Maggio 15, 2026

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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PITTI 108: IL FUTURO MASCHILE UNA DIREZIONE E UN SENSO

Non solo uno slogan, ma una direzione

Come recita l’insegna, Futuro Maschile non è soltanto uno slogan scelto da Pitti per definire il proprio programma espositivo, ma una dichiarazione di intenti. Esprime un’idea di futuro che torna a parlare all’uomo con un linguaggio autentico, fatto di misura, funzionalità, identità e genere. Per troppo tempo la moda maschile ha inseguito modelli che non le appartenevano, smarrendo il proprio baricentro; oggi, invece, riscopre il valore del dettaglio, della costruzione, di un’estetica solida, essenziale, coerente. Non è un ritorno nostalgico, ma un avanzare consapevole, con un’identità finalmente riconoscibile.

La formula espositiva di Pitti resta inimitabile: se da un lato non mancano le sfilate, come accade a Milano, dall’altro c’è un valore aggiunto che va ben oltre. Gli stand sono aperti per tre o quattro giorni e permettono un dialogo diretto con i produttori, la possibilità di conoscere le storie, le origini, le dinastie familiari che alimentano il tessuto vivo del made in Italy. Ne nasce uno storytelling autentico – come direbbero gli americani – che il pubblico apprezza profondamente, perché racconta la genesi di un’idea, la sua evoluzione, le sfide superate e i sacrifici affrontati per arrivare al successo. Chi ama il proprio lavoro, del resto, non misura il tempo che vi dedica: crea, lavora, perfeziona, e quasi senza rendersene conto si ritrova immerso in un percorso che genera valore.

ISSEY MIYAKE ALLA VILLA MEDICEA LA PETRAIA

La linea Homme Plissé Issey Miyake, Guest of Honor di Pitti Uomo 108, ha affascinato Firenze con un doppio appuntamento: una sfilata e un’installazione nei giardini della Villa Medicea La Petraia. Le architetture rinascimentali hanno incorniciato con grazia i celebri tessuti plissé del brand, in un’atmosfera sospesa e poetica che ha preso vita al calare del sole. Luci soffuse e giochi d’acqua hanno completato la scena, regalando riflessi e arcobaleni effimeri.

La collezione SS2026 reinterpreta il plissé in chiave attuale, attraverso palette pastello — gialli cipriati, azzurri polverosi, rossi stemperati — e materiali tecnici come il nylon riciclato, a conferma dell’impegno del marchio verso la sostenibilità. I capi si costruiscono per stratificazione e sobrietà cromatica: un gilet lungo color cacao sovrapposto a una camicia sabbia dal taglio ampio, con pantaloni fluttuanti dalle stesse texture e volumi. Tra le mani, il tessuto plissé è tenuto come una coperta o un mantello, gesto simbolico che richiama cura e appartenenza.

La palette neutra e organica esalta la raffinatezza delle lavorazioni, in sintonia profonda con il giardino mediceo. Un incontro tra uomo e ambiente, tra abito e habitat. Un’estetica senza tempo che restituisce valore all’essenziale





CALABRESE 1924 | MAESTRI DELL’ACCESSORIO E DELL’ELEGANZA MASCHILE

Dal bisnonno Eugenio all’erede Annalisa, quattro generazioni di gusto, eleganza e sapere sartoriale. Cravatte, foulard, pochette, borse e costumi da bagno uomo: ogni creazione è pensata per completare l’abbigliamento con un gesto di stile. Un archivio prezioso, una cultura dell’accessorio che parla napoletano, e che si rinnova di generazione in generazione.

I tessuti utilizzati – tra cui pregiate sete stampate a mano, lini leggeri e cotoni finissimi – parlano di una ricerca costante della qualità. Le lavorazioni seguono ancora i tempi della tradizione, con cuciture rifinite a mano e dettagli che richiamano una scuola sartoriale d’eccellenza. L’esperienza maturata nel corso del secolo si riflette in ogni piega, ogni nodo, ogni rifinitura: una maestria che solo il tempo può insegnare. @calabrese1924

I costumi da bagno uomo portano l’energia della scuola napoletana: stampe vivaci, colori vitaminici, dettagli impeccabili. Una capsule pensata per chi non rinuncia all’eleganza, nemmeno sotto il sole. Dalla sartoria alla spiaggia, con lo stesso DNA. Grazie a Tito Allegretto per avermi fatto scoprire questa realtà straordinaria.



RAFFINATA CONTEMPORANEITÀ E STILE URBAN WEST COAST – ALBERTO LUTI AL PITTI 108

Uno stile solido, deciso, evocativo. Alberto Luti arriva a Pitti Uomo 108 con una collezione di accessori in pelle che fonde visione contemporanea e artigianato puro. Le cinture, trattate manualmente, nascono da tinture in botte, rifiniture a mano, passaggi tecnici che rivelano esperienza e dedizione.

A impressionare sono i dettagli: fibbie cesellate, borchie, cuciture a vista, ricami, incisioni a rilievo e lavorazioni complesse che danno personalità e anima ai pezzi. Ogni cintura racconta una storia che si ispira al mondo western, ma con taglio urbano e spirito italiano. L’equilibrio tra forza e raffinatezza è il tratto distintivo di questa proposta: ogni accessorio appare robusto ma stilisticamente curato, pensato per un’estetica maschile in evoluzione. La pelle, vissuta e modellata, è il cuore di un lavoro che mescola creatività e tecnica.

Nello stand di Alberto Luti si respira la passione per il mestiere e la coerenza di chi conosce profondamente la materia che lavora. Grazie a @TitoAllegretto per avermi fatto conoscere anche questa realtà. @albertolutiofficial



MANIFATTURA CECCARELLI | ECCELLENZA E TECNICA

Giuliano Ceccarelli, fondatore dell’azienda forlivese nata nel 1998, incarna l’evoluzione del capospalla outdoor italiano, con radici solide nella tecnica produttiva e una visione che unisce funzionalità, gusto sartoriale e materiali di carattere. Ogni felpa, ogni giaccone è un pezzo che dura, che si vive, che accompagna nel tempo.

Le cuciture sono strutturali, i dettagli studiati con cura: lane trattate, canvas paraffinati, fodere intelligenti. Dietro ogni capo si avverte la profonda conoscenza dei processi di industrializzazione del prodotto, un sapere tecnico che non è mai freddo, ma al servizio dello stile. Il design è asciutto ma distintivo, con tessuti sportivi accattivanti che raccontano un’estetica sobria e consapevole. Nulla è lasciato al caso, tutto è misurato per rispondere a una precisa idea di qualità. Una manifattura vera, sincera, che parla agli uomini che sanno leggere un capo da dentro, e ne riconoscono la sostanza al primo tocco.



ROY ROGER’S – STORIE DI DENIM E IDENTITÀ ITALIANA

A Pitti Uomo 108, Roy Roger’s continua a raccontare il suo stile unico, dove l’anima americana si intreccia con la visione italiana del vestire.
Nato dal fascino per un artigiano del denim attivo nella California di fine ’800, il brand affonda le sue radici in una storia di salopette da lavoro, autenticità e innovazione.
Oggi questa eredità viene riletta con spirito contemporaneo, attraverso capi dal carattere deciso e taglio moderno. Dal chambray al suede, dalla maglieria college agli accessori utility, ogni elemento della collezione incarna un equilibrio sapiente tra passato e presente. Le tele sono selezionate con cura, i lavaggi studiati nei minimi dettagli, le rifiniture rispettano una tradizione che ha fatto scuola. Non è solo una questione di stile, ma di valori: coerenza, qualità e un’identità forte che resta riconoscibile nel tempo.
Roy Roger’s dimostra come il denim possa ancora raccontare storie nuove, rimanendo fedele alle sue origini. Un esempio virtuoso di come un’icona americana, filtrata dall’ingegno italiano, possa continuare a evolversi.



PETRONIUS 1926 | UN SECOLO DI ELEGANZA A MANO LIBERA

Petronius 1926 è molto più di un nome storico: è un racconto intessuto di eleganza, sapere artigianale e continuità familiare. Nasce a Milano negli anni Venti, quando Luigi Wollisch apre un laboratorio in via Rugabella dedicato alla cravatta cucita a mano. Da allora, generazioni diverse hanno custodito e affinato la visione originaria: fare della raffinatezza un gesto quotidiano. Le sete, selezionate tra le migliori comasche, scorrono morbide e luminose. Le fantasie, invece, raccontano gusto, cultura e attenzione al dettaglio. Ogni creazione è pensata per durare, per accompagnare l’uomo con sobria eleganza nei suoi rituali quotidiani. Petronius non insegue le mode, ma attraversa il tempo con coerenza, restando fedele a un’estetica misurata e riconoscibile. Cravatte, fazzoletti e foulard diventano simboli silenziosi di distinzione, piccoli gesti che parlano con discrezione. È l’arte dell’accessorio interpretata come forma di identità: discreta, sofisticata, autentica. Un marchio che ha reso il dettaglio maschile un punto fermo del guardaroba elegante, dove forma e sostanza si incontrano in armonia.



BENHEART | UNA STORIA SCRITTA CON IL CUORE

Benheart è un nome che racchiude un destino: nasce dall’unione tra “Ben”, l’inizio del nome del fondatore Hicham Benmbarek, e “heart”, cuore. Un gioco di suoni che racconta passione, autenticità e visione. È un riferimento al suo percorso personale, ma anche al modo in cui dà vita a ogni creazione — mettendoci testa, mani e, soprattutto, cuore.

La sua avventura comincia in un piccolo negozio di cinture artigianali a Firenze. Da lì, Ben disegna, costruisce, sperimenta. Realizza giubbotti in pelle, sneaker, borse, zaini, cappelli e accessori: ogni pezzo porta la sua impronta, perché ogni modello nasce dalla sua mente e passa sotto il suo sguardo. Con talento e determinazione ha costruito un marchio internazionale, oggi presente in città come Firenze, Milano, Roma, Lucca, Verona, Beverly Hills, Tokyo, Dubai, Strasburgo, Riyadh e Kuwait City.
Il segreto del suo successo? Una semplicità disarmante unita a una straordinaria energia creativa. L’ho visto lavorare con impegno instancabile, e i risultati parlano da soli.



TITO ALLEGRETTO | UNA GUIDA TRA LE ECCELLENZE

Tra i momenti più significativi vissuti a Pitti Uomo 108, alcuni li devo alla competenza e all’intuito di Tito Allegretto. Abbiamo fatto insieme un giro tra alcune delle aziende espositrici, e grazie alla sua esperienza e alla sua rete di relazioni ho potuto cogliere aspetti produttivi e visioni d’impresa che spesso sfuggono a uno sguardo esterno.

Tito conosce a fondo il mondo dell’artigianato italiano, anche perché con molte di queste realtà ha collaborato direttamente, offrendo consulenze e sviluppando progetti sartoriali con il suo metodo e il suo stile personale, sempre riconoscibile.

Lo si capisce da come si muove negli stand: entra con naturalezza, osserva, tocca, maneggia i tessuti, ne studia cuciture e rifiniture. Sa riconoscere al volo i dettagli che parlano davvero del marchio. E mentre lo fa, arrivano puntuali saluti, abbracci, attestati di stima: artigiani, imprenditori, designer che lo riconoscono e lo aspettano. Perché Tito non è un visitatore qualunque, ma un interlocutore competente, capace di leggere il prodotto e valorizzarlo, di connettere creatività e mercato, forma e contenuto.

Interessante anche la sua presenza nello showroom di via dei Benci 4, allestito per l’occasione, dove ha presentato alcune collaborazioni con Sartoria Caracciolo. Uno spazio raccolto e coerente, dove stile, racconto e manifattura dialogano con autenticità.

Negli ultimi tempi, al suo fianco si è fatta notare anche la figlia Giulia Allegretto, che a questa edizione del Pitti ha presentato tre capi interamente ideati e realizzati da lei. Con uno sguardo sensibile e personale, Giulia affianca il padre nella definizione stilistica della linea donna, contribuendo a interpretare in chiave contemporanea l’estetica sartoriale al femminile. Un segnale di continuità che lascia intravedere interessanti sviluppi futuri.

 

 

 

Alessandro Sicuro
Brand Strategist | Photographer | Art Director | Project Manager

Alessandro Sicuro Comunication

 


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