Eurozona sempre più prossima alla deflazione

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Eurozona sempre più prossima alla deflazione

Una unione europea troppo monetaria e poco politica, ma sopratutto troppo Germano-centrica.
Lo “spostamento” delle tasse non produce l’effetto necessario. Le risorse rimaste, tipo Cassa Depositi e Prestiti, non possono usarle come salvadanaio. Il cash disponibile in C.D.P. non è dello stato ma dei pensionati, al massimo puo’ servire come starter, come propellente iniziale per alimentare quel motore fermo, rappresentato dalle PMI in crisi. Dobbiamo trovare il sistema di spendere in deficit, ritrovare sovranità monetaria. Se Il meccanismo dell’euro non lo permette, o si cambia, o si torna alla lira. L’euro non è l’unica via…

Alessandro Sicuro

Italia in un scenario molto difficile: bassa crescita economica (riviste al ribasso stime PIL), scenario deflattivo alle porte e debito in aumento. La spirale deflattiva per noi non è più solo teoria.

Non sottovalutate il problema . La commissione Europea, nella giornata di ieri, ha pubblicato dei dati sull’inflazione dell’ che ci illustrano una situazione in evidente peggioramento e sempre più lontana dai famosi target BCE che, ricordiamolo, vogliono un tassi inflattivo pari al 2%.

La Commissione ha rivisto al ribasso le sue previsioni CPI per il 2014 all’1% dall’1,5% che rappresentava la proiezione fino a qualche mese fa.
Sempre a livello previsionale (con tutte le obiezioni del caso) si va ad ipotizzare un tasso inflazione pari all’ 1.3% per il 2015.
Il grafico sottostante mette in evidenza le chiare discrasie all’interno dell’Eurozona.


Interessante leggere cosa dice la Commissione:

“’L’inflazione potrebbe risultare anche inferiore a quanto previsto dal nostro scenario. Questo potrebbe influenzare i tassi di interesse reali , colpire la domanda e aumentare l’onere reale del debito”. 

Già, il debito. Un problema in più per i paesi come l’Italia che ovviamente hanno una forte esposizione verso il debito pubblico. Infatti è noto che l’inflazione è “amica” del debito mentre la deflazione è un problema.

Ed è un problema ancora maggiore visto che il rapporto dell’Eurozona salirà quest’anno al 95%, con deficit che non sono certo da sottovalutare.

Ognuno nel suo “poccolo” (stati) deve fare la sua parte. Però ora è giunta l’ora di intervenire. A fare qualcosa DEVE essere la BCE. Prima che le discrasia di cui sopra diventino abissali e deleterie (soprattutto per paesi come l’Italia).

Poi certo, noi in Italia abbiamo ovviamente qualche problemino di crescita. Ma tu guarda, come pensavamo noi, alla fine stanno progressivamente rivedendo i dati al ribasso. Che strana combinazione….

«Una lenta ripresa» in Italia nel 2014, grazie a domanda esterna e attività industriale, ma è più debole del previsto: la Commissione Ue rivede al ribasso la stima PIL di novembre e da +0,7% la aggiorna a +0,6%. Più bassa anche quella del 2013: a novembre era -1,8 e oggi è rivista a -1,9%. Nel 2015 resta invece stabile la previsione a +1,2%.

Deficit Migliorano però le stime Ue sul deficit per l’Italia: 2,6% quest’anno e 2,2% nel 2015, con il 2013 che chiude a 3%. A novembre il disavanzo 2014 era dato al 2,7%. «I conti beneficiano del calo di spread e interessi sul debito», scrive L’Ue. Migliora anche l’ aggiustamento strutturale ma «a politiche invariate» peggiora nel 2015.

Disoccupazione Peggiorano le stime Ue della disoccupazione in Italia che quest’anno sale a 12,6% e nel 2015 a 12,4% grazie «all’economia che si rafforza». A novembre Bruxelles prevedeva rispettivamente 12,4% e 12,1%. «Con condizioni del mercato del lavoro ancora difficili, i consumi privati crescono solo marginalmente», scrive la Commissione Ue.

Debito «Dopo aver incorporato 1,6% di pagamento dei debiti PA e 0,5% di privatizzazioni, il debito raggiunge il picco nel 2014 vicino al 133,7% e poi scende leggermente nel 2015 (132,4%) grazie a un avanzo primario più ampio e alla crescita del pil»: lo scrive la Commissione nelle stime economiche per l’Italia.

Pil La crescita nell’ Eurozona tornerà positiva nel 2014 e si rafforzerà nel 2015. Lo indicano le previsioni d’inverno Ue. A fronte di un calo del Pil nel 2013 (-0,4%), l’Eurozona segnerà +1,2% nel 2014 e +1,8% nel 2015 (con una revisione di +0,1 punti rispetto alle previsioni d’autunno). Più marcati i dati Ue-28, rispettivamente +1,5% e +2,0%. (Source: Messaggero) 

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