Aprile 5, 2026

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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SATOSHI KUWATA E L’ARTE DI SETCHU: L’ESTETICA ORIGAMI CHE UNISCE ORIENTE E OCCIDENTE

 

 

Setchu è un termine giapponese che rappresenta il punto d’incontro tra le culture orientali e occidentali, un’idea che Satoshi Kuwata, designer e fondatore del brand, ha tradotto in una collezione capace di trasformare il dualismo in complementarietà. Scelto come Guest Designer per la 107esima edizione di Pitti Uomo, Kuwata ha portato la sua visione unica in passerella, incantando il pubblico con una sfilata che è un perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione.

Il debutto di Setchu alla Biblioteca Nazionale di Firenze – un’istituzione storica con un immenso patrimonio culturale – si è rivelato un omaggio alla filosofia dell’origami. «I want less, and less than that» è il principio che guida Kuwata, nato in Giappone, ma formatosi a Savile Row e oggi milanese d’adozione. Questa ricerca di essenzialità si riflette in una collezione che va oltre il minimalismo, concentrandosi sulla costruzione di ogni singolo outfit.

La collezione autunno/inverno 2025-26 parte da un concetto semplice e potente: il quadrato. Piegato e ripiegato, questo elemento bidimensionale si trasforma in capi tridimensionali. Sahariane, cappotti, camicie e blazer si evolvono grazie a pieghe montagna e a valle, diventando simboli tangibili dell’approccio “very Setchu” che unisce funzionalità e creatività. Tra i dettagli più sorprendenti, le giacche accorciabili e i frac con code che si integrano all’interno dei capi, dimostrano l’abilità tecnica e artistica del designer.

Kuwata sceglie tessuti densi e tattili, accompagnati da una palette essenziale di nero, bianco e grigio. «I colori richiamano la TV e i giornali in bianco e nero», spiega il designer. Tuttavia, la collezione non manca di sorprendenti dettagli visivi: lo jacquard policromo in seta stile kimono rivisita in chiave omoerotica The Tale of Genji, mentre dettagli audaci come polpi a forma di pene, ispirati ai manga erotici, si trasformano in pizzi sontuosi.

Tre capi bespoke realizzati da Davies & Sons, la più antica sartoria di Savile Row, hanno scandito i momenti chiave della giornata: un tight, un blazer doppiopetto blu con bottoni dorati e un frac. Ogni pezzo integra le pieghe origami che caratterizzano il marchio, unendo l’eccellenza sartoriale inglese alla filosofia giapponese.

A coronare la sfilata, un’incursione poetica nel mondo di Setchu: vetrine rivestite di tatami, con 19 pannelli disposti a cerchio come haiku visivi, celebrano l’incontro tra Oriente e Occidente.

Con Setchu, Satoshi Kuwata non solo celebra la sua eredità culturale, ma la rielabora attraverso una visione contemporanea, creando un dialogo senza precedenti tra due mondi apparentemente lontani. Un debutto che conferma il designer come una delle voci più interessanti del panorama internazionale della moda.

 

 

 

 

Alessandro Sicuro Comunication
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