Settembre 19, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Free Press And Culture On Line

☛ The viral-marketing policy, by Obama to Beppe Grillo, network works better than TV

In the recent Italian elections, we have seen the triumph of a form of network usage as a means of engagement of the electorate. I allude to the political marketing campaign created by Beppe Grillo and his collaborators. The great risonoscimento that makes the comic is that it has analyzed the network and its online suguaci natives who are a world diametrically opposed to what they know reads the newspapers and following television. The network is frequented by intelligent people with broad views which opinion is formed not by drawing from the same news at times politically aligned so not objective but reading opinions the most ‘contrasting and then create their own and even posting your point of view in own blog or in a busy such as Beppe Grillo blog. What social media play a great job of moving the consciousness we already have seen from the previous election of Barak Obama, who has made most of his acclaim, not only economic, with the help of facebook and twitter. With Beppe Grillo potutto we see how the network if well organized and attended by Native smanettatori keyboards, could ‘create a much more powerful alternative media to launch a brand name or a politician, it takes the three “C” contacts, content and links .

Alessandro Sicuro

But do you remember when ridiculing the descent into the field of Silvio Berlusconi in 1994? conferences and commercials on TV? Then, later said that was all the fault of television. And Bobbio, told us that was not the ‘same machine, it was not the conflict of interest in recent months to win the Cavalier, but twenty years of commercial television (of course he said it in a negative way) digested Italians Berlusconi had allowed. He created the cultural background for which Berlusconi said snobbishly Bobbio, could not win.
That’s it. Now who is uncomfortable to think that one of the keys to victory Bebbe Grillo is called the Internet. All party leaders have their tablet, multifunctional mobile phones and have just arrived on the Net, but are not native. They use the Internet as an Aboriginal person could ride a Ducati with a certain awkwardness. Or as a politician of the First Republic would use the TV: the best, with a political platform.
The movement of Cricket, on the contrary, has made full use of around the Web, has understood the mood, he has directed. It is possible, despite the rhetoric of freedom and transparency of the web. The network is also a giant pit of sewage: who is better to hide her and discover those of others. It is not clear is the Internet as a medium that makes winning elections, but the network is an accurate thermometer of some public opinion that must be intercepted.
Grillo and Grillini are skillfully managed to mix the ingredients of the best political marketing through the Internet. If a student did not faticherebbe desire and time to relate to the declaration of 5 stars Movement with the geographic penetration of Internet in Italy. The Grillini break where the network and computers are no longer present. His candidate and his voters are native to the Internet. The use, handling and consuming as it once was the home of Voghera seen soap operas.
For a part of politics, the Internet simply does not exist. But the virtual market in March, has raised 27 million, of which 13 million on an average day. These gentlemen have the computer very much. ‘According to the beauty of Audiweb spend 1 hour and 18 minutes, scartabellandosi 147 electronic pages. It is a game very, entertainment, cazzeggio, but also information and propaganda. And the vast majority are young people under the age of 34 years.
Grillo has used the Internet wisely. Its candidates are not bound by any law, is not there, or a section that does not exist, but some of the slogans that are born and develop only on the network. They’re like, it said without disrespect, many terminals to a central server (in fact Grillo). You really think that the problem of public water (which has already wiped after a referendum) is the fundamental theme of these hours? Of course not.
Yet it is one of the watchwords of Grillini, which feed through the suggestion of this battle (easy and demagogic) tested a community. Do not have Turati and De Gasperi, Marx, Friedman, or are simply on another level: that of the Net Woe to this phenomenon of hand. There are many, are smart, they want to change. Just their rebellion no longer uses the canons of the protests of the last century. And thank goodness.
They are native to the Net, but not very busy. Do not confuse the means with the content. The New Yorker in a lengthy investigation questioned months ago Arab revolutions and the role of the network also argued that it had been much overrated by the mainstream media. Remember, the New Yorker, the great battles of American blacks against segregation and their ability to spread the virus in the country, even without telephones and computers. In short, the Internet and the Web are a tool, as it was television, formidable. But the changes come from men, from those who have a couple of best communication tools available

Nicola Porro

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italian version:

Nelle recenti elezioni italiane, abbiamo visto il trionfo di una forma di utilizzo della rete come mezzo di coinvolgimento degli elettori. Alludo alla campagna di marketing politico creato da Beppe Grillo e dei suoi collaboratori. Il grande risonoscimento è che il comico genovese ha analizzato la rete ei suoi nativi on-line profondamente, e comprendendo il concetto che è un mondo diametralmente opposto a ciò che si legge nei giornali o le televisioni spesso schierate politicamente quindi poco obiettive. La rete è frequentata da persone intelligenti, con ampi panorami e larghe visioni d’insieme, le quali formano la propria idea leggendo le più contrastanti notizie e pubblicando il proprio punto di vista, partecipando dunque attivamente alla vita sociale e politica. I social media svolgono un grande lavoro di risveglio delle coscienze, abbiamo già potuto vedere dalle precedenti elezioni di Barak Obama, che ha ricavato gran parte del suo successo, non solo economico, da facebook e twitter. Con Beppe Grillo abbiamo potuto vedere come la rete, se ben organizzata e partecipata, può creare un supporto molto più potente e alternativo per il lancio di un marchio o un nome politico, ci vogliono le tre “C” i contatti, contenuti e link.

Alessandro Sicuro

Ma vi ricordate quando ridicolizzavano la discesa in campo di Silvio Berlusconi nel 1994? Con il kit del candidato, le mentine, le convention e gli spot in tv? Poi, dopo, dissero che era tutta colpa della televisione. E Bobbio (tocca scomodarlo) ci spiegò che non era l’elettrodomestico in sé, non era stato il conflitto di interessi di quegli ultimi mesi a far vincere il Cav; ma vent’anni di tv commerciale (ovviamente lo diceva in modo negativo) digerita dagli italiani aveva permesso il berlusconismo. Aveva creato il substrato culturale per il quale Berlusconi, diceva snobisticamente Bobbio, non poteva non vincere.
Ecco. E ora nessuno che si scomodi a pensare che uno degli strumenti chiave per la vittoria di Grillo si chiama Internet. Tutti i leader di partito hanno il loro tablet, il telefonino multifunzione e si sono affacciati sulla Rete. Ma non sono nativi. Utilizzano internet come un aborigeno potrebbe cavalcare una Ducati: con una certa goffaggine. O come un politico della prima Repubblica avrebbe usato le tv: al massimo con una tribuna politica.
Il movimento di Grillo, al contrario, ha sfruttato appieno la Rete. L’ha cavalcata, ne ha capito gli umori, l’ha indirizzata. Sì, è possibile, nonostante la retorica della massima libertà e trasparenza del web. La Rete è anche un gigantesco pozzo di liquami: chi è più bravo nasconde i suoi e scoperchia quelli altrui. Sia chiaro non è la Rete come mezzo che fa vincere le elezioni, ma la Rete è un preciso termometro di una certa opinione pubblica che deve essere intercettata.
Grillo e i grillini hanno abilmente saputo mischiare gli ingredienti del miglior marketing politico, proprio grazie ad Internet. Se uno studioso avesse voglia e tempo non faticherebbe a mettere in relazione l’affermazione del Movimento 5 Stelle con la penetrazione geografica della Rete in Italia. I grillini sfondano dove la Rete e i computer sono più presenti. I suoi candidati e i suoi elettori sono nativi di Internet. Lo usano, lo maneggiano e lo consumano come un tempo la casalinga di Voghera guardava le soap opera.
Per una parte della politica, Internet semplicemente non esiste. Eppure la piazza virtuale a marzo ha raccolto 27 milioni, di cui 13 milioni nel giorno medio. Questi signori stanno davanti al computer un bel po’. Secondo i dati Audiweb ci trascorrono la bellezza di 1 ora e 18 minuti, scartabellandosi 147 pagine elettroniche. C’è molto gioco, intrattenimento, cazzeggio, ma anche informazione e propaganda. E la stragrande maggioranza sono giovani sotto i 34 anni.
Grillo ha utilizzato la Rete in modo sapiente. I suoi candidati non sono legati da uno Statuto, che non c’è, o da una sezione, che non esiste, ma da alcune parole d’ordine che nascono e si sviluppano solo sulla rete. Sono come, sia detto senza irriverenza, tanti terminali di un server centrale (Grillo appunto). Davvero pensiamo che il problema dell’acqua pubblica (peraltro dopo un referendum già stravinto) sia il tema fondante di queste ore? Ovviamente no.
Eppure è una delle parole d’ordine dei grillini, che alimentano attraverso la suggestione di questa battaglia (facile e demagogica) una comunità collaudata. Non hanno Turati e De Gasperi, non hanno Marx o Friedman, sono semplicemente su un altro piano: quello della Rete. Guai a prendere sotto gamba questo fenomeno. Sono tanti, sono svegli, hanno voglia di cambiare. Semplicemente il loro ribellismo non utilizza più i canoni della protesta dell’altro secolo. E grazie al cielo.
Sono nativi della Rete, ma non per questo poco impegnati. Attenzione a non confondere il mezzo con il contenuto. Il New Yorker in una lunga inchiesta si interrogava mesi fa sulla rivoluzioni arabe e sul ruolo della Rete. E sosteneva che essa fosse stata largamente sopravvalutata dai media tradizionali. Ricordava, il New Yorker, le grandi battaglie dei neri americani contro il segregazionismo e la loro capacità di diffusione virale per il Paese, anche senza telefoni e computer. Insomma Internet e la Rete sono uno strumento, come lo era la televisione, formidabile. Ma i cambiamenti nascono dagli uomini, da coloro che riescono a utilizzare meglio gli strumenti di comunicazione che hanno a disposizione.

Nicola Porro

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