Aprile 17, 2026

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Sure-com Free Press & Culture on line

IL GATTOPARDO DI SHANKLAND: UN’INTERPRETAZIONE CHE DIVIDE, MA CON UNA RECITAZIONE MAGISTRALE CAPACE DI EMOZIONARE


IL GATTOPARDO DI SHANKLAND

Il regista britannico Tom Shankland, noto per il suo lavoro in serie come “The Punisher” e “The Serpent”, ha diretto per Netflix una miniserie che reinterpreta il celebre romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, “Il Gattopardo”. Affiancato dai registi italiani Laura Luchetti e Giuseppe Capotondi, 

KIM ROSSI STUART: UN PRINCIPE CHE LASCIA IL SEGNO

Kim Rossi Stuart è semplicemente straordinario. Il suo Principe di Salina domina la scena con una presenza imponente, uno sguardo che sa essere severo ma anche pieno d’amore, offrendo una protezione che distingue e predilige. Il legame particolare con Concetta e Tancredi – non suo figlio, ma il suo pupillo, la sua scommessa sul futuro – è intenso e carico di significato. Saggezza e ironia si intrecciano in un personaggio combattuto tra orgoglio e cambiamento, tra la nostalgia per un mondo che si dissolve e la necessità di accettare il nuovo. Questa nuova versione de Il Gattopardo riesce nel difficile compito di rispettare il capolavoro letterario e, allo stesso tempo, renderlo vivo e vicino a noi. Chapeau, Kim!​

Kim Rossi Stuart

BENEDETTA PORCAROLI: LA FORZA DI UNA DONNA

Benedetta Porcaroli porta in scena una Concetta vibrante e intensa, molto più che nel libro e nel film di Visconti. È una giovane donna che non si piega sempre alle decisioni imposte dal padre, ma reclama con forza il diritto di costruire il proprio destino. Indimenticabili i balli e le feste, così come gli interni e i costumi. Un dettaglio indelebile è la scena in carrozza, quando, tra le lacrime, supplica il Principe di Salina di lasciarle almeno un frammento di libertà, qualcosa che possa davvero essere suo. E poi c’è quella meravigliosa sequenza dell’alba: il ritorno da una festa, immersa in un paesaggio siciliano senza tempo; una carrozza che scivola lenta su una strada sterrata a ridosso del mare, mentre Concetta stringe il braccio del padre, rassicurata dal suo amore, con il presente sospeso tra passato e futuro.

Benedetta Porcaroli

È interessante notare come questa rappresentazione del personaggio nella serie si discosti dal romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Nel libro, Concetta non è mai mostrata in una ribellione così diretta contro il padre, essendo sempre piuttosto dimessa e rassegnata. La sua figura è più trattenuta: una giovane donna concentrata nel suo amore per Tancredi, che con il tempo comprende la sua illusione e accetta, con amarezza, che lui sceglierà Angelica per convenienza e ambizione, spinto anche dallo zio. Il rapporto di Concetta con il Principe è rispettoso, ma evidenzia anche il divario tra la vecchia aristocrazia e il nuovo mondo che avanza. La serie ha probabilmente scelto di enfatizzare il conflitto generazionale e il desiderio di autodeterminazione del personaggio, elementi che nel romanzo sono più sottili e impliciti. Benedetta incanta e convince, regalando un’interpretazione intensa e memorabile.

Kim Rossi Stuart – Benedetta Porcaroli

DEVA CASSEL: IL FASCINO DI UNA PROMESSA

Deva Cassel interpreta Angelica in questa nuova versione de Il Gattopardo, e la sua presenza scenica non passa inosservata, così come la sua bellezza. Figlia di Monica Bellucci e Vincent Cassel, classe 2004, il suo esordio come attrice suscita curiosità e aspettative. Riuscirà a rendere giustizia a un personaggio così iconico? Quel che è certo è che il suo fascino e la sua eleganza la rendono perfetta per il ruolo. Le premesse per un futuro brillante ci sono; vedremo.

Deva Cassel

I COSTUMI: LA MAGIA DI CARLO POGGIOLI ED EDOARDO RUSSO

Un Gattopardo senza costumi straordinari non sarebbe lo stesso, e qui il lavoro di Carlo Poggioli ed Edoardo Russo è una vera meraviglia per gli occhi. «I costumi di Visconti erano troppo piccoli per i ragazzi di oggi» racconta Poggioli, che ha affrontato la sfida di ricreare l’eleganza dell’epoca senza rinunciare alla modernità. Un omaggio al leggendario Piero Tosi, il maestro che vestì Alain Delon e Claudia Cardinale nel film del 1963. Il risultato è un tripudio di tessuti ricercati, dettagli raffinati e un’accurata ricostruzione storica che aggiunge ulteriore bellezza a una serie che promette di lasciare il segno.

VARIAZIONI DAL LIBRO

Nel romanzo Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il Principe di Salina non si reca a Torino per visitare il Parlamento italiano. Riceve invece a Donnafugata la visita di un funzionario piemontese, Aimone Chevalley di Monterzuolo, che gli offre la possibilità di diventare senatore del nuovo Regno d’Italia. Il Principe rifiuta l’offerta, sostenendo che la sua mentalità è troppo legata al vecchio regime borbonico e che i Savoia non comprendono la realtà siciliana.Nel film di Luchino Visconti del 1963, questa scena è rappresentata in modo fedele al romanzo: il Principe non si sposta a Torino, ma riceve la proposta di nomina a senatore nella sua residenza in Sicilia e la rifiuta.

CONCLUSIONI

Il romanzo Il Gattopardo, scritto tra il 1954 e il 1957 e pubblicato nel 58, ha ispirato prima il celebre film di Visconti e oggi la serie Netflix. È inevitabile che le tre opere non coincidano perfettamente: le licenze artistiche, gli adattamenti ai mezzi di divulgazione e le sensibilità del tempo in cui vengono realizzate giocano un ruolo fondamentale. Ognuna di queste versioni offre una prospettiva diversa, mantenendo vivo il fascino e la profondità del capolavoro di Tomasi di Lampedusa.

 

 

 

 

 

 

Alessandro Sicuro Comunication
Alessandro Sure Facebook - Alessandro Sicuro   

 

 


Scopri di più da ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Scopri di più da ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere