Aprile 10, 2026

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Sure-com Free Press & Culture on line

LA CRISI DELLA MODA: TRA FATTORI GLOBALI E LA NECESSITÀ DI UN RITORNO ALL’AUTENTICITÀ E A QUELLO STILE MANIFATTURIERO DI UN TEMPO.

 

La crisi della moda, che si prevede peggiorerà nel 2024, è certamente legata a fattori esterni come i conflitti in corso e una situazione economica difficile che il settore trascina da oltre dieci anni. Tuttavia, attribuire questa crisi solo a cause geopolitiche o alle difficoltà del biennio 2020-2021 sarebbe una semplificazione. Secondo molti osservatori, tra cui Imran Amed, fondatore e CEO di The Business of Fashion (BoF), la crisi attuale ha radici più profonde. Amed sostiene che il problema principale sia la rottura del legame tra creativi, aziende e pubblico, un legame che un tempo alimentava l’innovazione e l’autenticità, ma che oggi appare fortemente indebolito. I grandi leader della moda, come Bernard Arnault (LVMH) e François-Henri Pinault (Kering), sono meno propensi a rischiare, privilegiando scelte commerciali sicure a scapito della creatività.
Oltre ai fattori economici, si inizia a parlare sempre più della necessità di un vero e proprio cambio di paradigma nel settore. Non basta resistere alle difficoltà congiunturali: per molti, la moda deve tornare alle sue radici, riscoprendo i valori del Made in Italy, come l’artigianalità, l’autenticità e la qualità, elementi che un tempo erano al centro del sistema. Questo ritorno alle origini potrebbe essere la chiave per riallacciare quel legame perduto con i consumatori, che oggi cercano prodotti unici e autentici.
I dati confermano la gravità della situazione. La moda italiana, che include anche settori collegati come occhialeria e cosmetica, dovrebbe chiudere il 2024 sotto la soglia dei 100 miliardi di euro, con un calo del 3,5% rispetto all’anno precedente. I settori core, come tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria, stanno subendo cali di fatturato significativi, fino al 10%. Tuttavia, non si tratta solo di numeri. Come sottolinea Amed, la crisi è anche creativa e identitaria: la moda ha bisogno di ritrovare sé stessa, di abbracciare di nuovo l’innovazione e il rischio, invece di inseguire tendenze superficiali.
Un punto di forza rimane l’export, che continua a trainare il settore nonostante le difficoltà interne. Nei primi cinque mesi del 2024, le esportazioni del Made in Italy sono cresciute del 5,1%, con una previsione di chiudere l’anno a 94 miliardi di euro, in aumento del 5,5% rispetto al 2023. Questo dimostra che i prodotti italiani continuano a essere apprezzati sui mercati internazionali, anche se il mercato interno rimane in sofferenza. Il surplus commerciale di 46,1 miliardi di euro è un segnale positivo, con settori come la gioielleria che hanno visto un incremento dell’export del 58%.
Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, ha evidenziato che la moda italiana ha il potenziale per crescere del 20% nei prossimi cinque anni, ma solo se riuscirà a mostrarsi resiliente. È essenziale il supporto governativo, con misure per proteggere le piccole e medie imprese, come la moratoria sui prestiti e la cassa integrazione per le aziende più piccole.
In questo contesto, la Milano Fashion Week diventa una vetrina fondamentale per rilanciare il settore e promuovere la sostenibilità e l’innovazione. L’edizione 2024 prevede oltre 170 appuntamenti, tra cui sfilate fisiche e digitali, confermando l’importanza della moda sostenibile come motore di cambiamento. Questo, unito a una riscoperta dei valori autentici del Made in Italy, potrebbe essere la risposta alla crisi.
In definitiva, la crisi della moda non può essere attribuita solo a cause esterne come i conflitti o le difficoltà economiche degli ultimi anni. Come sostiene Amed, il settore necessita di un profondo ripensamento. Tornare ai valori di creatività, artigianalità e qualità potrebbe essere la chiave per superare questo momento critico e proiettare la moda verso un futuro più sostenibile, autentico e in sintonia con le aspettative dei consumatori.
Alessandro Sicuro Comunication
Alessandro Sure Wordpress - Alessandro Sicuro Facebook - Alessandro Sicuro Twitter - Alessandro Sure Instagram - Alessandro Sicuro


Scopri di più da ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Scopri di più da ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere