MICHAEL KORS
Il ritmo e lo stile di New York, ma con il volume abbassato: così Michael Kors ha presentato la sua Primavera/Estate 2026.. Io credo che Michael Kors conosca le donne americane come pochi altri e sappia perfettamente cosa vogliono. Il suo show, allestito in un grande magazzino di mattoni rossi vicino all’Hudson, era un inno alla precisione e alla leggerezza, un set che lasciava respirare i capi e chi li indossava.
La prima fila era un evento nell’evento, con Gwyneth Paltrow seduta accanto a Olivia Wilde e Nicky Hilton, un parterre che raccontava più di mille comunicati stampa. Prima della sfilata, gli smartphone erano già impazziti: tutti volevano catturare il momento, condividere l’attesa.
La collezione parlava di sicurezza e libertà. Top di seta bianchi aperti fino all’ombelico, canotte che scivolavano morbide su pantaloni dal taglio fluido, tubini che sembravano scolpiti addosso. Blazer senza maniche e trench in pelle traforata aggiungevano un tocco di rigore, mentre il gran finale, con Adut Akech avvolta in un trench dorato, sembrava un inno al sole e alla potenza femminile.
Quello che mi colpisce sempre di Kors è la sua capacità di unire il desiderio di essere chic alla necessità di essere pratiche. Le borse in vitello morbidissimo, fatte per essere usate, i sandali dal tacco spesso che non sacrificano la comodità, le nappe in pelle che diventano dettagli di stile e non solo decorazione.
La colonna sonora era un viaggio: un mix di Sébastien Léger con la Filarmonica di Parigi e la voce di Marianne Faithfull, che dava profondità e poesia ai movimenti delle modelle. Ogni look sembrava pronto a lasciare la passerella e vivere nella città, sotto il sole di mezzogiorno.
Alla fine Kors ha detto che voleva dimostrare che si può essere sensuali senza essere ovvi, che la bellezza è nel movimento e nella leggerezza. Io credo che ci sia riuscito, perché per un attimo tutto sembrava davvero più calmo, e oggi ne abbiamo bisogno.
Alessandro Sicuro
Brand Strategist | Photographer | Art Director | Project Manager
Alessandro Sicuro Comunication
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