Ottobre 21, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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Chirurgia Robotica, in Toscana abbiamo la nostra eccellenza.

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           Prostatectomia

chirurgia oncologica – urologica mininvasiva

Dott. Andrea Gavazzi

Sono andato a trovarlo nella clinica dove opera.

img_47_bigAndrea Gavazzi, urologo, responsabile del reparto di chirurgia oncologica urologica mininvasivaIMG_2446 del centro oncologico fiorentino. Nelle sale operatorie di questo centro, dove ad ognuna è stato dato il nome di una isola toscana, un centro di altissima tecnologia ed eccellenza. Ho incontrato anche lui, il sistema Da Vinci, un sistema robotico per la chirurgia urologica. Il sistema tecnologico oggi più avanzato per la chirurgia mininvasiva. Il primo robot chirurgico, chiamato da Vinci, fu messo a punto nella Silicon Valley dalla Intuitive Surgical,  nel 2000 ha ottenuto l’autorizzazione dell’americana (FDA) per l’utilizzo in chirurgia laparoscopica. All’inizio del 2008, secondo i dati della Intuitive Surgical, i sistemi “da Vinci” operanti nel mondo erano più di 700 e gli interventi nell’ordine di decine di migliaia. L’Italia si conferma ai primi posti per l’utilizzo di tecnologie di chirurgia robotica.

Il Dottor Gavazzi mi espone il suo complicato ma interessantissimo mondo.

Le sale operatorie della clinica:

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Il sistema Da Vinci costituito da 3 componenti:

Schermata 2014-10-17 alle 13.29.251: la Consolle, sulla quale si siede e manovra l’operatore in questo caso il Dott. Gavazzi. Da questa consolle si muovono gli strumenti che operano il paziente situato nel lettino operatorio, (il Cart). La consolle, da dove il Dottore visualizza, attraverso il monitor speciale, lo scenario del campo operatorio, è caratterizzata da una ottica a prospettiva aumentata e tridimensionale HD, ingrandita di circa 10 volte rispetto alla visione dell’occhio umano. Questo permette di vedere in maniera molto accurata le strutture anatomiche all’interno del corpo e quindi di preservarle, quelle “strutture nervose e vascolari che si incontrano durante gli interventi, e che spesso con la chirurgia tradizionale possono maggiormente essere danneggiate anche per effetto di errori umani.

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Schermata 2014-10-17 alle 13.29.25 22: il Cart che sta sopra ed intorno al paziente, lo strumento operativo, dove i servomeccanismi sono direttamente connessi con il Chirurgo operatore della consolle ed inseriti all’interno dell’addome del paziente, con cannule simili a quelle che si usano nella classica chirurgia laparoscopica.

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Schermata 2014-10-17 alle 13.29.25 33: la Colonna di controllo, ecco infine  il cervello  dove risiede tutto il sistema di funzionamento operativo della macchina.

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Hands on Control da Vinci Si I Joystick.   L’altra peculiare caratteristica della consolle, è sicuramente determinata dai movimenti che vengono effettuati dalle mani del chirurgo che sta operando tramite la consolle, cioè attraverso il movimento dei joystick. Questi permettonoimages di realizzare una escursione anche a 360°, quindi un movimento con 7 gradi di libertà , cosa non possibile con il nostro polso. E’ questa operatività amplificata che determina la precisione delle “mani elettroniche” del chirurgo e sulla quale si basa la filosofia del sistema  DaVinci.

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Inizia l’operazione:

Mentre gli anestesisti inducono il paziente al sonno artificiale, il Dottor Gavazzi continua con la sua spiegazione scientifica. “Per quanto riguarda il DSC_4129cart, cioè il robot che è connesso con il paziente, quindi la parte degli strumenti che si trovano all’interno dell’addome del paziente, questi hanno delle dimensioni estremamente ridotte, si sta parlando infatti di pochi millimetri. Hanno quindi la possibilità di essere molto precisi, molto delicati rispetto a quelli che sono gli strumenti normalmente utilizzati. Questi strumenti hanno la caratteristica di potersi muovere come abbiamo detto prima, guidati dal joystick della consolle, con 7 gradi di libertà e a 360°. Quello che non possiamo fare in chirurgia tradizionale, con questo tipo di strumento è possibile farlo”. L’infinitamente piccolo trattato chirurgicamente con ottiche che consentono una visione 10 volte maggiore della vista umana ed in 3D”.

Il sistema Da Vinci è ad oggi uno dei meccanismi più utilizzati in urologia, nel trattamento del tumore allada_vinci_2 prostata. I vantaggi sono notevoli: innanzitutto rispetto alla chirurgia tradizionale si ha un vantaggio sul rischio di sanguinamento intra-operatorio, poi vi è il ridotto tempo di degenza che ha questo tipo di intervento, il paziente rimane di solito in ospedale non più di 2 o 3 giorni, inoltre si hanno dei vantaggi enormi per quanto riguarda la ripresa delle funzioni sia urinarie, sia erettive, perché questi sono i due aspetti fondamentali e critici di questo tipo di examen-cancer-prostataintervento, e di conseguenza per la ripresa della vita normale del paziente. Per quanto riguarda la continenza urinaria si hanno dei notevoli vantaggi in termini di ripresa precoce della continenza, addirittura i pazienti spesso sono continenti già alla rimozione del catetere. Per quanto riguarda la funzione sessuale, anche in questo caso l’utilizzo di questi strumenti veramente miniaturizzati e del sistema endovis, permette di muovere il 404_surgical_medical_instruments_1-960x448bisturi a 360° all’interno dell’addome del paziente, cosa che non sarebbe possibile con la chirurgia tradizionale Con questo abbiamo la possibilità di poter salvaguardare al massimo livello, le terminazioni nervose che sono deputate all’erezione. Il sistema robotico Da Vinci è entrato in uso in Italia ormai da oltre 10 anni, però solamente negli ultimi anni ha avuto una diffusione più intensa, questo proprio perché i suoi vantaggi sono evidenti, vantaggi soprattutto in chirurgia urologica, ginecologica, ma anche in chirurgia generale come ci insegnano i nostri colleghi americani, con oltre il 70% degli interventi di chirurgia prostatica che vengono effettuati con questo tipo di sistema.

“Presso il nostro centro, abbiamo iniziato la chirurgia oncologica robotica dal gennaio 2011 e nell’arco di questo anno abbiamo effettuato oltre 100 interventi di chirurgia prostatica robotica, altri 20 interventi circa sono stati effettuati per la chirurgia oncologica robotica del rene. Questa possibilità operativa, dichiara il Dott Gavazzi, deriva da una mia precedente esperienza formativa presso il King’s College di Londra dove mi sono formato e a cui devo tutta la mia esperienza di chirurgia robotica in ambito urologico”.

Concludendo devo affermare di aver conosciuto una realtà veramente speciale ed altamente tecnologica, all’avanguardia mondiale in questo particolare settore della sanità italiana ed è per questo che ho sentito il dovere di divulgarla.

Alessandro Sicuro©

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