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ITALIA RIPARTE IL TURISMO INVASE LE CITTÀ D’ARTE DAGLI STRANIERI

Rinnovato ottimismo tra i gestori e gli operatori turistici italiani. Le vacanze di Pasqua hanno segnato un trend superiore alle aspettative. Per esempio, sono tornate ai livelli del pre-pandemia le città d’arte, con il tutto esaurito a Roma, Firenze e Venezia, che hanno potuto ospitare importanti flussi di viaggiatori stranieri. Ma sono andati bene anche gli aeroporti, con Orio al Serio che ha registrato gli stessi volumi di passeggeri del 2019, mentre tra Malpensa e Linate si sono effettuati oltre 600.000 transiti. Insomma, è viva la speranza di lasciarsi alle spalle uno dei periodi più difficili per l’intero comparto.

A testimoniare il restart vi sono anche i dati Global Blue, società leader nel settore del Tax Free Shopping, che grazie al suo osservatorio riesce a mappare l’evoluzione del turismo internazionale nel nostro Paese. Un contributo messo anche a disposizione dell’associazione Montenapoleone District, che rappresenta gli oltre centocinquanta Global Luxury Brand del Quadrilatero della Moda di Milano, durante un webinar dal tema “Milano e le nuove geografie del tax free shopping”.

Così, si scopre che già il secondo semestre del 2021 aveva mostrato qualche importante segnale di ripresa. Basti vedere il tasso di recovery delle sales in store rispetto al 2019 di novembre e dicembre, con cifre che hanno superato i 40 punti percentuali: performance migliori del già buono periodo estivo. A livello di città è stata Milano a registrare la più alta percentuale di vendite Tax Free (34%) negli ultimi sei mesi dell’anno passato, con uno scontrino medio di 1.382 euro, battuta solo da Venezia a quota 1.527 euro.

Ma le sorprese arrivano dal nuovo mix di nazionalità che ha effettuato acquisti Tax Free in Italia. La perdita di posizione di cinesi e russi, infatti, è coincisa con l’affermazione di americani (26% del mercato nel secondo semestre del 2021) ed arabi (15%). Inoltre, sono emerse nuove nazionalità come quella israeliana, che ha registrato performance addirittura migliori rispetto al pre-pandemia.

Dopo un gennaio e febbraio più blandi, a causa della diffusione della variante Omicron, il tasso di recovery di marzo ha poi addirittura superato quello di fine 2021: un elemento che fa ben sperare per i mesi a venire. I fattori che hanno favorito questa ripartenza sono stati l’allentamento delle restrizioni sul coronavirus e l’apertura di nuovi corridoi. Ciò ha portato al ritorno delle prenotazioni aeree verso l’Europa continentale, persino dal sud-est asiatico, e ha dato modo di accrescere una domanda rimasta per troppo tempo repressa.

Credit by Giusi Vitale, Architetto 

Un focus a parte lo merita Milano, il cui tasso di recovery delle vendite tax free nel primo trimestre del 2022 rispetto al 2019 si è attestato al 42%. In particolare, è stata la zona del quadrilatero della moda a trainare il risultato del capoluogo lombardo, con uno scontrino medio che qui ha raggiunto negli ultimi sei mesi del 2021 i 2.054 euro, doppiando i valori del centro cittadino. La prima nazionalità del Quadrilatero è stata quella araba, mentre la categoria merceologica preferita è stata il Fashion&Clothing.

Ad accompagnare arabi, americani e svizzeri nella classifica dei più attivi all’interno del Quadrilatero, sono state due nazionalità emergenti: britannici ed israeliani. I turisti del Regno Unito, in particolare, rappresentano un potenziale interessante, perché attivi nel mercato da poco più di un anno e risultano essere la quinta nazionalità per numero di viaggiatori in Italia (dati 2019). Nei primi tre mesi di quest’anno, sempre nel Quadrilatero, hanno registrato una crescita constante degli acquisti, per uno scontrino medio di 2.187 euro.

Ma sono gli israeliani a sorprendere più di tutti, registrando un valore degli acquisti superiore al pre-pandemia, per uno scontrino medio all’interno del Quadrilatero nei primi tre mesi dell’anno pari a 1.366 euro. Questo bacino è a tutti gli effetti una realtà importante, ma ancora poco conosciuta. Nel 2019, per esempio, i viaggiatori israeliani in Italia sono stati 222mila (+3,5% sul 2018), con una predilezione per Lazio, Lombardia e Campania: anche dal loro apporto passa la ripartenza del settore.

Alessandro Sicuro Comunication
    

 

 

 

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