Se BitCoin sta volando è grazie al sistema di garanzia del BlockChain, questo cambierà il mondo…

Blockchain: cos’è e come funziona la tecnologia che rivoluzionerà la finanza (e non solo)…

Avete presente quando il vostro acquisto su e-bay, usando PayPal, viene garantito da quest’ultima e se il prodotto non è conforme PayPal vi restituisce i vostri soldi? ecco quella è la regola di chargeback, una delle guarantees che permette blockchain. 

Il blockchain è il database che consente il funzionamento dei bitcoin, ico e delle altre criptomonete, ad oggi circa 1200. La tecnologia interessa banche e aziende e potrebbe rivoluzionare il modo in cui vengono effettuati gli scambi di beni e servizi sulla rete.

La prima applicazione costruita sulla blockchain sono stati proprio i bitcoin, la cripto moneta più celebre al mondo. L’idea dei bitcoin appartiene a colui che si fa chiamare Satoshi Nakamoto, anche se ancora oggi non è conosciuta la sua reale identità. In un suo documento, Nakamoto descrive i bitcoin come una forma di pagamento digitale tra due o più parti senza che le transazioni siano mediate da un’istituzione finanziaria.

Molti la conoscono come la tecnologia che consente il funzionamento dei bitcoin. Ma la blockchain negli anni ha saputo smarcarsi dalla più celebre delle cripto monete e acquistare nuove identità. Oggi “l’immenso database” sul quale è possibile registrate transazioni e qualsiasi forma di scambio online, in perfetta sicurezza, diventa un valore per banche e aziende. Più di 70 istituzioni finanziarie, tra le più importanti al mondo, la stanno sperimentando per i vantaggi che può comportare nella verifica delle operazioni, nella velocità e prevenzioni delle frodi. Mentre le big company ne hanno capito l’utilità per migliorare le performance di attività in ambiti diversi, come nella supplychain, nella gestione ovvero della catena di distribuzione.

Ma cos’è la blockchain e come funziona? Ecco una guida semplice per saperne di più sulla tecnologia destinata a cambiare il mondo della finanza (e non solo).

Cos’è la blockchain
Immaginate un database senza fine, un libro mastro dove registrare ogni forma di scambio e transazione. E soprattutto accessibile a tutti. Questa è in parole semplici una blockchain, una tecnologia che usa la crittografia per permettere a ognuno dei partecipanti di inserire informazioni nel database in modo sicuro, senza la necessità di un’autorità centrale di controllo. Ogni volta che un utente inserisce un “blocco di dati”, questo viene registrato al suo interno e nessuno può cambiarlo o rimuoverlo. Allo stesso tempo, quando qualcuno vuole aggiungere informazioni, tutti gli altri partecipanti della rete possono verificare la sua proposta, validarla o meno. La blockchain si fonda su un network, composto da una rete di computer, ognuno dei quali ne costituisce un “nodo”.

Non esiste una sola blockchain. Ce ne sono di diverse. Quella che sorregge i bitcoin, per esempio, si basa sul meccanismo del consenso. In altre parole, ogni nuova transazione va sottoposta al vaglio degli altri membri della rete. E tutti possono parteciparvi. Ciò detto, esistono forme differenti: alcune aziende stanno sviluppando delle soluzioni diverse, “private” che sono composte da un numero limitato di partecipanti.

Da dove nasce 
La prima applicazione costruita sulla blockchain sono stati proprio i bitcoin, la cripto moneta più celebre al mondo. L’idea dei bitcoin appartiene a colui che si fa chiamare Satoshi Nakamoto, anche se ancora oggi non è conosciuta la sua reale identità. In un suo documento, Nakamoto descrive i bitcoin come una forma di pagamento digitale tra due o più parti senza che le transazioni siano mediate da un’istituzione finanziaria. Ogni transazione viene registrata infatti sul libro mastro della blockchain in un sistema in cui ogni partecipante usa una sorta di firma digitale. Per creare fiducia nel sistema, ognuno dei membri gestisce degli algoritmi complessi che consentono di verificare quelle “firme” e aggiungere transazioni all’interno della rete.

Nella loro storia, i bitcoin hanno attraversato poi fasi alterne, con grandi rialzi del loro valore, tonfi clamorosi e frodi, come quella di Mt. Gox, una piattaforma di scambio di cripto moneta vittima di una truffa da 450 milioni di dollari. Gli alti e bassi dei bitcoin, tuttavia, non hanno mai intaccato la stima di cui ha sempre goduto la blockchain. Al punto che molte aziende hanno iniziato a capire che il vero valore della cripto moneta stava proprio nella tecnologia che la sorreggeva.

70 istituzioni finanziarie interessate
L’interesse verso la blockchain è testimoniata dalla nascita di R3CEV LLC, un consorzio che raggruppa più di 70 istituti di credito che studiano soluzioni per integrare la blockchain nel mondo finanziario. La ragione dell’interesse è principalmente di natura economica. Oggi, secondo un report di Oliver Wyaman, le banche spendono una cifra che va dai 65 agli 80 miliardi per gestire le transazioni fra di loro. Si tratta di un enorme volume di costi, legato ai metodi usati oggi dalle banche nei trasferimenti internazionali che prevede un’autorità centrale che si occupa delle verifiche, per scongiurare il rischio frodi.

Un sistema che potrebbe essere stravolto con l’introduzione di un database condiviso, come appunto la blockchain. In tal caso, le attività sarebbero registrate in tempo reale e, soprattutto, ogni membro della rete potrebbe verificarle accedendo al network. Così si eliminerebbero i mediatori e le banche potrebbero risparmiare decine di miliardi ogni anno.

Ed è proprio questo il reale valore della tecnologia: l’architettura della blockchain consente a un network di computer di raggiungere il consenso di tutti su un’operazione, senza il bisogno dell’intervento di un’autorità centrale. Così si eliminano authority e, in genere, i meccanismi di controllo. E si velocizzano gli scambi, aumentando il volume degli affari. Il tutto con dei risparmi notevoli sui costi di gestione dei processi.

Tutti i possibili usi della tecnologia
La finanza è solo uno dei possibili settori che sarà toccato dalla rivoluzione della blockchain. Tante sono le aree in cui la tecnologia potrà essere applicata. Come l’editoria: permetterebbe ai giornali di vendere contenuti singoli attraverso dei micro pagamenti senza costi di commissione. Nell’Internet delle Cose, per trasferire in modo più sicuro i dati tra oggetti hitech e farli interagire (IBM e Samsung stanno già studiando dei sistemi in tal senso). E ancora: la blockchain potrebbe essere usata nel retail, come alternativa a contanti e carte di credito; nella sanità per facilitare la condivisione di informazioni sui pazienti tra medici, ospedali e cliniche diverse; nell’energia come piattaforma di pagamento o per registrare contratti. Potrebbe funzionare anche nell’immobiliare, dove consentirebbe a compratori di acquistare e verificare in modo veloce che il proprietario di un appartamento lo possiede davvero: operazioni che oggi vengono svolte manualmente con costi ed errori.  Questi solo sono alcuni degli esempi di una tecnologia che si presta a utilizzi infiniti.

Le 3 sfide principali della blockchain
Per poter, tuttavia, essere applicata universalmente la blockchain ha bisogno di superare tutta una serie di sfide. Tre sono quelle fondamentali:

Integrazione dei modelli. La blockchain ha la necessità di integrare il suo modello decentrato in un contesto molto regolamentato come quello finanziario (il primo passo per la diffusione della tecnologia in altri settori è proprio la diffusione nel mondo bancario).
Mancanza di standardizzazione. La blockchain è solo uno dei modelli di DLT (distributed ledger technology). Molti di quelli attualmente utilizzati non sono interoperabili: questo è un limite alla diffusione della tecnologia che ne mina la scalabilità.
Garanzia dell’identità dei partecipanti. Oggi le transazioni, come nel modello bitcoin, avvengono con l’anonimato delle parti coinvolte. Una situazione che, se da un lato piace agli utenti, dall’altro rallenta la diffusione della tecnologia negli istituti finanziari.

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