WallStreet apre sulla parità. Alle 18:45 parlerà il governatore della Fed Powell 02/10/2018

WallStreet avvia la seduta poco mossa. Peggio di tutti il NASDAQ in calo del -0,3%.  http://www.websimaction.it

Archiviata in fretta la buona notizia dell’accordo raggiunto in extremis tra Stati Uniti, Canada e Messico sul nuovo Nafta, che regola nel Nord America il libero scambio commerciale, si torna a guardare alla possibile evoluzione della guerra commerciale Usa-Cina, dopo che il consigliere economico alla casa Bianca, Larry Kudlow, ha affermato che un’intesa commerciale tra i due paesi “non è imminente”.

Tra i titoli in evidenza ancora General Electric (GE.N) +0,7%, dopo il +7% di ieri. Rbc ha alzato il taget price da 13 a 15 dollari.

Male invece Pepsi Co (PEP.O) -1,8% nonostante abbia pubblicato utili del terzo trimestre superiori alle attese.

Giù anche Amazon (AMZN.O) -1,1% dopo aver annunciato che aumenterà il salario minimo orario a 15 dollari per tutti i dipendenti del gruppo.

AMD(AMD.O) -3,5% è tra le blue chip peggiori.

In Europa, Piazza Affari prova a rimbalzare dai minimi di apertura. Oscillando ora poco sotto la parità. Francoforte -0,7%, Parigi -0,8%.

Ciononostante, il BTP decennale soffre ancora, il rendimento sale a 3,36% (ha toccato anche quota 3,40%), livello che non si vedeva dall’aprile del 2014. In contemporanea si rafforza il Bund, per cui lo spread sale a 291 punti base, massimo dal luglio del 2013. Scende a 197 punti base, il differenziale tra il BTP a 10 anni e quello a due anni, per effetto dell’aumento di 20 punti base di quest’ultimo, a 1,39%.

Si indebolisce anche l’euro, a 1,154 su dollaro, -0,3%.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ribadito oggi che l’Italia ritiene “irrinunciabile” l’euro, dopo che oggi il presidente leghista della Commissione bilancio della Camera Claudio Borghi era tornato a parlare della necessità per il Paese di avere “una propria moneta”.
“L’Italia è un Paese fondatore dell’Unione Europea e dell’Unione Monetaria e ci tengo a ribadirlo: l’euro è la nostra moneta ed è per noi irrinunciabile”, ha scritto il premier su Facebook.

Conte ha bacchettato poi indirettamente Claudio Borghi, dal quale erano arrivate stamattina dichiarazioni a sostegno di un ritorno alla lira. “Qualsiasi altra dichiarazione che prospetti una diversa valutazione è da considerarsi come una libera e arbitraria opinione che non ha nulla a che vedere con la politica del Governo che presiedo, perché non contemplata nel contratto posto a fondamento di questa esperienza di governo”.

Conte ha anche insistito sulla necessità di dialogo con l’Unione Europea, pur difendendo le “prerogative sovrane” dell’Italia, spiegando che essa “rimane la nostra casa comune”.”Ci avviamo a dialogare con le Istituzioni europee con serenità e rispetto dei ruoli, fiduciosi di poter dimostrare, carte alla mano, la bontà del lavoro sin qui fatto”, ha concluso il presidente del Consiglio.

Notizie anche sul fronte bancario europeo. La Banca Centrale Europea ha collocato 7,241 miliardi di euro in pronti contro termine 7 giorni, in scadenza 6,434 miliardi. Le richieste sono pervenute da 40 banche.

Il petrolio Brent stamattina è poco mosso, intorno a 85 dollari il barile, sui massimi degli ultimi quattro anni, ieri ha guadagnato il 2,7%. Le esportazioni di petrolio iracheno sono scese in settembre, secondo quanto riportato da Bloomberg, sui minimi degli ultimi due anni e mezzo, a 1,7 milioni di barili.

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