Novembre 29, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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☛ Chi ha assassinato la crescita?

Chi ha assassinato la crescita?

Tanti colpevoli come sull’Orient Express La crescita del prodotto interno lordo misura il battito del polso dell’economia e il suo arresto costituisce un drammatico fatto di cronaca, sia pure di cronaca economica. Un dramma che colpisce tutti ma di cui, paradossalmente, nessuno si sente personalmente responsabile. La situazione ricorda da vicino il celebre giallo di Agatha Christie, Assassinio sull’Orient Express (1934), dove la soluzione del caso è ostacolata dall’oscuro nesso tra responsabilità individuale e collettiva. Lo stesso che, a dispetto degli sforzi chiarificatori dell’analisi economica, oscura la relazione tra comportamenti individuali e crescita economica.

Perché dunque non riformulare provocatoriamente la questione economica nei termini della letteratura poliziesca, rimpiazzando l’astratta nozione di causalità economica con quella più concreta di responsabilità individuale e il “cosa” con il “chi” freni la crescita? Negli schemi d’indagine poliziesca la ricerca degli indizi di colpevolezza inizia dalle circostanze del decesso e dall’arma del delitto. Quest’ultima è presto individuata. Si tratta della “trappola della crescita”, la stessa che da secoli impedisce lo sviluppo dei Paesi più poveri e che, come osservava Mancur Olson nel suo The rise and decline of nations, provoca il declino delle nazioni. Il temibile congegno, nella diagnosi di Anne Krueger e poi di Andrej Schleifer, si fonda sull’appropriazione – codificata o tacitamente riconosciuta – di rendite di posizione (rent seeking) attuata da gruppi d’interesse organizzati (distributional coalitions) a scapito di chi, con investimenti produttivi, aumenta non solo il proprio reddito ma anche quello della collettività. Agevolato dalle economie di scala di cui gode, il rent seeking in breve espelle dal mercato le attività produttive che operano a rendimenti decrescenti, conquistando così nuovi beneficiari e forza politica.

I talenti imprenditoriali – scoraggiati o indotti a cercar fortuna altrove – lasciano il campo ai cacciatori di rendite; le risorse consumate non sono rimpiazzate e la torta da ripartire si contrae. Come nel gioco delle musical chairs, il numero dei partecipanti si riduce a ogni giro e con essi il Pil. Se è dunque la caccia alle rendite ad aver spento l’economia, chi sono i beneficiari di tali rendite? Una prima categoria è quella dei beneficiari consapevoli: evasori fiscali e utilizzatori abusivi di prestazioni sociali, che scaricano sugli altri contribuenti il costo dei servizi pubblici utilizzati. Quanti siano, è difficile dire. Sappiamo però dall’Istat che la base imponibile evasa – il sommerso, ciò che sfugge alle maglie dello Stato – ammonta al 17% del Pil e che tale valore sale oltre il 50% per i redditi da lavoro autonomo e da fabbricati, categoria che raccoglie circa un sesto dei contribuenti totali (si veda il secondo grafico a destra).

English version:

Who murdered the growth?

Many culprits as the Orient Express. The growth of gross domestic product measures the heartbeat of the economy and his arrest is a dramatic true story, albeit of economic news. A tragedy that affects everyone but which, paradoxically, no one feels personally responsible. The situation closely resembles the famous Agatha Christie Murder on the Orient Express (1934), where the solution of the case is hampered by the dark link between individual and collective responsibility. The same who, in spite of the efforts of economic clarifiers, obscures the relationship between individual behavior and economic growth.

So why not rephrase the question provocatively in economic terms of crime fiction, replacing the abstract notion of economic causality with the more practical of individual responsibility and the “what” with the “who” brake the growth? The diagrams of investigation police search for clues of guilt begins on the circumstances of death and the weapon of the crime. The latter is easily identified.
This is the “growth trap”, the same as that for centuries prevents the development of poorer countries and, as Mancur Olson pointed out in The rise and decline of nations, causes the decline of nations. The frightening device, in the diagnosis of Anne Krueger, and then Andrei Schleifer, is based on appropriation – encoded or tacitly recognized – rent-position (rent seeking) carried out by organized interest groups (distributional coalitions) to the detriment of those who with productive investment, not only increases their income but also to the community. Facilitated by economies of scale enjoyed by the rent seeking in a short expelled from the market productive activities that operate at decreasing returns, thus gaining new beneficiaries and political force.

The entrepreneurial talent – discouraged or encouraged to seek their fortunes elsewhere – the hunters leave the field of pensions, the resources consumed are not replaced and the cake to be shared contracts. As in the game of musical chairs, the number of participants decreases with each round, adding to the GDP. If you then hunting revenues to turn off the economy, who are the beneficiaries of these rents? A first category is that beneficiaries are aware of: tax evaders and illegal users of social services, which drain on other taxpayers the cost of public services used. How many is difficult to say. But we know that the taxable amount processed by Istat – the underground, what escapes the meshes of the state – amounting to 17% of GDP and that this value increases above 50% for income from self-employment and buildings, a category that collects about one-sixth of the total taxpayers.

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