Il settore della moda riceverà un’iniezione di 250 milioni di euro nel 2025, un impegno annunciato il 24 gennaio dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante il Tavolo della Moda a Palazzo Piacentini. L’incontro, giunto alla sua sesta edizione, ha affrontato i principali ostacoli che il comparto sta vivendo, delineando soluzioni per il rilancio.
«Questa è una scelta strategica – ha dichiarato Urso – per sostenere un comparto che rappresenta un’eccellenza del made in Italy e un pilastro fondamentale per la nostra economia». Il ministro ha sottolineato che il finanziamento offrirà alle imprese stabilità e fiducia, requisiti indispensabili per ritornare a crescere.
Con un fatturato che sfiora i 100 miliardi di euro e previsioni di export di circa 90 miliardi per il 2024, la moda si conferma un asset strategico e un simbolo del nostro Paese. Ma la sua importanza non si limita ai numeri: come evidenziato dal ministro, il settore riflette cultura, tradizione, identità e uno stile di vita che valorizza qualità e attenzione alla persona.
Le iniziative previste dal piano includono la formazione di competenze specialistiche, l’accelerazione della digitalizzazione delle aziende e il supporto alla filiera per una transizione sostenibile.
Le associazioni di categoria hanno accolto con favore il progetto, pur evidenziando la necessità di interventi strutturali. Carlo Capasa, presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana, ha definito l’investimento «un passo avanti», ma ha rimarcato l’urgenza di definire modalità chiare per l’accesso ai fondi. Ha inoltre sottolineato le difficoltà causate dal credito di imposta per Ricerca e Sviluppo, auspicando un intervento più incisivo per risolvere questo ostacolo.
Anche Confindustria Moda ha apprezzato il sostegno del Governo, richiamando però l’attenzione su questioni fondamentali come i costi energetici e la pressione fiscale. Ha inoltre proposto di sfruttare le opportunità previste da normative specifiche per il Mezzogiorno, che potrebbero rappresentare una leva di crescita per le imprese del settore.
Giovanna Ceolini, presidente di Confindustria Accessori Moda, ha accolto positivamente gli incentivi previsti, sottolineando però l’urgenza di misure più incisive per garantire la sopravvivenza delle imprese, soprattutto quelle medio-piccole. Ha evidenziato come i distretti produttivi siano in difficoltà, richiamando l’attenzione su una soluzione strutturale che preveda modelli di cassa integrazione più inclusivi.
Antonio Franceschini di CNA Federmoda ha ribadito la necessità di interventi immediati per preservare l’intera filiera. Ha inoltre posto l’accento sui problemi legati alla delocalizzazione delle decisioni, con molti brand ormai sotto il controllo di gruppi stranieri, e ha richiesto misure straordinarie per garantire liquidità alle aziende, tra cui la sospensione di versamenti fiscali e contributivi.
Il Tavolo della Moda si configura come un primo passo verso il rilancio, ma per garantire la competitività e la sopravvivenza del settore serviranno interventi più strutturati e mirati.
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