Considerando il contesto attuale, segnato dalla crisi cinese e dalla persistente assenza del mercato russo, i risultati di Pitti Uomo 107 rappresentano un segnale di ripresa per il polo della moda italiana. Al 16 gennaio 2025, giorno in cui molti buyer e professionisti del settore hanno già lasciato Firenze per volare a Milano, in vista della Fashion Week meneghina, il bilancio parziale della manifestazione è decisamente positivo.
Con quasi 12.800 compratori registrati, di cui circa 4.700 provenienti dall’estero, l’edizione di quest’anno segna un incremento del 6% rispetto all’anno precedente per i buyer stranieri, mentre le presenze italiane restano stabili. Un risultato che conferma il ruolo centrale di Firenze e del Pitti come piattaforma globale per la moda maschile e per il Made in Italy.
Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, ha evidenziato l’importanza di questa edizione per superare le incertezze che hanno caratterizzato il settore negli ultimi anni. «Gran parte del successo è merito degli espositori – ha dichiarato – che hanno investito presentando collezioni di alta qualità, caratterizzate da innovazione stilistica e produttiva. Inoltre, molti listini prezzi riflettono un equilibrio tra la valorizzazione dei materiali e un’attenzione alla prudenza dei consumatori».
Alla vigilia della chiusura dell’evento, prevista per il 17 gennaio 2025, i numeri parlano chiaro: quasi 8mila compratori italiani e 4.700 esteri sono già stati registrati, con la prospettiva di superare quota 5mila per i buyer internazionali. I Paesi esteri più rappresentati includono Germania, Spagna, Regno Unito, Olanda, Turchia, Giappone, Stati Uniti, Francia, Svizzera, Belgio, Russia, Corea del Sud, Cina, Svezia e Canada.
Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine, ha espresso grande soddisfazione per la partecipazione e il livello qualitativo raggiunto. «Pitti Uomo si conferma una piattaforma globale di scambio e comunicazione – ha detto – e ciò che colpisce è il senso di solidarietà tra i buyer, che ragionano in termini di sistema e non solo di singola azienda. Un sentimento di unione che raramente si è percepito così forte».
Con questo risultato, Pitti Uomo 107 non solo consolida il suo ruolo come punto di riferimento per la moda maschile, ma rilancia la fiducia nella capacità del Made in Italy di adattarsi e innovarsi in uno scenario globale sempre più competitivo.
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