TASTE 2017
Stazione Leopolda Firenze.
Secondo giorno di Taste 2017, salone toscano del gusto nell’ambito del Pitti. Si punta dichiaratamente a superare le 15mila presenza in tre giorni (la fiera, infatti, si concluderà domani lunedì 13 marzo).
Considerando l’enorme crescita di tutto il settore food e, soprattutto, dell’incredibile riscontro ottenuto dagli chef in tv, praticamente le nuove rockstar, un successo che dopo sei anni di Masterchef, il talent show per
eccellenza, la cui ultima edizione si è appena conclusa, non accenna a diminuire.
Gli stand nei padiglioni dell’ex stazione fiorentina sono centinaia, ecco le linee tematiche che sono emerse da questa nuova edizione del salone del gusto. Si parte della cucina italiana, dalla tradizione.

Temi lontani che tendono quindi ad incontrarsi, come il tartufo che va a sostituire il tradizionale pistacchio nella mortadella, o le lumache che – per una volta – vengono presentate sotto forma di caviale bianco. Quando non guarda in casa propria la cucina tende allora a chiedere una mano alle scienze: cioccolata e psicologia si incontrano in barrette differenti, pensati per i diversi tipi di profilo dei consumatori (ci sono
delle linee guida con le quali scegliere il gusto adatto ad ognuno) mentre l’antropologia incontra la moda con una serie di abiti da lavoro che rimandano all’Africa, grazie a stoffe colorate ideali deja-vu di un safari. La derivazione pittiana si traduce in un’area della Stazione Leopolda pensata per abiti e stoffe, perchè in cucina ci sono anche le tovaglie ed i runner, personalizzabili i primi tramite disegni, di carta e lavabili i secondi per essere più eco-friendly.
Sul tema delle conferme, sicuramente da segnalare il successo costante della birra artigianale, che si arricchisce continuamente di nuovi aromi – radicchio o castagno, in questo caso – e del pane fatto in casa, tramite l’apposita macchina e le relative farine. Si tratta di inserire quest’ultime, e l’acqua, all’interno della macchina, al resto ci pensa lei. Come dire, a prova di single. L’ultimo filone tematico è quello dei desideri (non più) impossibili: ingredienti animali vengono sostituiti per dare vita a cioccolate vegane, mentre confetture senza zuccheri aggiunti potranno fare la felicità persino di un diabetico. Con buona pace del dietologo.
Alessandro Sicuro
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