Novembre 27, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Free Press And Culture On Line

☛ Summit between Obama, Monti, Merkel and Hollande: urgent measures to increase

 

New Summit, (conference call),  this time in the conference call, including the America of Barack Obama and the protagonists eurozone –

Mario Monti, Francois Hollande and Angela Merkel – the crisis of Europe and the urgent need to go see the old continent to grow. A few days before the meeting at Camp David, where the U.S. and all the great fact of the G8 leaders on pressing for a European strategy dedicated to the shooting yesterday afternoon – surprise – across the ocean Obama , Monti, Merkel and Hollande have returned to take stock of the situation. In view of the summit in late June, the Council of Europe from which signals are expected for a growth strategy that, subject to the necessary rigor, again give breath to the European economy. It sends a clear signal to markets. Because the situation concerned. And not a little, considering the Italian and Spanish spreads returned to dangerous levels, the chasm of debt of Madrid faced with a collapsing banking system and the uncertainty that hangs over the future of the euro Greece.

Obama worried.

On the conference call yesterday, the vents are sewn. But certainly the new vertex number is a clear signal of attention and the American pressing of Obama, more and more concerned – even in the face of his campaign – the risk that the winds that blow in Europe overwhelm even the new continent. It is no coincidence that the American president – also in view of the quadrilateral that June 22 will fly to Rome, Monti, Merkel, Hollande and Spanish Prime Minister Mariano Rajoy – he wanted to face again, ten days after ‘ meeting in Camp David, with the three major players in the eurozone. With a president, the French, that growth has made his war horse. And a prime minister, the Italian, who for months trying to make inroads among the partners on a strategy that, together with budgetary discipline – from Rome considered essential and inescapable – alongside measures for recovery. Beginning in the Eurobond, on which Germany Angela Merkel continues to oppose his “nein”.

Merkel and U.S. pressing.

A Chancellor who increasingly isolated, probably, today reiterated its position. As suggested by a source of his government, referring to the video conference, said he has spoken of the need to balance growth and rigor. But that probably has had to deal with a new pressing of Use. United States of those who seem to be disappointed – as the New York Times reported the aftermath – the findings of the last week in Brussels, the informal summit between the twenty-seven called to take the lead to the appointment of the EU Council of 28 June. From it came out an agreement in key growth but weaker than market expectations: recapitalization of the EIB, project bonds and use of unused EU funds – the package that the 27 have decided to bring to the summit next month – are signs. But certainly not enough: the EU must demonstrate that they really know how to move, with measures to protect the countries most vulnerable to speculation, thanks to the solidarity of the stronger ones. Such as Eurobonds. Proposal on which Monti has insisted from the beginning of his term. But through a more benevolent eye in the calculations, the deficit in public investment “productive”, as well as the debts of Interventions Pa., the latter can give a little ‘of firepower to the economies of the continent.

The opinion: Alessandro Sicuro

The new axis-Hollande-Monti Obama is showing tentative results, the first to isolate more and more ‘Merkel and her desperate attempt to avoid the Euro-bond. The concerns are related to the effect of the banking crisis contagionSpanish Italy and down like dominoes to the other Member States, in addition tothat growth to be sluggish. The impression, however, is that apart from the words, and structural concrete facts that can give breath to the economy and the markets there are none. Need a strong intervention by the ECB which does not fulfill its true role as guarantor, would avoid the exposure to speculation in recent days. The ECB and Mario Draghi obviously await the macro coordination of all members, we only hope that if this were to come, things here in Euroland should not be so compromised as to render futile any attempt to restructure.

Italian version:

Vertice tra Obama, Monti, Merkel
e Hollande: urgenti misure per crescita

Nuovo vertice, stavolta in conference call, tra l’America di Barack Obama e i protagonisti dell’eurozona –

Mario Monti, Francois Hollande e Angela Merkel – sulla crisi dell’Europa e l’urgenzadi veder tornare il vecchio continente a crescere. A pochi giorni dall’incontro di Camp David, dove gli Usa e tutti i grandi del G8 hanno fatto pressing sui leader europei per una strategia all’insegna della ripresa, ieri pomeriggio – a sorpresa – da una parte all’altra dell’oceano Obama, Monti, Merkel e Hollande sono tornati a fare il punto sulla situazione. In vista del vertice di fine giugno, di quel Consiglio europeo da cui sono attesi segnali per una strategia di crescita che, fermo restando il necessario rigore, ridia fiato all’economia europea. E mandi un chiaro segnale ai mercati. Perché la situazione preoccupa. E non poco, considera gli spread italiani e spagnoli tornati ai livelli di guardia, la voragine del debito di Madrid alle prese con un sistema bancario sull’orlo del collasso e l’incognita Grecia che pesa su futuro dell’euro.
Obama preoccupato. 

Sulla conference call di ieri le bocche restano cucite. Ma di certo il nuovo vertice telefonico è un segnale netto dell’attenzione e del pressing dell’America di Obama, sempre più preoccupato – anche a fronte della sua campagna elettorale – del rischio che i venti che soffiano in Europa travolgano anche il nuovo continente. Non è un caso che il presidente americano – anche in vista del quadrilaterale che il 22 giugno vedrà volare a Roma, da Monti, la Merkel, Hollande ed il premier spagnolo Mariano Rajoy – abbia voluto confrontarsi di nuovo, a una decina di giorni dall’appuntamento di Camp David, con i tre maggiori protagonisti dell’eurozona. Con un presidente, quello francese, che della crescita ha fatto il suo cavallo di battaglia. E un premier, quello italiano, che da mesi sta cercando di far breccia tra i partner per una strategia che, accanto alla disciplina di bilancio – considerata da Roma indispensabile e inderogabile – affianchi misure per la ripresa. A cominciare dagli eurobond, sui cui la Germania di Angela Merkel continua a opporre il suo “nein”.

Merkel e il pressing Usa. 

Una cancelliera sempre più isolata che, probabilmente, ieri ha ribadito la sua posizione. Come lascia intendere una fonte del suo governo che, riferendo della videoconferenza, ha detto che si è parlato della necessità di bilanciare crescita e rigore. Ma che, probabilmente, ha dovuto fare i conti con un nuovo pressing degli Usa. Di quegli Stati Uniti che sembrano essere rimasti delusi – secondo quanto riportava il New York Times all’indomani – di quanto emerso l’altra settimana a Bruxelles, dal vertice informale tra i ventisette chiamato a fare da apripista all’appuntamento del Consiglio Ue del 28 giugno. Dal quale è uscito un accordo in chiave crescita ma debole rispetto alle attese dei mercati: ricapitalizzazione della Bei, project bond e utilizzo dei fondi Ue inutilizzati – il pacchetto che i 27 hanno deciso di portare al Vertice del mese prossimo – sono segnali. Ma non bastano di certo: l’Ue deve dimostrare di sapersi muovere davvero, con misure per proteggere i Paesi più vulnerabili di fronte alla speculazione, grazie alla solidarietà di quelli più forti. Come gli eurobond. Proposta su cui Monti ha insistito dall’inizio del suo mandato. Ma attraverso un occhio più benevolo nei calcoli, dal deficit agli investimenti pubblici “produttivi”, così come ai debiti della Pa. Interventi, questi ultimi, in grado di ridare un po’ di potenza di fuoco alle economie del vecchio continente. “da tg24 economia”

L’opinione: Alessandro Sicuro

Il nuovo asse Obama-Hollande-Monti sta dando dei timidi risultati, il primo quello di isolare sempre di piu’ la Merkel ed il suo estremo tentativo di evitare gli euro-bond. Le preoccupazioni sono collegate all’effetto contagio della crisi bancaria Spagnola all’italia e giù come il domino agli altri stati membri, oltre alla ricrescita che stenta a decollare. L’impressione comunque è che a parte le parole, di fatti concreti e strutturali che possano dare respiro all’economia ed ai mercati non ce ne sono. Serve un intervento forte  da parte della BCE che non svolge il suo vero ruolo di garante, si eviterebbero le esposizioni alla speculazione di questi giorni. La BCE e Draghi evidentemente attendono il coordinamento macro di tutti i membri, speriamo solo che quando questo dovesse arrivare, le cose qui in Eurolandia non debbano essere così compromesse da rendere vano ogni tentativo di ristrutturazione.

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