Agosto 19, 2026

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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NICOLE KIDMAN TORNA A VENEZIA DOPO VENT’ANNI CON BABYGIRL: UN FILM CHE SFIORA IL LIMITE DELLA SESSUALITÀ E SFIDA IL POLITICAMENTE CORRETTO

Dopo vent’anni di assenza, Nicole Kidman fa il suo ritorno alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia con grande impatto, presentando un film che sicuramente farà discutere: *Babygirl* di Halina Reijn. “È un viaggio profondamente personale. Una storia che esplora i diversi modi in cui le generazioni affrontano la sessualità”, ha affermato l’acclamata attrice durante la conferenza stampa. Il cast stesso riflette questo viaggio, con Kidman e Antonio Banderas, due pilastri del cinema, affiancati da tre giovani promesse: Harris Dickinson, Sophie Wilde ed Esther McGregor.
La pellicola promette di suscitare emozioni intense, affrontando il tema del sesso senza inibizioni, senza limiti, e con una totale libertà di espressione. Banderas ha confermato questa visione, dicendo: “Quando ho letto la sceneggiatura che mi ha dato Halina Reijn, ho pensato ‘c’è ancora qualcuno che osa pensare diversamente e che ha il coraggio di portare sullo schermo ciò che molti di noi pensano, sfidando il politicamente corretto'”. La regista Reijn ha aggiunto: “Donne e uomini hanno molteplici sfaccettature, ognuno di noi ha un lato positivo e uno negativo. Le donne non hanno mai avuto gli strumenti per esplorare pienamente la propria sessualità, ed è per questo che ho voluto dare ai miei personaggi la libertà di esprimersi senza punizioni.”
Parlando delle difficoltà nel rappresentare un ruolo così complesso e senza censure, soprattutto nelle scene più audaci, Kidman ha spiegato: “Quando recito, mi immergo completamente nel mondo artistico. C’è un forte legame di fiducia con il regista, perché è a lui che mi affido completamente durante le riprese. In *Babygirl*, non mi sono concentrata sul corpo, ma su come raccontare la storia. Abbiamo discusso a lungo della psicologia del personaggio. Il mio approccio è sempre di totale apertura, anche perché non conosco altro modo di lavorare”, ha proseguito. “C’è stata una grande connessione tra tutti noi del cast, e ci siamo concessi una reciproca libertà. Quelle scene di sesso sono estremamente delicate, ma anche molto profonde. Il set è uno spazio sacro, ed è fondamentale riconoscerlo”.

Alessandro Sicuro Comunication

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