Dicembre 1, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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Pompei chiusa e duemila turisti in fila sotto il sole

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Pompei chiusa per un’assemblea sindacale

C’erano 2mila persone in fila sotto il sole. Il soprintendente è andato ad aprire di persona i cancelli dopo due ore. Il ministro Dario Franceschini: “Chi fa così fa del male ai sindacati, ai diritti dei lavoratori e al proprio Paese”

Un’assemblea sindacale a sorpresa ha lasciato fuori i turisti. Di nuovo gli scavi di Pompei sono sotto i riflettori per un episodio negativo. Erano in duemila sotto il sole davanti agli ingressi rimasti chiusi. Una prova di sopravvivenza per anziani e bambini. Ombrellini aperti per riparare la testa dai colpi di sole e bottiglie d’acqua a fiumi per bagnare i capelli. I più infuriati erano i tour operator che sapevano come spiegare ai loro gruppi il “disservizio infernale” che stavano subendo. A risolvere il problema ci ha pensato il sovrintendenteMassimo Osanna, alla guida degli scavi dal gennaio 2014 e impegnato da un anno mezzo sul un progetto di restauro e valorizzazione del sito archeologico patrimonio Unesco. Dopo due ore ha aperto personalmente i cancelli. Una protesta che secondo il ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini arreca “un danno incalcolabile”.

pompei_fila-kfUH-U46010884532413pHF-1224x916@CorriereMezzogiorno-Web-Mezzogiorno-593x443I motivi della protesta. L’azione è stata dettata, rileva qualcuno, dalla necessità di ristabilire il peso della contrattazione sindacale dopo che ieri, malgrado l’agitazione proclamata per tenere chiusi i cancelli, il soprintendente è riuscito a neutralizzare i sindacati contrattando, con i dipendenti di Ales, 12 giovani assunti a tempo determinato dalla società in house del Mibac, la garanzia della custodia. Con oggi è la seconda volta che Osanna apre in contemporanea con un’assemblea sindacale che avrebbe dovuto paralizzare gli Scavi. Ma l’emergenza è stata risolta solo alle 10.30, perchè i sindacati avevano assicurato il rinvio dell’assemblea di oggi. Così non è stato ed è scattato il caos.

Il ministro: “Danno per tutti”. Franceschini accusa i sindacati di avere “vanificato quei risultati straordinariSchermata 2015-07-25 alle 13.48.29 raggiunti nell’ultimo anno che hanno rilanciato l’immagine di Pompei nel mondo. Non è possibile organizzare assemblee a sorpresa”, ha detto il ministro secondo il quale “chi fa così fa del male ai sindacati, ai diritti dei lavoratori e soprattutto fa del male al proprio Paese”.

pompeisovraIl più infuriato di tutti è il soprintendente, Osanna, che giudica l’accaduto “un colpo basso e un comportamento irrispettoso nei confronti di centinaia di turisti non responsabili ed estranei a vicende interne all’amministrazione”. Questo, ha ricordato Osanna, “nonostante la mia massima disponibilità al dialogo e a venire incontro alle esigenze dei sindacati”. “Quello di alcune sigle sindacali è un atteggiamento irresponsabile”.

Le critiche. Senza mezzi termini la censura del neo governatore Vincenzo De Luca: “La chiusura è una
vergogna internazionale che danneggia l’Italia intera” e invoca sanzioni. Il sindaco di Pompei, Nando Uliano, concorda con il ministro al quale chiede un tavolo urgente. I rappresentanti sindacali sono stati investiti da una pioggia di critiche: parole dure sono state pronunciate dal sottosegretario, Gioacchino Alfano, dal presidente della Camera di Commercio di Napoli, Maurizio Maddaloni (“Anche il Partenone nei giorni di punta della crisi nonSchermata 2015-07-25 alle 13.53.45 ha mai chiuso i battenti ai turisti. Stiamo facendo una figuraccia mondiale”). Secondo il senatore del Pd Andrea Marcucci, presidente della Commissione Cultura, “lo sciopero selvaggio va sanzionato”.

Critiche dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti: “Altro che cambiamento”.

Il segretario generale della Cgil Campania, Franco Tavella, prende le distanze dai sindacati responsabili della vicenda.

rovine3Sciopero “al contrario”. Sul banco d’accusa, i rappresentanti di FpCisl, Filp e Unsa rilanciano con una protesta “al contrario”: “D’ora in poi – dice Antonio Pepe – lavoreremo di più. Siamo disposti ad aprire più domus e a effettuare aperture notturne, a costi più bassi della Scabec. Vediamo se così il ministro vorrà ascoltarci”.

Esposto in Procura e alla Corte dei Conti. Ma mentre il Codacons annuncia un esposto in Procura e uno alla Corte dei Conti, per ‘interruzione di pubblico servizio arriva anche un chiarimento da parte del presidente della Scabec (società in house della Regione a cui sono affidate le aperture notturne), Maurizio Di Stefano: “Per le 26 aperture notturne saranno utilizzati esclusivamente custodi degli Scavi e il 50 per cento del finanziamento della Regione andrà al personale della Soprintendenza che è l’unico abilitato alla tutela del sito archeologico”.

Alessandro Sicuro
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