Olanda: Visita a Dordrecht, Giethoorn e ai parchi naturali De Biesbosch e Wieerribben-Wieden

Per chi come me ha intenzione di tornare o visitare per la prima volta l’Olanda deve ricordare di leggere questo articolo puo’ essere utile

In Olanda, tra città, borghi e parchi che raccontano l’eterno rapporto tra uomo e acqua

Visita a Dordrecht, Giethoorn e ai parchi naturali De Biesbosch e Wieerribben-Wieden

 

Che l’Olanda sia un Paese legato all’acqua è noto e risaputo. Da secoli la battaglia contro la furia delle maree e le inondazioni catastrofiche ha reso gli olandesi un popolo tenace e caparbio, che nelle difficoltà ha sempre trovato uno stimolo per resistere, sperimentare, progredire. D’altronde, con un territorio così piatto (e così produttivo) gli stimoli per sfidare l’acqua c’erano e ci sono tutti: la sottrazione di terra al mare è una costante dei Paesi Bassi nel tempo. Ascoltando le migliaia di storie al proposito viene da pensare all’acqua come a una belva che è stata domata e pacificata – e che talvolta si risveglia dal torpore per qualche ruggito residuo.
Di luoghi dove osservare dal vivo questo rapporto unico tra uomo e acqua ce ne sono moltissimi, in Olanda, tanto che l’ente del turismo ha creato una “via” che unisce tutti i più importanti: dighe, canali, mulini, musei dedicati al tema e così via. Ciascuno racconta un affascinante pezzetto di storia, utile per capire qualcosa di più sul popolo dei tulipani. Noi abbiamo visitato due zone poco conosciute rispetto a tante altre, che vi proponiamo in un itinerario alternativo e ideale per tutta la famiglia.
De Wieden – foto Ronald Messemaker
DORDRECHT, L’ANTICA CAPITALE
“Vedete? A Dordrecht le facciate delle case sono inclinate in avanti! Forse per prevenire l’erosione della pioggia…”. In effetti, mentre camminiamo per le vie del centro storico,sembra quasi che gli edifici si inchinino a omaggiare il nostro passaggio. La signora Marit ci spiega che il motivo della pendenza non è ben noto: potrebbe essere anche percontrastare il terreno torboso su cui sono costruite. “Quel che è certo è che i nostri avi l’hanno fatto apposta, ci sono i documenti a provarlo!”. D’altronde, anche la gigantesca torredella grande chiesa (Grote Kerk) – torre che doveva essere un bel campanile gotico a punta ma, ahinoi, finirono i soldi… – pende sorprendentemente da un lato. È il monumento principale della antica città poco a sud di Rotterdam, piacevole per una giornata tra negozi di antiquariato, antiche case con le persiane rosse e canali affollati di barche e motoscafi. “Porti, non canali!” ci redarguisce Marit. “Dordrecht è costruita sui fiumi, questi sono sempre stati veri e propri porti per le imbarcazioni. Fin da quando la città era la più importante del Paese“.
Dordrecht dall’alto – foto Holland.com
Già, perché Dordrecht è stato un luogo fondamentale per la storia olandese. La sua posizione strategica alla confluenza di due fiumi ne ha fatto, ancora prima del “Secolo d’Oro” olandese (il Quattrocento), un centro ricco e potente: di qui nel medioevo dovevano transitare tutte le navi, lasciando dazi e tasse che alimentavano le casse locali. “Non immaginate quanto vino passava dal porto di Dordrecht” commenta Marit mentre arriviamo alla Groothoofdspoort, la porta dove si osserva la confluenza dei fiumi. “Oggi, peraltro, la confluenza continua a essere il punto fluviale più trafficato di tutta l’Europa“. Per approfondire questo rapporto tra Dordrecht e l’acqua consigliamo di fare una visita ai musei locali, ricchi di testimonianze dei secoli passati: la casa museo Huis van Gijn, il Dordrechts Museum, il centro Het Hof van Nederland. E poi di fare un salto, magari per cena, alla imponente torre dell’acqua appena fuori città: inaugurata nel 1883, dismessa dopo la seconda guerra, oggi è stata trasformata in un meraviglioso hotel circondato da orti e giardini, Villa Augustus, dove le camere sono collocate nella torre di pompaggio e il ristorante nell’enorme serbatoio.
Dordrecht, il centro storico – foto Stefano Brambilla
DE BIESBOSCH, IL LABIRINTO D’ACQUA
Naturalmente anche a Dordrecht il rapporto tra uomo e acqua non è sempre stato rose e fiori. “La notte tra il 18 e il 19 novembre 1421, giorno di Santa Elisabetta, la città venne stravolta da una terribile alluvione: pensate che i morti furono centomila” racconta Bram, la guida che ci porta alla scoperta di De Biesbosch (pronunciatelo bisbos), il parco nazionale appena fuori dalla città. Mentre navighiamo silenziosamente tra le fronde dei salici e le folaghe che s’involano al nostro passaggio, cominciamo a capire cosa abbiano patito gli olandesi nei secoli: perché la grande distesa di acqua e terra che stiamo attraversando è nata proprio con l’alluvione di Santa Elisabetta. “Tutta l’area coltivata a causa della inondazione divenne un mare interno” spiega Bram “che poi, a poco a poco, dal 1500 fino al 1870 venne bonificato per far spazio alle coltivazioni di canne di palude, giunchi e salici”.
Non tutto però: le acque della Mosa e del Reno alimentano tuttora canali, laghi e specchi d’acqua dove vivono aironi, farfalle, martin pescatori, bellissimi uccellini variopinti chiamati pettazzurri. “E i castori! Vedete la loro tana?” sussurra Bram mentre con la barca elettrica, nel silenzio più assoluto, ci avviciniamo a un enorme catasta di legna nascosta tra i salici, sulle sponde del fiume. Immaginiamo i castori mentre dormono tranquilli al riparo, mentre Bram ci racconta di come cinque coppie di questi animali furono reintrodotte nel 1988: si sono trovate talmente bene che oggi nel parco vicino quasi 300 castori. Vedere le tane è facile, avvistare un animale è un’altra cosa… Lasciamo De Biesbosch con la voglia di tornarci, affittare una barca – lo si può fare sia presso i centri visita sia a Dordrecht – e rilassarci nel labirinto verde azzurro così vicino e lontano dal mondo.
De Biesbosch – foto Holland.com
GIETHOORN, LA PICCOLA VENEZIA
Più a nord, nella provincia di Overijssel, l’acqua è protagonista di un’altra cartolina olandese. Giethoorn è un villaggio sorto grazie alla torba, il prezioso combustibile che in passato si estraeva dalle zone paludose: i monaci che fondarono l’abitato furono i primi a scavare nell’acquitrino e a costruire edifici tra un canale e l’altro. “Canali e case sono rimasti quasi uguali da quei tempi!” sorride un negoziante che espone mobili da giardino, vasi di conchiglie e un campionario incredibile di oggetti shabby chic. “La bellezza di Giethoorn è la nostra fortuna… ma anche la nostra condanna”.
Giethoorn dall’alto – foto Ronald Messemaker
Certo, perché quando il tuo villaggio è talmente incantato da sembrare un parco a temapoi arrivano anche i problemi: come quei turisti cinesi che entrano nelle case cercando una toilette. “Una volta me ne sono trovato uno in salotto! Pensava che la mia casa fosse un museo…”. Eppure, a Giethoorn si continua a vivere: ogni abitante collabora perché tutto sia perfetto, i tetti di canne delle case, i 170 ponticelli che attraversano i canali, i giardini strabordanti di fiori. Come in una fiaba, in cui ci si immerge solo a piedi e in barca, navigando con mezzi elettrici facilmente manovrabili da chiunque – ma scegliete di venirci presto o tardi, durante la giornata, per evitare i torpedoni cinesi e assaporare quella magica tranquillità d’altri tempi.
I canali di Giethoorn – foto Stefano Brambilla
WEERRIBBEN-WIEDEN, IL PARCO DELLE PITTIME
Giethoorn è circondata da un altro parco nazionale, uno dei 20 che l’Olanda ha istituito sul territorio: si chiama Weerribben-Wieden, dal nome delle sue due zone principali, e tutela la più grande palude d’acqua dolce dell’Europa nordoccidentale. Inutile dire che è un piacere girarlo in bicicletta, in canoa e in barca, come a De Biesbosch: qui però il paesaggio è più aperto, i canneti prendono il posto dei saliceti, gli ampi spazi d’acqua offrono grandi prospettive. “Ma non pensare che sia tutta opera della natura! Dai tempi dell’estrazione della torba, qui l’uomo ha sempre messo la sua mano…” ci spiega Ronald, guardaparco del Natuurmonumenten, la società olandese per la protezione della natura che gestisce grandi parti del Wieden. “Guarda: questa palude è stata creata apposta per favorire la nidificazione e l’alimentazione degli uccelli: acque alte per le anatre, basse per i trampolieri, canneti per offrire riparo alle specie più schive”. Una vera opera di ingegneria naturalistica: e gli animali apprezzano, a giudicare dal movimento di ali che c’è in giro. Davanti alla torre di osservazione presso Kalenberg, in mezzo all’acqua, c’è anche un muro di cemento con tanti buchi da cui escono decine di indaffaratissime rondini. “È un muro artificiale per la nidificazione dei topini, piccole rondini che ogni anno tornano qui dall’Africa” racconta Ronald. Sul muro, il parco ha dipinto i versi di un haiku – come un benvenuto ai topini appena rientrati dal viaggio. Una poesia nella poesia.
Weerribben-Wieden – foto Holland.com
Ronald – ornitologo esperto – ci porta alla scoperta di aironi rossi, di nidi di cormorani, di spatole – uccelli bianchi, simili ad aironi, ma con un becco divertentissimo a forma di mestolo. Osserviamo con il binocolo questo piccolo paradiso mentre il sole inizia a scendere dietro alle fattorie con il tetto di canne. Ma l’incontro più bello è con un altro uccello dal lungo becco e dalle zampe altrettanto lunghe, almeno rispetto al corpo: si chiama pittima reale e anche lui è un grande migratore. “Ritorna al Nord per nidificare tra i campi: gli piacciono i prati umidi” spiega Ronald. Peccato che tanti agricoltori non si curino di questa creatura elegante e sfalcino i prati proprio nel momento in cui la pittima fa il nido. “Il 90% dei nidi viene distrutto in questo modo” racconta Ronald, che con sua moglie Astrid cerca di convincere i fattori a evitare di arare i campi dove sono presenti i nidi – basta girarci attorno con il trattore… Il grutto – il nome della pittima in olandese – nel 2015 è diventato l’uccello nazionale dei Paesi Bassi: lasciamo l’Olanda augurandoci per lui un lungo futuro di terra e di acqua.
Pittima reale – foto Astrid Kant
INFORMAZIONI PRATICHE
– Sito web di riferimento per partire alla scoperta dell’Olanda è http://www.holland.com, tutto in italiano. Informazioni in italiano per tutti i luoghi citati nell’articolo.
– Per Dordrecht, il sito è www.vvvdordrecht.nl (in inglese; possibile scaricare brochure); una volta sul posto, utile il grande ufficio del turismo in Spouiboulevard 99.
– Per De Biesbosch, il sito è www.np-debiesbosch.nl: possibile scaricare una brochure in inglese. Utile recarsi presso uno dei tre centri visita: a Dordrecht, Drimmelen e Wenderkam.
– Per Giethoorn, il sito è vvvgiethoorn.com (in inglese).
– Per Weerribben-Wieden, centri visita a Ossenzijl, Kalenberg, Sint Jansklooster, Zwartsluis. Nessun sito web in inglese.
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