E’ PABLO ISLA IL CEO DI INDEX A VINCERE L’ HARVARD BUSINESS REVIEW

Un esponente della moda, Pablo Isla (amministratore delegato di Inditex, nella foto) sale sul gradino più alto del podio della Harvard Business Review sui “best performing ceo”. Balza dal terzo posto al primo, occupato l’anno scorso da Lars Rebien Sorensen di Novo Nordisk (health care). Stabile in seconda posizione Martin Soller di Wwp, realtà attiva nel settore advertising.

La medaglia di bronzo nella chart, stilata in base al ranking finanziario dell’azienda di appartenenza e

Pablo Isla (Inditex) best performing ceo. Arnault quinto, Pinault 23esimo

all’impegno nella sostenibilità, va quest’anno a Jensen Huang di Nvidia (informatica).

Da notare che il vincitore del 2016, Lars Rebien Sorensen di Novo Nordisk, non è in classifica, perché si è ritirato a fine 2016.

Nella Harvard Business Review – che segnala 100 nomi, 72 dei quali già presenti nel 2016, e vede al proprio interno molti esponenti del mondo del digital e dell’high tech – Bernard Arnault di Lvmh si deve accontentare del quinto posto e François-Henri Pinault, numero uno di Kering, del 23esimo. Mark Parker di Nike è ottavo.

Tadashi Yanai (Fast Retailing) è 42esimo, Blake Nordstrom di Nordstrom 44esimo e Leslie Wexner, patron di L Brands, 56esimo.

Perché è stato incoronato Isla? «Da quando è diventato ceo di Inditex nel 2005 – rispondono i portavoce di Hbr – ha guidato il gruppo in un percorso di espansione scandito mediamente da un opening al giorno, moltiplicando di sette volte il valore della società sul mercato e facendola diventare la “most valuable company” spagnola».

«I colleghi – proseguono da Hbr – descrivono Isla come un manager low profile e a volte persino timido. Benché passi molto tempo a visitare i negozi, raramente è presente alle inaugurazioni ed evita la luce dei riflettori. Preferisce toccare con mano quello che succede in azienda al posto di indire meeting formali, nell’ottica di preservare una cultura stile “small company”, pur essendo inserito in un colosso».

Ma al di là di queste considerazioni, «Inditex si distingue grazie al successo nell’affiancare i consumatori nel passaggio dallo store fisico allo shopping online e alla scelta di mantenere oltre metà della produzione vicino alla propria sede, in modo da non gonfiare gli inventari ed evadere velocemente le richieste dei punti vendita».

Se fosse analizzato solo dal punto di vista finanziario, Isla si fermerebbe al 18esimo posto della top 100: la pole position andrebbe a Jeff Bezos di Amazon, che invece è 71esimo. Ma a favorire l’executive iberico contribuiscono in modo determinante i fattori “ecg” (environmental, social, governance), tra cui il programma di riciclo degli abiti nei negozi e la messa a punto della collezione Join Life di Zara.

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