Dal 13 al 16 gennaio 2026, Firenze torna a essere il centro del mondo maschile. La Fortezza da Basso accoglie la 109ª edizione di Pitti Immagine Uomo, dove oltre settecento marchi – quasi la metà stranieri – presentano le collezioni Autunno/Inverno 2026-27. Non è solo una fiera, ma una narrazione collettiva che cambia volto a ogni stagione. La moda, oggi, sembra più che mai interrogarsi su se stessa: su chi è, e su dove vuole andare.
Il tema scelto quest’anno è Motion. Parla di movimento, di necessità, di vita. Il movimento come impulso a reagire quando tutto sembra rallentare. Muoversi non per fuggire, ma per restare vivi. L’installazione Ancient/New Site dell’artista francese Marc Leschelier dà corpo a questa idea, intrecciando materia e spazio, passato e futuro, come un respiro che attraversa la pietra.
In un contesto economico complicato, tra tensioni internazionali e mercati incerti, il messaggio è chiaro: non basta resistere, bisogna reinventarsi. Raffaello Napoleone, alla guida di Pitti Immagine, lo ha spiegato con semplicità: serve visione, e la visione nasce dall’incontro tra intuizione e realtà. Totò De Matteis, presidente della manifestazione e anima di Kiton, ha aggiunto che il cambiamento non va aspettato, ma attraversato. È un modo nuovo di intendere l’ottimismo: non come attesa, ma come azione.
Il rallentamento globale non cancella la vitalità della moda, la sposta altrove. Matteo Zoppas, presidente dell’ICE, parla di un settore “a due velocità”: alcuni faticano, altri innovano. Nel 2024 l’export ha perso il 4%, ma i numeri servono solo a ricordarci quanto la moda debba tornare a fare ciò che sa meglio: immaginare, creare, sorprendere.
Tra le novità più attese c’è Hi-Beauty, lo spazio che apre la profumeria d’autore al pubblico maschile. Dieci marchi indipendenti, scelti tra Europa e Asia, raccontano un’idea diversa di bellezza: non più accessorio, ma linguaggio. Il profumo diventa racconto, identità, stato d’animo. È un segno dei tempi: la moda non veste più soltanto, ma interpreta.
Sul fronte creativo, Pitti conferma il suo ruolo di radar. I Guest Designers di questa edizione sono Soshiotsuki e Hed Mayner; accanto a loro Shinyakozuka, in collaborazione con la Japan Fashion Week Organization. E poi i grandi ritorni: Save The Duck, Roy Roger’s, Kappa, Sebago, Barbour, Filson, Schneiders Salzburg. Tutti, a modo loro, portano avanti il dialogo fra tradizione e innovazione, fra mestiere e visione. Anche lo sportswear evolve: Asics presenta Asics Walking, la scarpa che unisce forma classica e materiali tecnici.
Più che una vetrina, questa edizione è un laboratorio del possibile. Dietro le collezioni si avverte una domanda di senso: come può la moda ritrovare il desiderio? Come tornare a raccontare il tempo, non solo a inseguirlo? Forse la risposta è proprio qui, nel movimento. Nel coraggio di accettare l’incertezza, di cambiare ritmo, di cercare equilibrio invece di stabilità.
E Firenze, ancora una volta, diventa il suo battito. La città che accoglie, osserva e rilancia. Perché anche quando il mondo rallenta, la moda — come la musica — trova sempre un nuovo tempo per restare viva.
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Alessandro Sicuro
Brand Strategist | Photographer | Art Director | Project Manager
Alessandro Sicuro Comunication
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