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CONFINDUSTRIA IL 2021 DEL FASHION CHIUDE MEGLIO DELLE ATTESE +22%

Moda, il 2021 meglio delle attese (+22,2%)

28 Febbraio 2022
Il 2021 del fashion si è chiuso meglio delle attese. Lo rende noto l’ultima indagine realizzata da Confindustria Moda, la federazione italiana che riunisce le associazioni dei settori tessile, moda e accessorio. Secondo i risultati dell’Ottava Indagine relativa all’impatto del Covid-19 sulle imprese del settore, il pre-consuntivo 2021 è migliore delle attese, registrando una crescita del +22,2% rispetto al 2020 per un turnover complessivo di 91,7 miliardi di euro. A dicembre l’associazione aveva comunicato una stima di chiusura del 2021 a quota 90,4 miliardi di euro, in crescita del 20,6 per cento. Resta, comunque, ancora un gap del -6.4% rispetto al 2019, quando le vendite avevano superato i 98 miliardi.
Come segnala Confindustria Moda, il 2022 si è aperto con uno scenario tutto sommato positivo. Nel primo trimestre il trend di crescita si è attestato su un +14% verso lo stesso periodo del 2021. In questo periodo, aggiunge la nota, inoltre, “il ricorso alla cassa integrazione scende al 25% delle aziende, mostrando quindi un calo ulteriore rispetto al 4° trimestre 2021 dove aveva interessato il 42%. Al contempo torna a crescere la quota di aziende che ipotizzano una crescita del proprio organico nel corso del 2022. Se le aziende che stimano un organico invariato sono il 62%, è presente un 23% di aziende del settore del Tessile, Moda e Accessorio che punta a nuove assunzioni durante l’anno. Non manca tuttavia una quota di aziende che registra forti difficoltà, con un 18% che ipotizza riduzioni del personale”.

Pesano, tuttavia, le incognite all’orizzonte. A preoccupare ci sono infatti i forti aumenti dei costi di materie prime ed energia che in molti casi rappresentano una minaccia concreta alla ripresa, e il balzo del prezzo dell’energia. Lo sottolinea Cirillo Marcolin, Presidente di Confindustria Moda, secondo cui “le nostre imprese si avvicinano ai livelli del 2019 e tornano a creare posti di lavoro nel Paese, ma il balzo dei costi rischia di essere grave minaccia specialmente per le aziende più energivore a monte della filiera. Perché questi fattori non vadano a danneggiare il quadro positivo che si sta faticosamente creando è necessario attivare azioni sinergiche con il Governo, utilizzando i fondi del PNRR in maniera strategica”.

“Come Confindustria Moda – aggiunge – abbiamo un confronto aperto e costruttivo con il Governo Draghi, che ci permette di valorizzare queste tematiche importanti. Ancora una volta è fondamentale ribadire però che, perché il sistema italiano della moda possa accrescere la sua competitività a livello globale, è fondamentale che le nostre PMI rafforzino la propria struttura economico-finanziaria attraverso i vari strumenti che la legge mette a disposizione e che la Moda italiana parli alle istituzioni e al mondo intero con un’unica voce”.

 

 

Alessandro Sicuro

    

 

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