Settembre 26, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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MENTRE RIACE ERA IN RESTAURO E POMPEI CROLLAVA IL BRITISH GUADAGNAVA

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inaugurazione:

Quattromila persone in coda fino a mezzanotte per vedere i Bronzi di Riace, il 28 dicembre. Che questo avvenga a Reggio Calabria, e non – per dire – a New York, è una straordinaria notizia. Che poi si tratti del definitivo ritorno dei due giganti del V secolo avanti Cristo nella loro definitiva casa: beh, questo ha dell’incredibile. E così l’eterno restauro del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria è finito a Natale 13.

 

Intendiamoci: quattro mesi di anticipo rispetto al vergognoso ritardo che Bray aveva ereditato, e che ha fatto durare quattro anni un’assenza che poteva durarne uno. L’articolo di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo che denunciava l’assurdità e lo spreco di questo ritardo infinito è del 2 marzo 2011: quasi all’anniversario della mancata inaugurazione del 17 marzo 2011, quando il presidente Napolitano avrebbe dovuto aprire il nuovo museo in pieno centocinquantesimo dell’Unità nazionale. Ma niente da fare: i Bronzi parevano condannati a non rialzarsi: giacevano inerti nella sede del Consiglio Regionale della Calabria – e ogni associazione simbolica era lecita. Perché? Cattiva gestione, incapacità, finanziamenti a singhiozzo: ma soprattutto profonda noncuranza da parte dei vertici dei Beni culturali. I Bronzi di Riace non si possono vedere: e allora? Ed è proprio qua che sta il valore simbolico del successo di Bray. Un ministro che prende in mano il dossier personalmente, e comincia a tormentare quotidianamente tutta la catena di comando. Soprattutto, un ministro che va a Reggio personalmente tre volte, e ci inchioda per giorni e giorni un suo diretto collaboratore: finché non riesce a creare un clima, nel cantiere e in soprintendenza, capace di rimettere in moto la macchina, e di farla arrivare in anticipo sull’ultima previsione. Come dire: se ce la metti tutta, perfino l’Italia può rialzarsi.

La vicenda:
Il Ministro  Massimo Bray, un anno fa, si era impegnato per un ritorno dei Bronzi di Riace al Museo di Reggio Calabria. Il  restauro del Museo nazionale della Magna Grecia concluso di recente (di cui non ci sentiamo responsabili) che ha prolungato di circa tre anni il rientro delle due statue. Quanto alla proposta di inviarli in giro per il mondo, in occasione di Expo 2015, avanzata dal presidente della Fondazione Fiera di Milano, Benito Benedini, alla quale il presidente Letta ha risposto “mi piace”, ritengono che i Bronzi di Riace siano beni identitari e inamovibili. Ho scritto un articolo in settembre, sui doni italiani al British,  che il museo londinese riusciva a fare 11 milioni di sterline da mar-sett 2013, con poco piu’ di 200 reperti storici di Pompei ed Ercolano, “prestati gratuitamente dallo stato italiano”, la mostra “Life and Death in Pompei and Herculaneum”. Viceversa ad Ercolano e Pompei, e’ notizia di qualche giorno fa di ulteriori crolli, degrado, mancanza di manutenzione ovunque, la domanda allora è perché mandare in giro per il mondo i nostri tesori gratuitamente? (regalo del quale nessuno è stato chiamato a rispondere al popolo italiano) .
Alessandro Sicuro
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