Febbraio 20, 2026

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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AVETE VISTO COSA STA ACCADENDO A NEW YORK? CON 9.999 DOLLARI PUOI “AVERE UN FIGLIO OTTIMIZZATO”

New York è diventata il laboratorio in cui sta accadendo qualcosa che, fino a ieri, avremmo relegato alla fantascienza. Sulle pareti della metropolitana sono comparsi i cartelloni della startup biotecnologica Nucleus Genomics, con uno slogan tanto semplice quanto destabilizzante: Have Your Best Baby. Dietro quella frase, apparentemente innocua, c’è un cambio di paradigma che riguarda tutti.

La promessa è diretta: analizzare gli embrioni creati tramite fecondazione in vitro, decodificarne il profilo genetico attraverso centinaia di marcatori e indicare ai futuri genitori quale sia — secondo i loro algoritmi — quello più “adatto”. Si parla di tratti fisici, predisposizioni a malattie, stabilità emotiva, statistiche sull’intelligenza, probabilità di sviluppo di alcune condizioni. Tutto trasformato in un punteggio comparativo che dovrebbe guidare la scelta dell’embrione migliore.

La tecnologia di sequenziamento non è nuova. La novità è la sua trasformazione in servizio commerciale, esposto in una metropolitana come un qualsivoglia prodotto di consumo. Il messaggio implicito è quello che apre davvero la porta a un’altra epoca: la biologia di tuo figlio è migliorabile — se puoi pagarla.

La comunità scientifica, però, invita alla prudenza. Non perché la genetica non conti, ma perché ciò che oggi viene presentato come previsione solida è, nella realtà, un mosaico incompleto. I tratti complessi — intelligenza, salute mentale, performance cognitive — non dipendono solo dal DNA. Ambiente, educazione, nutrizione, contesto culturale, perfino la casualità biologica giocano un ruolo decisivo. Eppure, il marketing di queste aziende rischia di trasformare probabilità in certezze percepite.

Ed è qui che la questione smette di essere tecnologica e diventa culturale. La possibilità di scegliere un embrione secondo criteri prestabiliti introduce una logica da design umano: ciò che prima era mistero, imprevedibilità, natura, ora viene presentato come un’opzione modificabile. Il linguaggio è quello dell’ottimizzazione, ma gli effetti sociali sono tutto tranne che neutri.

Perché se la biologia diventa un servizio premium, il risultato è inevitabile: una nuova forma di disuguaglianza. Chi può permettersi la selezione genetica ottimizzerà il futuro dei propri figli. Chi non può resterà vincolato alle probabilità naturali. Stiamo creando, silenziosamente, un’aristocrazia genetica.

Ma il punto più delicato non riguarda la scienza: riguarda l’idea stessa di umanità. Se l’origine di un figlio diventa una scelta progettata, cosa succede alla percezione dell’identità? Cosa rimane del valore dell’errore, dell’imprevisto, della diversità — quella diversità che ha permesso alla nostra specie di evolvere? Inseguire il “bambino migliore” significa, in fondo, tentare di eliminare la casualità che ci ha resi umani.

Il futuro non è una minaccia lontana. È già in vendita. Non stiamo immaginando un mondo in cui la vita viene trattata come un progetto su misura: ci siamo già dentro. Con 9.999 dollari puoi pagarti la promessa di un figlio “ottimizzato”, presentato come un profilo genetico ideale.

È il momento esatto in cui il mistero della nascita smette di essere un evento naturale e comincia a trasformarsi — per chi può permetterselo — in un esercizio di design.

 

 

Alessandro Sicuro

Brand Strategist | Photographer | Art Director | Project Manager
Alessandro Sicuro Comunication



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