Milano apre oggi la sua settimana della moda (23–29 settembre) e lo fa con un calendario imponente: 171 appuntamenti che comprendono 54 sfilate fisiche, quattro digitali, 78 presentazioni e trenta eventi collaterali. Non è soltanto un numero, ma la misura di un sistema che continua a crescere e a rinnovarsi, proiettando la città al centro della scena internazionale.
Il tema dominante è quello dei debutti. Louis Trotter firma la sua prima collezione per Bottega Veneta, mentre Simone Bellotti prende le redini creative di Jil Sander. Ma l’attenzione maggiore è tutta per Gucci, che con la prima collezione di Demna Gvasalia inaugura una nuova stagione: il lookbook, affidato all’occhio di Catherine Opie e diffuso a sorpresa, ha già anticipato l’atmosfera che si respira alla vigilia dell’evento privato. Anche in casa Versace l’attesa è alta: la collezione porta la firma di Dario Vitale, nuovo direttore artistico.
Accanto ai debutti, non mancano i ritorni. Dopo alcune stagioni di assenza tornano infatti sulle passerelle milanesi Boss, Calcaterra, Stella Jean, Phan Dang Hoang e The Attico, marchi che con le loro collezioni dovranno dimostrare la capacità di consolidare identità e visione. A questi si affiancano esordi significativi nel calendario femminile, come Dhruv Kapoor, Pierre-Louis Mascia, i londinesi Knwls e l’inedito Sa Su Phi, a conferma della vocazione di Milano a essere piattaforma per il nuovo.
Un ruolo centrale spetta come sempre all’universo Armani. Oltre alle sfilate di Emporio Armani e Giorgio Armani, la città rende omaggio allo stilista recentemente scomparso con una mostra alla Pinacoteca di Brera. È un tributo che intreccia memoria e futuro, riportando ancora una volta al cuore il legame tra moda e cultura.
La settimana è anche occasione di celebrazioni: i 50 anni di Giorgio Armani, i 60 della Fondazione Laura Biagiotti, i dieci anni di presenza in calendario di Calcaterra, a cui si aggiungono i festeggiamenti per il primo decennio di attività di La Double J e Flowermountain.
Intorno alle passerelle, la città si accende di eventi: tornano i Black Carpet Awards al Teatro Manzoni e l’Afro Fashion Association con “Afroditis: Creative Salon Series”, che celebra lo spirito afro-discendente e multietnico. Domenica sarà la volta di Milano Moda Graduate, vetrina dedicata agli studenti delle scuole italiane di moda, segno che il ricambio generazionale rimane tema imprescindibile.
Sul piano economico, i numeri raccontano un quadro in crescita. Secondo Confcommercio, l’indotto turistico tocca i 239 milioni di euro, con un incremento del 12,3% rispetto al 2024. Sono attesi oltre 149mila visitatori, quasi la metà dall’estero: cifre che confermano la forza attrattiva di Milano e il suo ruolo di capitale globale del settore.
Questa edizione non è dunque solo un calendario di appuntamenti: è un test. Metterà alla prova la capacità dei nuovi direttori creativi di imprimere visione, la solidità dei grandi marchi nel custodire e rinnovare la propria identità, e la tenuta complessiva di un sistema che, ancora una volta, vuole dimostrare di saper dettare i confini della moda internazionale.
Alessandro Sicuro
Brand Strategist | Photographer | Art Director | Project Manager
Alessandro Sicuro Comunication
Scopri di più da ALESSANDRO SICURO COMUNICATION
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Altre storie
LA PINEALE È L’ANTENNA CON CUI LA COSCIENZA SI COLLEGA AL CAMPO SOTTILE
QUANDO IL BUSINESS DEL LUSSO SCAMBIA L’ECCESSO PER ARTE
IL DIAVOLO NON VESTE PIÙ PRADA. OGGI È IL SISTEMA A INDOSSARE IL LOOK DEL POTERE