastanza, è che nessuno può renderti felice.

Faccia perplessa?

Per prima cosa leggiti cos’è la felicità, così cominci a capire cosa ti sto dicendo.

Poi devi assolutamente scoprire cos’è l’indipendenza emotiva, e comprendere come sei il solo, o la sola, responsabile delle tue emozioni.

In più, spesso, le nostre relazioni diventano un semplice scambio:

  • Tu mi dai amore, io ti sto vicino.
  • Tu mi dai comprensione ed io ti rispetto.
  • Tu mi fai sentire sicuro ed io ti aiuto se hai bisogno.
  • Tu mi tieni compagnia ed io ti procuro piacere.

Insomma, un baratto per cui vendiamo il nostro amore, cioè le azioni, i comportamenti e i gesti di cui parlavamo prima, in cambio di quello che ci interessa.

Fossimo al mercato non ci sarebbe problema, ma qui staremmo parlando dell’amore.

Cos’è l’amore, uno scambio? La soddisfazione di un bisogno?

Quando non puoi vivere senza una persona, è perché la ami, o perché ne hai bisogno?

Perché vuoi la sua felicità o pretendi che renda felice te?

In realtà confondiamo spesso l’amore per gli altri con il bisogno che loro ci diano amore e ci rendano felici.

Come detto, se ho bisogno di te per stare bene non ti amo, nel senso che non ti lascio libero, o libera.

La libertà, sosteneva Fromm, è la base dell’amore, la madre da cui esso deriva.

Il punto chiave che ci permette di non cadere nell’errore di usare gli altri invece di amarli.

L’amore è figlio della libertà

Elemento fondamentale dell’amore, secondo Fromm, è il rispetto, ossia la capacità di vedere gli altri per quello che sono.

In sostanza significa desiderare che gli altri crescano per quello che sono, senza che io possa controllare le loro scelte o le loro azioni.

[…]il rispetto è possibile solo se ho raggiunto l’indipendenza, se posso stare in piedi o camminare senza bisogno di grucce, senza dover dominare o sfruttare un’altra persona.

Ecco cos’è l’amore: la libertà di lasciare che gli altri siano quello che vogliono essere.

Ma se ho bisogno del tuo amore, e tu non me lo dai, ti lascerò libero, o libera?

Non posso farlo, perché mi serve qualcosa che tu devi darmi.

Quando viviamo le nostre relazioni con l’idea che gli altri debbano farci stare bene, renderci felici o darci amore, finiamo sempre per pretendere tutto questo.

E quando c’è una pretesa, non riesci più ad amare.

Il problema, dunque, è che pensiamo che gli altri debbano darci qualcosa, perché viviamo l’amore come se fosse un oggetto.

[…] la supposizione che il problema dell’amore sia il problema di un oggetto e non il problema di una facoltà.

Esatto, viviamo l’amore pensando che sia qualcosa che gli altri debbano darci.

Tu vuoi essere amato, o amata, più che amare.

Il tuo problema, se ci pensi, non è amare, ma ricevere amore.

Tu vuoi qualcosa dagli altri.

[…]la maggior parte della gente ritiene che amore significhi “essere amati”, anziché amare; […] il problema è come farsi amare, come rendersi amabili […].

…. segue

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.