NUOVE OPPORTUNITA’ CON LA CINA GRAZIE ALLA BELT & ROAD INITIATIVE

Belt and road initiative, la nuova Via della seta.

IL NUOVO RUOLO DELLA CINA FA CRESCERE LE OPPORTUNITA’ DI COLLABORAZIONE CON IL NOSTRO PAESE, GRAZIE AL MEMORANDUM DI INTESA FIRMATO RECENTEMENTE.
La prospettiva su questi temi del Cavalier Mario Boselli, presidente onorario di Cnmi-Camera nazionale della moda italiana e presidente dell’Istituto Italo Cinese, è quella di chi ha assistito all’evoluzione dei rapporti tra il nostro Paese e il Gigante Asiatico per circa 40 anni. “Dopo una fase in cui la concorrenza cinese e i suoi prezzi bassi hanno fatto gravi danni all’industria manifatturiera e soprattutto ai filati e al comparto tessile, ambito in cui differenziare la creatività è più difficile, ora la domanda di qualità è a vantaggio del mercato italiano – ha confermato Boselli -. In Cina sono aumentati i costi del lavoro, soprattutto nelle città costiere. Il Governo cinese ha irrigidito le norme contro l’inquinamento ambientale delle produzioni industriali. La concorrenza non è più così squilibrata”.A incidere oggi è anche la maggiore attrattività del mercato cinese per i nostri prodotti. Se inizialmente l’Ex Celeste impero ha influito negativamente sul sistema tessile italiano, soprattutto sulla parte a monte della filiera, la Cina è oggi una piazza di riferimento per l’export di prodotti finiti dei settori moda (prêt-à-porter, accessori e calzature di alta gamma) e design. “Si stima – ha continuato il numero uno dell’Istituto Italo Cinese – che ci siano 400 milioni di cinesi pronti a diventare nuovi consumatori. È impossibile non cogliere le potenzialità in serbo per il made in Italy”. Il Memorandum d’intesa, progetto infrastrutturale e commerciale di connessione tra Cina ed Eurasia, avviato nel 2013 proprio da Xi Jinping,  si sviluppa attraverso un tragitto terrestre su sei corridoi e uno marittimo, che coinvolge circa 65 paesi e il 70% della popolazione mondiale.L’accordo fornisce la cornice giuridica a 10 intese fra aziende private e 19 istituzionali (fra cui quelli su start-up innovative e e-commerce) per almeno 7 miliardi di euro. Il patto include interventi che spaziano dai trasporti all’energia, dai cantieri navali alla promozione del turismo. Tra i settori che ne beneficeranno c’è, ovviamente, il tessile-moda. “L’accordo – ha spiegato Boselli – è sul tavolo da diversi anni. Uno dei suoi maggiori artefici e il sottosegretario al Mise, l’onorevole Michele Geraci. Il Memorandum può essere inquadrato come accordo quadro che incrementerà gli scambi nei due sensi. Il canale di riferimento deve essere il rapporto impresa-impresa, con degli accorgimenti comportamentali e di relazione che puntano alla massima chiarezza”.La partita che si apre, nell’ambito moda, è soprattutto legata alla ricerca della qualità, vantaggio competitivo delle produzioni italiane. “L’appeal dei tessuti italiani di alta gamma sta crescendo tra gli stilisti cinesi di talento che vedono nel tessile made in Italy un aiuto al loro upgrade creativo. La ricerca dei nostri tessuti è iniziata circa 5 anni fa per la drapperia da uomo, ma oggi riguarda anche la moda donna”, ha concluso Boselli.

Alessandro Sicuro

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