Settembre 21, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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IL MUSEO MANDRALISCA DI CEFALU’

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Mentre i musei Europei e non solo il Louvre ed il British ma anche quelli più piccoli e di provincia, incassano cifre record. In Italia, dove l’arte potrebbe essere il nostro giacimento di petrolio, si chiude per mancanza di progetti e incapacità gestionali.

260px-Antonello_da_Messina_080La Regione taglia i contributi e le istituzioni culturali siciliane chiudono una dopo l’altra i battenti. Il museo del Risorgimento e l’istituto di Storia patria hanno sospeso l’attività. Ora è la volta del museo Mandralisca di Cefalù (Pa), uno scrigno d’arte che custodisce un patrimonio inestimabile di pezzi unici: una biblioteca con rari libri antichi, una mostra di conchiglie, numerosi reperti archeologici tra i quali spicca il cratere greco che raffigura un venditore di tonno e una pinacoteca con il celebre Ritratto di ignoto di Antonello da Messina. Il nucleo forte è costituito da opere raccolte dal barone Andrea Pirajno di Mandralisca, aristocratico colto e illuminato. Tra qualche giorno questo ricercato patrimonio culturale non sarà più fruibile. Il museo è gestito da una Fondazione che ha deciso la propria liquidazione. Fino al 2012 il Mandralisca ha ricevuto 142mila euro l’anno dalla Regione. Era incluso tra i centri culturali della cosiddetta ”tabella H” del bilancio regionale, che a causa dei tagli è stata abolita. E’ stato un colpo fatale per la situazione finanziaria della Fondazione che era già difficile e il Museo ha proseguito la propria attività solo per il senso di responsabilità dei dipendenti che, con dieci mensilità ancora da riscuotere, hanno comunque assicurato la funzionalità dei servizi. Dal municipio è partito un appello alla Regione per evitare la chiusura, ma l’unico risultato è finora l’annuncio che sarà liquidato l’80 per cento dei contributi dell’anno scorso per il pagamento di diverse mensilità ai dipendenti.

Alessandro Sicuro

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