Funghi 2017: i posti migliori

Dove andare quindi per avere concrete speranze di non fare una escursione nei boschi a vuoto? Ecco qualche consiglio.
Si devono prediligere i boschi di castagno e di faggio, ma vanno bene anche le abetaie. Per esempio la bassa valle d’Aosta (la zona di Donnas), molte valli dell’entroterra ligure del Ponente al confine con il Piemonte come la zona di Pieve di Teco e di Bardineto, ma anche nel Levante verso la Lunigiana, il Monferrato, il Canavese, il Biellese, la Valsesia e l’Ossola fino ai rilievi che sovrastano il Lago Maggiore.
In Lombardia si devono prediligere le aree montuose e collinari meno abitate come per esempio la Valsassina, il versante orobico della Valtellina, le valli bergamasche e la val Camonica, ma anche l’Oltrepò pavese. In Trentino la val di Non, la val di Sole e la val Rendena, ma anche la val di Fiemme e l’altopiano della Paganella. In Alto Adige la bassa Pusteria e la val Venosta.
In Veneto l’area Bellunese con i boschi del Cadore, del Cansiglio, gli altopiani di Asiago e dintorni, le valli dei Lessini; in Friuli-Venezia Giulia il Tarvisiano e le valli di Tolmezzo. In Emilia-Romagna, infine, la val di Taro con la zona di Berceto.

In Toscana il Pontremolese, e l’area del Monte Amiata, in Umbria la zona di Terni, nelle Marche le aree dei monti Catria, Nerone nel parco dei monti Sibillini.
In Abruzzo sui monti della Laga, nel Teramano, ma anche nell’Aquilano e nella Marsica. In Campania nell’entroterra salernitano nel parco nazionale del Cilento, nel Casertano e nella zona del Lago Laceno. In Basilicata la zona di Potenza e Aliano, in Calabria le zone montuose della Sila.

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