Febbraio 9, 2023

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ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

IL SETTORE ORAFO ITALIANO HA ESPORTATO IL 30% IN PIÙ NEI PRIMI 9 MESI DEL 2022

 

Il Club degli Orafi e Intesa Sanpaolo hanno realizzato la terza edizione dell’inchiesta congiunturale presso le imprese produttive e distributive leader del settore orafo italiano, la quale mostra una revisione al rialzo della visione degli operatori sul 2022 in ogni classe dimensionale: in circa il 70% dei casi i rispondenti (oltre 40 imprese attive nel comparto produttivo e distributivo sentito a dicembre 2022, ndr.) dichiarano un aumento del fatturato.
Queste attese sono confermate anche dalla variazione dell’indice Istat, che nel periodo gennaio-ottobre si attesta a un +25%, meglio dei settori della filiera della moda e del manifatturiero. Una buona tenuta del settore che viene confermata anche in termini di produzione industriale, con una crescita tendenziale nel periodo gennaio-novembre sia rispetto al 2021 (+15%), che nel confronto con il 2019 pre-pandemico (+28%).
Il settore orafo italiano conferma l’elevata competitività sui mercati internazionali con esportazioni nei primi nove mesi in crescita sia in valore (+30%), che in quantità (+11%), con un pieno superamento dei valori pre-crisi (+40%). L’Italia si colloca come sesto Paese esportatore con una quota di mercato in crescita, in particolare negli Stati Uniti, dove è riuscita a consolidare il proprio posizionamento (con una quota di mercato del 12,7% a novembre 2022), sostenuta anche dal cambio favorevole.
Per il 2023, l’indagine mostra chiaramente che i produttori orafi si aspettano un rallentamento e manifestano maggiore prudenza generalizzata tra le diverse classi dimensionali; resta tuttavia positivo il sentiment delle imprese di maggiori dimensioni, sia per il mercato interno (56% dei rispondenti), sia per il mercato estero (61%).
Le attese degli operatori si concentrano sulle opportunità legate alla possibile risoluzione del conflitto russo-ucraino e alla ripresa del turismo internazionale, con quest’ultima che è stata indicata dal 60% dei rispondenti di micro-piccole dimensioni. Le imprese più grandi indicano come prima opportunità le operazioni di acquisizione e di crescita dimensionale.
Le sfide competitive sono concentrate soprattutto nel confronto con gli altri operatori nazionali o europei, mentre le difficoltà maggiori sono rappresentate dal tema del reperimento di manodopera, indicato da un rispondente su due (si sale all’87% dei casi per le imprese di produzione) e che, per effetto di un progressivo ridimensionamento delle problematiche legate alla gestione delle materie prime e degli approvvigionamenti, si colloca al primo posto delle criticità degli operatori del comparto. Si pensi che rispetto alla rilevazione effettuata a inizio anno la percentuale di aziende settoriali che ha indicato difficoltà a reperire manodopera è passata dal 27% al 51%.
“L’analisi dei dati relativi al 2022 mostra come l’andamento positivo registrato nei mesi scorsi non fosse temporaneo e in risposta al calo del 2020, quanto piuttosto un segnale di straordinaria crescita strutturale del settore orafo italiano”, afferma Giorgio Villa, Presidente del Club degli Orafi Italia. “Le aziende sono riuscite ad affrontare in modo diretto la gran parte delle criticità che nei mesi scorsi destavano maggiore preoccupazione, quali la situazione geopolitica, gli incrementi dei costi energetici e le difficoltà legate alle materie prime. La fine delle restrizioni agli spostamenti con la conseguente ripresa delle fiere e del turismo hanno dato ulteriore slancio sia in termini di ulteriore rafforzamento dell’export, sia per quanto riguarda la ripresa del retail. Permane, rafforzandosi, il tema ormai indifferibile del reperimento delle risorse umane, diventato prioritario per la quasi totalità delle imprese, soprattutto di quelle di grandi dimensioni”, conferma.
“Complessivamente, il settore ha dato prova nell’ultimo biennio di grande capacità di resilienza e di competitività, frutto di un lungo percorso di selezione e riqualificazione dell’offerta che ha portato l’Italia a diventare il principale hub produttivo per la gioielleria di alta gamma”, puntualizza inoltre Stefania Trenti, Responsabile Industry Research, Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo. “Sarà fondamentale, dato anche il contesto più incerto che si prospetta, continuare nel percorso di rafforzamento dell’offerta grazie a investimenti volti all’efficientamento dei processi produttivi e al sostegno del saper fare necessario allo sviluppo del settore”.

 

Alessandro Sicuro Comunication
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