Settembre 27, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Free Press And Culture On Line

CHI PARLA DI CAMBIAMENTI E’ PERDUTO

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L’ANALISI

de-bortoliGiornata molto importante per il Bel Paese. Vedere il “Corriere della Sera” che attacca il premier non è cosa di tutti i giorni; e anche vedere Marchionne difendere il ‘giovane Matteo’ a spada tratta non è cosa usuale. Però ti dà da pensare: “PARLA DEL FUTURO PER LA PRIMA VOLTA””, “STA CAMBIANDO IL SISTEMA CON FRESCHEZZA NELLE NUOVE IDEE”. E ANCORA: “GLI CONSIGLIO DI NON ARRENDERSI, MA NON CREDO ABBIA BISOGNO DEI MIEI CONSIGLI. HA UN GRAN CORAGGIO”.

Io ho attaccato più volte ‘Marpionne’ (come lo chiama il grande Dagospia), definendolo un opportunista; ho scrittomarchionne_loves_america-4cb597c16a5c7 spesso sul suo cinismo, anti italiano e nemico dei più deboli, i dipendenti di Fiat Italia per esempio, anche se posso comprendere il suo operato: in quanto manager di una grande multinazionale ha il dovere di fare gli interessi della company che rappresenta. Ciò che ho sempre combattuto è il comportamento dei vari presidenti del Consiglio che non hanno mai curato gli interessi del proprio Paese, facendo scappare le aziende all’estero, come accade a gran parte di quelle che sono ancora in vita. Perché è un momento cruciale per l’italia questo? Perché la casta sta cercando di ribellarsi al giovane rottamatore? oppure perché Renzi non sta convincendo in quanto egli parla ma non agisce? (o non gli permettono di agire?)…

logo_talk_show2Ciò che stupisce è che ogni giorno in tv appaiono gli stessi politici, giornalisti, sindacalisti, che hanno vissuto da vicino lo sfacelo (e dire “vissuto da vicino” è un eufemismo) dell’ultimo ventennio, che ha portato a questo risultato. Ma alle aziende, le persone, gli anziani che ogni giorno lottano per riuscire a sopravvivere dell’articolo 18 non importa niente, anche perché in un paese dove “non c’è lavoro” credo che prima ci si debba preoccupare di crearla l’occupazione e dopo casomai difenderne i diritti.

Ciò che indigna l’opinione pubblica è che si continua a parlare ed ipotizzare, sulle azioni necessarie, quando ciònuovipoveri che serve è una iniezione fortissima di liquidità alle aziende, confidando che la salvezza dell’italia sta nelle sue enormi risorse: basta solo smetterla di parlare ed iniziare a usarle. Finanziare il turismo, il “made in Italy”, il “food & beverage”, togliere la burocrazia, aprire il credito bancario, queste sono le priorità mentre il resto sono solo demagogia e chiacchiere per ammaliare l’opinione pubblica e conservare lo stato delle cose e le poltrone.

oro-banca-inghilterra-4Quanto all’ultima notizia sul TFR ai dipendenti in busta paga è un’ottima idea per le aziende che lo accantonavano veramente ai dipendenti; ma per la maggior parte delle PMI il problema più grande è proprio la liquidità per cui doverlo mettere in busta paga sarebbe un onere maggiore che non sopporterebbero. Questa ultima proposta conferma appieno che i politici non hanno mai lavorato né gestito una azienda in italia, altrimenti farebbero proposte diverse, per esempio tagliare veramente la spesa della pubblica amministrazione (improduttiva). Se un politico esaminasse i costi di produzione italiani si renderebbe conto che produrre qui è letteralmente impossibile. Con i costi industriali più cari del mondo (energia elettrica – telefonia – gas – tasse – affitti – oneri vari), ogni prodotto esce già penalizzato dall’incidenza dei costi di produzione, e quindi fuori mercato.

Alessandro Sicuro

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