Settembre 18, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Free Press And Culture On Line

Una catena di distribuzione sostenibile? sarà possibile con Google e Stella McCartney

Stella McCartney

Google  e  Stella  McCartney  insieme  per creare un algoritmo per la valutazione sull’impatto ambientale di varie fibre utilizzate per i vestiti

L’obiettivo del lab sarà di creare uno strumento che aiuterà a prendere decisioni più responsabili in materia di catena di distribuzione, produzione e impatto ambientale

In seguito a un progetto di Google e Stella McCartney, marchio tra i più sensibili alle questioni del rispetto del pianeta. Il brand della stilista inglese e il colosso di Mountain View lavoreranno insieme per fornire al settore metriche precise sull’impatto ambientale di diverse fibre utilizzate per i vestiti, a partire dal cotone e dalla viscosa, tra le più utilizzate. La collaborazione, che coinvolgerà anche la società di consulenza Current Global, avrà al centro i tool di machine learning e data analytics sviluppati dalla tecnologia di Google Cloud. Nei prossimi mesi, insomma, da un lato Stella McCartney contribuirà mettendo a disposizione anni di dati riguardanti la sua supply chain; dall’altro, Google aiuterà a interpretarli tramite i suoi tool.

Lo scopo è quello di aiutare in futuro i marchi del fashion a prendere decisioni più responsabili in materia di catena di distribuzione e produzione. “La sfida dell’industria della moda è quella di interpretare informazioni talvolta frammentate e incomplete e trasformarle velocemente in azioni significative. Il nostro cloud computing e la nostra mappatura globale possono aiutare il comparto a ridurre il proprio impatto”, ha spiegato Ian Pattison, customer engineering manager di Google Cloud Uk.

Questa unione di intenti verrà presentata ufficialmente oggi durante il Copenhagen Fashion Summit, il meeting annuale del settore in materia di sostenibilità. Sul lungo periodo, l’obiettivo è coinvolgere quanti più brand e materiali possibili e mettere a disposizione di tutti i dati raccolti. Non è esattamente il googolare, ma comincia ad avvicinarsi.

Alessandro Sicuro

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