La rivista statunitense Fast Company ha stilato la classifica delle dieci aziende più all’avanguardia nel settore moda per il 2025. Tra i protagonisti di quest’anno spiccano due brand italiani: Miu Miu e Moncler, che si posizionano rispettivamente al secondo e al terzo posto. A guidare la graduatoria è Nuuly, piattaforma americana specializzata nel noleggio di abiti.
Sorprendentemente, i grandi marchi francesi, solitamente dominanti nel panorama fashion, risultano poco presenti nella lista. L’unica eccezione è Veja, che figura tra i primi posti in un elenco caratterizzato da una significativa presenza di retailer.
Secondo Fast Company, Miu Miu, parte del gruppo Prada, ha saputo rinnovarsi con un’estetica vivace e accattivante, conquistando un pubblico giovane e ridefinendo le tendenze con capi iconici come minigonne anni ’90, occhiali oversize e ballerine, molto apprezzati anche dalle celebrità. Questo successo si riflette nei risultati economici: nel 2024, il marchio ha registrato un incremento del 93%, contribuendo in modo significativo alla crescita del gruppo Prada, che ha visto un aumento del 17% dei ricavi, superando concorrenti come LVMH e Kering, entrambi in calo.
Moncler, dal canto suo, ha continuato a innovare reinterpretando il suo iconico piumino in chiave di design. Quest’anno ha collaborato con Jony Ive, ex designer di Apple, per sviluppare una linea di capispalla futuristici e ha lanciato la collezione Genius con un evento spettacolare a Shanghai, trasformando la sfilata in un vero e proprio festival esperienziale con 8.000 partecipanti.
Nonostante il successo dei due marchi italiani, in cima alla classifica si posiziona Nuuly, il servizio di noleggio di abbigliamento di Urban Outfitters. L’azienda è riuscita a rendere il fashion rental un modello di business redditizio e sostenibile, approfittando delle difficoltà di altri operatori come Rent the Runway. Con un abbonamento mensile da 98 dollari e una logistica efficiente, Nuuly ha raggiunto la redditività nel 2024 e punta a un fatturato di 500 milioni di dollari nel 2025.
Al quarto posto troviamo Veja, il brand francese di sneaker eco-friendly, che ha recentemente aperto repair shop a New York e Parigi per prolungare la durata delle scarpe, una strategia che ha portato il marchio a generare un fatturato di 300 milioni di dollari.
Segue Aritzia, marchio statunitense di abbigliamento, che sta conquistando il mercato grazie a un mix di personal styling e materiali di alta qualità a prezzi competitivi, raggiungendo un giro d’affari di oltre 2,4 miliardi di dollari.
In sesta posizione si trova Coachtopia, iniziativa sostenibile di Coach, che realizza borse e accessori con materiali riciclati. Il settimo posto è occupato da REI Co-op, retailer outdoor impegnato nell’inclusività, che ha sviluppato una tecnologia di body mapping per creare capi gender-neutral adatti anche a persone non binarie e trans.
Kizik, che si posiziona ottavo, si distingue per la produzione di calzature innovative a calzata automatica, pensate sia per chi ha difficoltà motorie che per chi desidera maggiore praticità.
Al nono posto figura Laws of Motion, brand fondato da Carly Bigi, che sfrutta l’intelligenza artificiale per eliminare le taglie tradizionali e produrre abiti su misura, contribuendo così a ridurre gli sprechi.
A chiudere la Top 10 è Repreve, azienda leader nel riciclo tessile, che ha sviluppato una tecnologia per trasformare capi usati in nuovi tessuti e già collabora con marchi come Nike e Under Armour..
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