Novembre 28, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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IL TURISMO, L’ARTE E LA BELLEZZA ITALIANA UCCISI DALL’INCAPACITA’

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Dopo mesi il fallimento del portale Italia.it arriva sul Wall Street Journal

Addio Italia.it, ecco come si uccide il turismo italiano

Mentre l’Enit viene commissariato e Promuovitalia va in liquidazione, chiude la redazione del portale Italia.it. A pochi mesi da Expo2015 lo sperpero di denaro pubblico e le guerre intestine azzoppano il settore che doveva essere il “petrolio d’Italia”

Il processo, che viene da lontano, farà però a meno di Promuovitalia, l’ente del Mibact controllato al 100% dall’ Enit e dedicato alla formazione e alla promozione turistica, perchè messo in liquidazione dopo un anno di liti che hanno coinvolto i manager e i dirigenti della società.

Ad occuparsi della liquidazione di Promuovitalia è stato chiamato un commercialista ravennate, già revisore dei conti di molte società pubbliche e membro del direttivo PD di Ravenna. Antonio Venturini, questo il nome, dovrà scoprire chi ha distratto i fondi destinati alla mission principale della società, preparare un piano di liquidazione, pagare dipendenti e consulenti e accontentare, se riesce, i creditori. Tra questi anche la società che gestisce i contenuti del portale nazionale del turismo Italia.it, la romana Unicity Spa, che lo ha risanato e reso competitivo sotto la guida del ministro Bray, riconsegnandolo al servizio del paese dopo dopo essere stato a lungo la vetrina dell’attività politica dell’ex-ministro del Turismo Maria Vittoria Brambilla ma che potrebbe essere chiuso ad horas essendo spariti i soldi per pagarlo.

Giova ricordare che in seguito all’avvio sfortunato di Italia.it nel 2005 (ricordate il logo a forma di cetriolo?), lo spreco di circa 10 milioni di euro e un contenzioso legale con Ibm e Tiscover che ne curavano struttura e contenuti, e dopo lo stop successivo al portale per le critiche ricevute al tempo del ministro prodiano Francesco Rutelli, il progetto è proseguito con un ulteriore finanziamento e la sua gestione editoriale, vinta da Unicity dopo un ricorso al Tar, era ripresa a giugno 2012.

Il finanziamento era così suddiviso: 3 milioni a Promuovitalia per la sola gestione degli appalti tecnici e redazionali, 5 milioni circa ad Aci Informatica, società in house di Aci Automobil Club d’Italia, vigilata dall’allora ministro del turismo oggi dal Mibact, per la conduzione tecnica, e il restante milione e mezzo alla struttura editoriale di Unicity che, per un importo previsto di 500 mila euro annui, ne ha finora corretto i contenuti e prodotto articoli, foto e video sulle maggiori destinazioni turistiche italiane. Soldi che però non si sa dove siano finiti e che i redattori di Italia.it aspettano da mesi.

Con la conversione in legge del decreto Franceschini (83/2014), che ha commissariato l’Enit e liquidato Promuovitalia, il portale Italia.it è passato direttamente all’Enit, e dovrà essere potenziato e riorganizzato per promuovere l’offerta turistica italiana. L’idea principale è di integrare nel portale strumenti di promo-commecializzazione con l’obiettivo di saltare gli intermediari stranieri che nei viaggi online fanno la parte del leone conroyalties fino al 35% del valore delle prenotazioni turistico-alberghiere da loro intermediate.

Nell’ambiente si vociferava che questi strumenti potessero essere quelli realizzati da TrentoRise, che contribuisce al TdLab con il trentino Sergio Cagol e dalle società facenti capo a Stefano Ceci, imprenditore emiliano e consigliere del turismo di Franceschini, che con TrentoRise ha collaborato sul software di prenotazione turistica Netbooking, cosa che potrebbe determinare un conflitto d’interessi dentro lo stesso Ministero e che per questo appare oggi una prospettiva meno plausibile.

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Il turismo in italia è senza speranza di diventare il “petriolo d’italia”, almeno non prima di altri 10-15, 20 anni forse. Noi italiani abbiamo davanti al naso una fonte inesauribile ed incredibile, ma siamo talmente fin nel midollo incompetenti e menefreghisti che al massimo ci riesce di essere mediocri in questo settore. Comincia a farmi davvero schifo far parte di un paese così svogliato e inconcludente. Ed ora qualcuno mi dirà: “Eh, ma non puoi essere così generalista! tu che fai per questo paese? in questo paese ci vivi? allora perchè non te ne vai o fai qualcosa?”. Domande legittime, ma la mia riposta è andate a cagare comunque.

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