Agosto 9, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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AL PDL VIENE LA FEBBRE DA RIBALTONE. PD POTREBBE GOVERNARE CON 7 SENATORI GRILLINI

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AL PD BASTANO 7 SENATORI (GRILLINI) PER FARE IL RIBALTONE AI DANNI DEL PDL RIUSCIRÀ A RESISTERE ALLA TENTAZIONE DELLA COMPRAVENDITA?

Con lo scherzetto di Re Giorgio, che dal nulla ha nominato 4 senatori a vita, ora per il Pdl prende forma l’incubo ribaltone

– Al Pd basterebbero 7 senatori per dar vita a un governo senza il  Berlusconi team

– Via dell’Umiltà teme di subire lo stesso trattamento inflitto al governo Prodi…

– D’Alema lo aveva detto, Renzi alla segreteria, Letta al governo fino al 2015, almeno fino a che non si fanno le riforme, elettorale per prima, Berlusconi ai domiciliari e accetti la decadenza e tutti vissero felici e contenti

GIORGIO NAPOLITANO AL TELEFONOGIORGIO NAPOLITANO AL TELEFONO

Da ieri il pallottoliere va a ruba, a Palazzo Madama. Infuriato per la nomina di quattro nuovi senatori a vita, è il Pdl ad affidarsi nervosamente all’aritmetica. Con in mente un solo numero, allarmante: il sette. Sette come i senatori che ora mancano al centrosinistra per dar vita a un governo senza l’uomo di Arcore.

I FANTASTICI 4 SENATORII FANTASTICI 4 SENATORI

Nessuno più di Antonio Razzi conosce la fragilità delle coalizioni e l’adrenalina del ribaltone: «In casi come questi si decide tutto l’ultima notte». Nel 2010 mollò l’Idv e salvò il Cavaliere: «Ma stavolta no, sono amico di Berlusconi. Però ho sentito dire che al Senato ci sono movimenti. I grillini siciliani potrebbero sostenere una nuova maggioranza. E poi ci sono i nuovi senatori a vita…».

Si fa presto a dire maggioranza. A Palazzo Madama, con le nomine del capo dello Stato, sederanno 321 parlamentari. La soglia di sicurezza è fissata quindi a 161. Sommando – arbitrariamente, almeno per ora – il Pd (108 senatori), Scelta civica (20, Monti compreso), il gruppo delle Autonomie (10), Sel (7), i 5 senatori a vita e i 4 ex grillini si tocca quota 154. Sette in meno, appunto, della maggioranza assoluta. «Ma non esiste – si infiamma Augusto Minzolini – dovrebbero mettere insieme proprio tutti. E poi queste operazioni finiscono male. Ricordate Fini? E D’Alema, che fece il ribaltone e poi perse le elezioni?».

NAPOLITANO E MACALUSO IN ALTO ADIGENAPOLITANO E MACALUSO IN ALTO ADIGE

Eppure, ora dopo ora prende forza il partito di chi ci crede. Uno è Riccardo Nencini, leader
dei socialisti: «In caso di necessità, non si tratterebbe più di un’operazione solo numerica – ammette – perché è indubbio che con i quattro senatori appena nominati ci sia un’autorevolezza nel proporre la continuità».

Riccardo NenciniRICCARDO NENCINI

L’operazione resta complessa. Ma i nuovi senatori a vita piacciono al popolo dei cinquestelle. Renzo Piano è da sempre amico di Beppe Grillo, Claudio Abbado apprezzato in ampi settori del movimento. Non lo nega Francesco Campanella, fra i più influenti “moderati” del M5S: «Sono belle teste, non c’è dubbio». Non è un mistero, d’altra parte, che tra i banchi pentastellati si consumi da tempo un braccio di ferro sempre più duro
tra chi sogna un governo del cambiamento e chi immagina solo il ritorno al voto.

Sette senatori, perché la pattuglia delle Autonomie è già arruolata alla causa: «Decisamente sì – giura Nencini – altrimenti non avremmo fatto il gruppo assieme». L’esponente socialista è addirittura più ottimista. E ammette: «Io da tempo mi confronto con il senatore Paolo Naccarato». Che milita nel centrodestra con Gal.

SENATO VUOTOSENATO VUOTO

E il Pdl? Non tutti ritengono che sia pronto a reggere alle tensioni: «Io ne ho viste tante, tutto può essere…», ammette Razzi. Via dell’Umiltà, comunque, non resterà a guardare. «Non credo che cadrà il governo – confida il senatore del Pdl Luigi Compagna – E poi scusate: se il Pd è l’aereo che bombarda, dalla nostra c’è Verdini, che in questa partita è la contraerea…».

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