Settembre 24, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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SIAMO COMPOSTI DI ACQUA. ATTENTI A NON ROVINARE I VOSTRI CRISTALLI!

ATTENTI A NON ROVINARE I VOSTRI CRISTALLI!

L’acqua ci ascolta, memorizza sul suo nastro magnetico le vibrazioni dei nostri pensieri e delle nostre emozioni e ci risponde nel linguaggio figurativo dei suoi cristalli (Masaru Emoto).L’articolo si pone l’obiettivo  di far comprendere quanto siamo responsabili di ciò che accade nel nostro corpo, (siamo composti di acqua per il 70%) e nel mondo circostante.

Premessa

Schermata 2015-04-12 alle 04.34.37Dobbiamo riprendere qui le strabilianti scoperte dello scienziato giapponese che, fotografando i cristalli di acqua congelata, ha dimostrato che essa registra e ricorda le nostre parole ed i nostri sentimenti.

E siccome siamo composti di acqua al 70% si può comprendere come ciò che diciamo, pensiamo e facciamo, possa influire sulla nostra salute e sulla nostra vita.

Un po’ di storia

L’acqua copre i due terzi del pianeta Terra e, allo stesso modo, costituisce anche i due terzi di un essere umano adulto, che passa dal 99% d’acqua posseduta come embrione al 50% di acqua come anziano. Sotto questa soglia, muore.

krystal-fotoMa l’acqua non è speciale solo per questo: essa è anche l’unico liquido presente sulla Terra che, quando ghiaccia, invece di contrarsi si espande. L’acqua, insomma, risponde a leggi particolari che ne fanno un elemento del tutto singolare sul quale molti studiosi hanno scritto, indagato e ipotizzato. Uno di essi è Masaru Emoto, uno scienziato e ricercatore giapponese, or mai noto in tutto il mondo per le splendide fotografie realizzate sui cristalli dell’acqua ghiacciata.

Emoto_webNato nel 1943 in Giappone, Masaru Emoto ha cominciato a studiare l’acqua intorno al 1984, dopo aver incontrato in USA il biochimico Lee H. Lorenzen, inventore dell’analizzatore di risonanza magnetica dell’acqua a “microcluster water” (un’acqua energetizzata con effetti terapeutici).

Alla fine degli anni Ottanta, lo scienziato giapponese è riuscito a mettere a punto una tecnica per esaminare al microscopio e fotografare i cristalli che si formano durante il congelamento di diversi tipi d’acqua: l’acqua di rubinetto che scorre nelle tubature di tutto il mondo; l’acqua delle sorgenti; i laghi; le paludi; i ghiacciai; l’acqua sbarrata dalle dighe; l’acqua inquinata e via dicendo.

Masaru Emoto racconta così come ebbero inizio le ricerche che lo hanno reso celebre in tutto il mondo. Dapprima, prese a nolo un microscopio di grande precisione e congelò l’acqua in un frigorifero qualunque, ma quando si provò a fotografare l’acqua ghiacciata mettendola a temperatura ambiente, i cristalli si sciolsero subito. Emoto e i suoi collaboratori, allora, acquistarono un grande frigorifero per gli esperimenti che consentì loro di osservare i cristalli d’acqua a una temperatura costante di – 5° C.

cristallimasaru-300x276L’esperimento viene condotto in questo modo: una goccia di ogni tipo di acqua da analizzare viene riposta in una coppa e poi congelata per circa tre ore a una temperatura di – 20° C. In ogni coppa si forma così un blocchetto di ghiaccio che la tensione superficiale rende perfettamente sferico. Poi, i singoli blocchetti vengono illuminati dall’alto e osservati al microscopio. A quel punto, è possibile vedere il cristallo. C’è acqua con cristalli simili tra loro, acqua che non ne ha affatto e acqua formata da cristalli danneggia ti.

preghieraDopo aver messo a punto la sua tecnica di refrigerazione, cominciò ad esaminare e fotografare diversi tipi di acqua, come l’acqua dell’acquedotto di diverse città del mondo, e quella proveniente da sorgenti, laghi, paludi, ghiacciai.

Emoto, dunque, scoprì che le acque che scorrevano nelle tubature cittadine dove veniva rilasciato cloro per disinfettarle e le acque dei fiumi a valle dove venivano convogliate gli scarichi riuscivano a produrre solo cristalli danneggiati, mentre l’acqua che veniva trattata secondo principi naturali, l’acqua di sorgenti, laghi e ghiacciai ne aveva di bellissimi.

Lo scienziato nipponico, un giorno, volle mettere a confronto queste due realtà, fotografando prima l’acqua di fonte del lago Chuzenji e poi l’acqua utilizzata da un hotel che si trova sulle rive del lago stesso ma che, su indicazione dell’amministrazione cittadina, l’aveva disinfettata con il cloro.

Acqua dunque, apparentemente uguale, produceva nel primo caso un cristallo completo, mentre nel secondo caso uno sfaldato e decomposto. “Sarebbe importante – spiega Emoto nelle sue ricerche – confrontare i metodi di purificazione dell’acqua e imparare qualcosa dai risultati”.

__masaru_emoto001_medNon solo: seguendo anche l’acqua lungo corsi di fiumi poi sbarrati da dighe costruite dall’uomo, Emoto e la sua équipe hanno scoperto che i cristalli, prima bellissimi, si spezzano, si confondono e si perdono quando vengono bloccati in un lago artificiale da dove non hanno scampo.

Quindi gli venne l’idea di esporre l’acqua alle vibrazioni della musica, delle parole (pronunciate o anche soltanto scritte sulle bottiglie dei campioni d’acqua) e persino dei pensieri.

I risultati dei suoi esperimenti mostrano che i cristalli d’acqua, così trattata, cambiano struttura a seconda dei messaggi che ricevono. Si è perciò potuto constatare l’effetto sui cristalli dell’acqua quando viene esposta a parole scritte, a musica, preghiere, parole pronunciate, acqua di montagna, acqua inquinata, ecc.

L’acqua trattata con parole “positive” forma dei cristalli bellissimi, simili a quelli della neve; l’acqua trattata con parole “negative” invece, reagisce, creando forme amorfe e prive di armonia geometrica. Le immagini dei cristalli sono talmente impressionanti che Masaru Emoto ha deciso di renderle disponibili a tutte le persone interessate, attraverso la pubblicazione di numerosi libri e attraverso conferenze che tiene in tutto il mondo.

Un’idea che ha dell’incredibile

La svolta nei suoi studi giunse, però, quando un suo collaboratore ebbe un’idea che a prima vista ha dell’incredibile, ma che contribuì a far fare ulteriori scoperte nel settore: perché non suonare musica all’acqua e poi studiarne i cristalli formati? In fin dei conti l’efficacia della musicoterapica è risaputa: perché non verificare se la musica poteva in qualche modo in fluire anche sulla formazione dei cristalli.

emoto-acqua-cristalli2Emoto e il suo staff, spinti da questa nuova sfida, decisero di riempire delle bottiglie d’acqua – questa volta distillata – e di porle tra due altoparlanti. I risultati furono fantastici: la Pastorale di Beethoven, la Sinfonia n. 40 di Mozart, Les adieux di Chopin, solo per citarne alcuni, hanno prodotto dei cristalli meravigliosi che variano a seconda della musica e sembrano rappresentarne anche le caratteristiche foniche. Al contrario, musiche moderne come quella degli Heavy Metal hanno prodotto cristalli spaccati in pezzi infiniti.

Ma le sorprese non erano ancora terminate: a un certo punto, lo scienziato giapponese ebbe l’idea di “far  leggere” le parole all’acqua. In quale modo?

emoto1Dopo aver riempito le solite bottiglie, incollò dei foglietti con la parte scritta rivolta verso l’acqua. La differenza tra i cristalli che si formavano nella bottiglia con la parola ‘grazie’ e quelli con la parola ‘sciocco’ è ben chiara: cristalli perfetti a sei angoli nel primo caso, cristalli scissi in mille pezzi nel secondo. E così pure con frasi di incitamento quali “Forza”, “Sei bravo e ce la puoi fare” e parole come ‘Amore’ che andavano a formare cristalli completi.

Le frasi come “Stupido”, “Non vali nulla”, “Ti odio” o “Ti ucciderò” producevano, invece, solo una massa informe di molecole. In pratica, l’acqua trattata con parole “positive” produceva cristalli incantevoli, simili a quelli della neve mentre quella trattata con parole “cattive” reagiva in modo “negativo”, creando forme schizzate.

Questo mutamento di struttura rappresenta un messaggio vero e proprio inviato all’uomo, che ha così la possibilità di esplorare orizzonti sconfinati che lo riconducono a un Tutto cui appartiene ed al quale deve rispetto.

Le ricerche di Masaru Emoto, come da sua stessa ammissione, portano a una riflessione di estrema importanza: se l’essere umano è formato per il 70% dall’acqua, significa che quanto egli pensa, dice modifica l’acqua del suo corpo, producendo in essa cristalli che corrispondono ai suoi sentimenti.

In Giappone, si crede che le parole abbiano un’anima e che solo pronunciandole si attivi il potere di trasformare il mondo. I cristalli dell’acqua dimostrano che ciò che si pensa e ciò che si dice, lascia una traccia, sia nel bene che nel male. Questa è una cosa che gli antichi conoscevano bene e che si riassume in poche parole, note in tutto il mondo: “Mens sana in corpore sano”.

E’ uscito un nuovo volume di Masaru Emoto

E’ uscito il suo secondo libro Messaggi dall’Acqua Volume II. In questo lavoro lei ha attribuito particolare attenzione all’aspetto delle relazioni. Le immagini dei cristalli riflettono il risultato delle esperienze interpersonali all’interno di nuclei quali la famiglia, la scuola e i gruppi di preghiera.

Sì, in questo libro mi sono dedicato in modo particolare all’esperienza della preghiera e all’energia che la preghiera produce. L’esperienza della preghiera ha in sé le vibrazioni del sentimento e dell’emozione che accompagnano la parola. La risultante è una vibrazione sottile in grado di intervenire sulla materia modificandola. A questo proposito voglio ricordare l’incantesimo provocato dall’energia della preghiera sulle sponde del lago Biwa, in Giappone.

Il 25 luglio 1999, alle ore 4.30 del mattino, 350 persone si sono riunite di fronte al lago inquinato per offrire le proprie preghiere all’acqua. L’intenzione delle persone che pregavano insieme era sintonizzata su pensieri di armonia e gratitudine. Il risultato è stato sbalorditivo! L’acqua prelevata dal lago inquinato prima di essere sottoposta alla vibrazione della preghiera non ha prodotto alcun cristallo, mentre l’acqua prelevata dopo la preghiera è stata in grado di produrre bellissimi cristalli per oltre sei mesi, fino a gennaio del 2000.

E’ stata l’acqua stessa a guidare la mia ricerca verso questa direzione. L’intuizione, nel mio lavoro, è essenziale… mi capita di svegliarmi nel cuore della notte con l’intuizione di ciò che devo trasmettere.

Come aiutare il nostro pianeta

La Terra sta andando incontro ad un processo di deterioramento pressoché inevitabile. A questo proposito Emoto si è fatto promotore di un progetto che invita le persone ad inviare sentimenti di amore e gratitudine nei con fronti dell’acqua che scorre in zone del mondo particolarmente a rischio. Questa sua proposta porta il nome di Progetto di Amore e Gratitudine all’Acqua…

Siccome la coscienza di ognuno di noi può modificare il mondo circostante, possiamo, mediante la nostra intenzione, inviare una vibrazione d’amore e gratitudine ai corsi d’acqua che attraversano i paesi devastati dai conflitti e dalle guerre. Un esempio, immaginiamo di inviare la nostra preghiera, il nostro pensiero d’amore al fiume Giordano sulle cui sponde vivono israeliani e palestinesi. L’acqua, informata da questa altissima vibrazione di luce, armonizzerà la terra e coloro che la berranno.

Naturalmente sono molte le regioni nel mondo dove dimorano guerra e povertà, come India, Pakistan, Irak e alcuni stati africani. Per sostenere e divulgare questo progetto Emoto ha creato un sito, http://www.thank-water.net, che sta avendo un grande seguito. Attraverso questo gesto di preghiera all’acqua è come se operassimo una trasfusione al pianeta sostenendolo con la vibrazione più potente, quella dell’amore.

LA POTENZA DEL PENSIERO

Dobbiamo ricordarci che l’unica cosa con cui stiamo trattando sono pensieri, ed il pensiero può essere cambiato e, che ci crediate o no, noi scegliamo i nostri pensieri (Louis Hay).

Che cosa fate con i vostri pensieri?

Nel campo delle azioni, si può dire che la maggior parte della gente è piuttosto brava e ragionevole. Applica le regole, rispetta le leggi della società. Interiormente, invece, è un’altra cosa: si permette di tutto! Chiedete agli esseri umani che cosa fanno con i loro pensieri, con i loro sentimenti, con la loro immaginazione! Creano delle nuvole, dei fumi, ed anche delle creature mostruose. E quando, poi, si sentono stanchi, angosciati, persi, malati, non ne comprendono nemmeno il perché!

Se si volessero fermare un attimo a riflettere, le persone in buona fede sarebbero obbligate a riconoscere che in un certo momento dalla loro vita

hanno avuto dei pensieri e dei sentimenti veramente malsani, distruttivi, criminali. Ebbene, tali pensieri e sentimenti non rimangono senza effetto. Voi credete che solo i gesti, le parole, le azioni abbiano veramente delle conseguenze e che ciò che accade nel mondo interiore può restare senza effetto?… No, vi sbagliate. Tutto ciò che mettete in moto nel vostro mondo interiore produce dei risultati; certo occorre più tempo per vederli appari re, ma infallibilmente un giorno appariranno.

Evitate di preoccuparvi di sapere se i vostri pensieri e sentimenti si realizzeranno: prima o poi si realizzeranno di sicuro. Preoccupatevi solo di capi re se tali pensieri e desideri sono buoni, perché se fossero cattivi, il giorno in cui si realizzeranno, avrete di che lamentarvi, allora sarà troppo tardi.

Come usate le vostre parole? (2)

Dunque attenzione, perché, anche se veramente non pensate alle parole negative che pronunciate, c’è rischio che certe entità malefiche si servano dell’energia di tali frasi per realizzarle; non servirà accusarle, era compito vostro evitare di fornir loro le condizioni per fare il male. In vari paesi, le persone hanno l’abitudine di mandare delle maledizioni; per un nonnulla, maledicono i genitori, i figli, i vicini, gli amici… E’ una pessima abitudine, perché anche se le parole non provocano disgrazie, creano le condizioni perché succedano. Dunque bisogna stare molto attenti.

I danni provocati dai pensieri incontrollati(3)

Fermatevi un momento a pensare ai danni che può provocare il pensiero quando non è controllato: guai a se stessi e agli altri, proporzionati alla potenza con cui furono emanati. Si pensi al vuoto interiore di quelli che si abbandonano alle fantasticherie inutili. Essi fuggono dalla realtà in cui vivono, ma quando ricadono necessariamente in essa, si ritrovano come estranei e in contrasto col tutto.

Peggio avviene agli sciagurati che se ne servono per danneggiare gli altri deliberatamente pensando di essi cose negative. Se sapessero il male che fanno a se stessi, poiché l’energia di un pensiero ritorna al punto da cui è partita, si guarderebbero bene dal farlo. Ma, purtroppo, sono ignoranti di questo fatto e pensano che con il pensiero sia impossibile fare del male a qualcuno e specialmente a se stessi.

Quando l’uomo pensa cose non buone nei confronti di altri, anche se a parer suo se lo meritano, si carica di un insieme di energie negative che dovrà, poi, amaramente esaurire.

Considerata la grande pericolosità dei pensieri negativi, bisognerebbe che ognuno di noi si preoccupasse di controllare il proprio pensiero come si fa per tutte le cose dannose. I pensieri, infatti, producono effetti anche all’in saputa di chi li formula che poi si lamenta per i danni che essi gli arrecano.

L’odio, la vendetta e l’invidia, sono dei veleni terribili che uccidono ciò che è buono in noi, peggio dell’arsenico che uccide il nostro corpo.

Chi conserva per anni pensieri di odio, di invidia, di vendetta verso altri, li mette in condizione di essere ostili nei confronti di stesso. Ciò che rende l’esistenza umana pesante e travagliata è l’uso errato del pensiero che porta a subire conseguenze dolorose. Nessuno può conservare a lungo pensieri e sentimenti negativi senza nuocere a se stesso.

Da dove vengono i nostri mali (4)

La maggior parte dei mali che affligge gli uomini sono creati dalla mente. Noi pensiamo che i nostri problemi dipendano da altri, mentre siamo noi stessi gli autori dei nostri mali, sia per le azioni compiute che ritornano a noi, che per quelle create con la nostra immaginazione che si sono poi realizzate. Su quest’ultimo punto, si vuol insistere per far comprendere che nessun male può essere arrecato arbitrariamente, mentre per la maggior parte dei casi è la mente che li ha generati.

Chi è convinto di star male, sta male. Se sgombrasse la mente dalla convinzione di star male si accorgerebbe di star bene.

Dobbiamo sorvegliare i nostri pensieri (5)

Dobbiamo sorvegliare che non entrino in noi pensieri nocivi e, se entrano per nostra inavvertenza, non permettere loro la sosta di un istante in più. Non appena ci rendiamo conto che stiamo pensando qualcosa di cattivo e distruttivo dobbiamo eliminarlo senza esitazione.

Credete fermamente al bene, che vincerà sempre come la luce sull’ombra. Non vi create nella mente mali immaginari, e neppure pensieri negativi.

I pensieri che vanno accolti e quelli che vanno respinti (6)

I pensieri che sono nella nostra mente, a volte sono pensieri vagabondi; sono pensieri di altre persone che sono entrati nella nostra mente perché hanno trovato la porta aperta.

Chiudete le porte agli ospiti indesiderabili. Se qualcuno entrasse furtiva mente, mettetelo subito alla porta, ma senza violenza. Montate la guardia sulla soglia della vostra mente: non lasciate entrare nessun nemico della vostra serenità e del vostro progresso. Cacciateli senza pietà e sarete meravigliati del miglioramento totale che si produrrà nella vostra vita in poco tempo.

Non permettete a pensieri malevoli e distruttivi di entrare in voi. Tenete la vostra mente libera da tali veleni psichici che finirebbero fatalmente d’intossicare tutta la vostra vita. Siate pronti a difendervi da questi nemici della vostra salute psichica e morale.

Ciò che pensiamo dipende solo da noi (7)

Sei solo tu a controllare ciò che ti entra nella testa sotto forma di pensiero. Se non ci credi, rispondi a questa domanda: “Se non sei tu che controlli i tuoi pensieri, chi li controlla?”. Tua moglie, o il tuo capoufficio, o tua madre?

Se sono costoro a controllare ciò che pensi, è meglio che li mandi a farsi curare, e chi si sentirà meglio all’istante sarai tu. Ma, in realtà, tu sai che le cose stanno diversamente. Tu e soltanto tu controlli il tuo apparato mentale (a meno di non essere sottoposto a lavaggio del cervello o di non trovarti in situazioni estreme di condizionamento e sperimentazione; ma non è questo il caso).

I tuoi pensieri ti appartengono, e sta esclusivamente in te tenerteli, cambiarli, comunicarli o contemplarli. Nessun altro può entrare nella tua mente e avere dei tuoi pensieri l’esperienza che ne hai tu. Chi li controlla sei tu, e del tuo ingegno puoi fare l’uso che vuoi.

Alessandro Sicuro

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