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Con questo messaggio, una delle riviste più iconiche e prestigiose che hanno raccontato il mondo della moda per cinquant’anni ha chiuso con effetto immediato i battenti:
“Care lettrici e cari lettori, chiudiamo con amarezza, ma anche con tanta gratitudine verso chi ci ha letto per una vita intera, chi ci ha scoperto da poco, chi ci ha sostenuto e chi ci ha messo in discussione. Ogni sguardo su queste pagine ci ha reso vivi.” Quando non ci sono più storie da raccontare, i narratori chiudono. Punto.
Fashion non ha solo raccontato la moda. Ne è stata parte integrante. E quando una voce di questo peso si spegne, non scompare semplicemente una testata: si perde un punto di osservazione privilegiato su un intero ecosistema, un presidio culturale capace di leggere il settore dall’interno, con competenza, memoria e visione.
La decisione di chiudere con effetto immediato la filiale italiana del gruppo editoriale arriva come un paradosso solo apparente. Perché i numeri, da soli, non bastano più. Una rivista può crescere in audience, aumentare il traffico, moltiplicare click e iscritti, eppure non reggere. Non basta l’attenzione se viene meno la sostanza. Non basta il pubblico se manca l’evento. Non basta il flusso se si esaurisce ciò che merita davvero di essere raccontato.
I grandi marchi producono meno narrazione, i ricchi comprano con maggiore cautela, i giovani si allontanano dal modello tradizionale. E in questo scenario globale, segnato da tensioni economiche, instabilità geopolitiche e cambiamenti culturali profondi, vengono meno anche gli eventi da presidiare, le storie da intercettare, le visioni da tradurre in racconto. La moda continua a fatturare, resta un comparto centrale per l’economia italiana, ma è un sistema che da tempo vive una crisi strutturale. Una crisi che non colpisce solo la produzione o il retail, ma si propaga per cascata fino ai suoi narratori. Quando il sistema rallenta, quando l’innovazione si fa timida e il rischio viene evitato, anche chi racconta resta senza materia viva.
Per questo la chiusura di Fashion non è solo una notizia editoriale. È un segnale pesante. E proprio per questo indicativo. Perché racconta meglio di qualsiasi analisi lo stato reale della moda oggi: un settore che fatica a produrre senso prima ancora che prodotto. E quando il senso si assottiglia, anche le voci più autorevoli, prima o poi, sono costrette al silenzio.
Fashion ha scritto la storia della moda.
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Alessandro Sicuro
Brand Strategist | Photographer | Art Director | Project Manager
Alessandro Sicuro Comunication
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