Giugno 22, 2021

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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INTESA S. E PROMETEIA DEFINISCE IL 2021-22 IL BIENNIO DEL RIMBALZO

Il manifatturiero italiano dovrebbe vedere nel biennio 2021-22 un rimbalzo importante, anzi “più intenso di quello osservato in altre fasi cicliche”. Lo definisce così il rapporto ‘Analisi sui settori industriali’ presentato da Intesa SanPaolo con Prometeia, che anticipa anche i numeri di questo rimbalzo: +8,4% nel 2021 e un +5,3% nel 2022 a prezzi costanti, che assieme alla spinta dei prezzi porterà il fatturato a superare la soglia dei 1.000 miliardi di euro, oltre 70 miliardi in più del 2019. Il rapporto parla poi di “effetto traino sul fatturato manifatturiero lungo l’intero orizzonte al 2025 (+2,6% in media d’anno nel 2023-25, a prezzi costanti)”.

Il manifatturiero italiano recupererà i livelli pre-Covid nel 2021 a prezzi correnti e a inizio 2022 a prezzi costanti.

Un’ottima notizia per tutto il manifatturiero che sarà toccato in modo generalizzato dalla ripresa della domanda. Per il sistema moda l’evoluzione è sopra la media, a +5,1%, “accelerata dal rimbalzo statistico dai minimi toccati nel 2020, a fronte di condizioni di domanda ancora fragili, soprattutto sul mercato interno, che favoriranno un aumento dell’import penetration”, si legge nella nota.

Tornando ai dati generali, a prezzi costanti il recupero 2021 sarà ancora parziale (-1,7%), fatta eccezione per alcuni settori meno intaccati dalla crisi (farmaceutica, alimentare e bevande) o in recupero più intenso della media (prodotti e materiali da costruzione, elettrodomestici). Per fare un paragone, nel 2020 il manifatturiero ha registrato con un calo inferiore alle attese (-9,3% la flessione del fatturato a prezzi costanti, meno impattante rispetto a quella cosiddetta Grande Crisi Finanziaria del 2009 quando fu pari al -16 per cento). In base agli indicatori economici, il sentiero di risalita degli ordini sarà più intenso nella seconda parte dell’anno: “a partire dal terzo trimestre potranno dispiegarsi con maggior forza gli effetti della campagna vaccinale, favorendo la normalizzazione dell’attività interna e mondiale”, si legge. Contribuiranno al recupero l’accelerazione della ripresa interna e un ritrovato dinamismo degli scambi mondiali.

Secondo il rapporto, nel 2020 le esportazioni italiane (-8,8% a prezzi costanti nel 2020) hanno registrato una migliore capacità di tenuta nel confronto con Germania (-9,1%) e Francia (-16 per cento). Nel 2021 Asia e Stati Uniti stanno guidando il recupero e paesi europei in ritardo sul ciclo economico e con una intensità della ripresa meno vigorosa. Oltre all’export l’altro elemento chiave per la ripresa saranno gli investimenti ed in particolare i fondi Next Generation EU e il loro impiego attraverso le linee guida dettate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che contribuiranno anche a ridurre il gap dell’Italia sul fronte digitale.

A livello finanziario, la ripresa dell’attività industriale, i provvedimenti a sostegno della liquidità e la maggiore solidità patrimoniale raggiunta negli ultimi anni dovrebbero aver calmierato l’impatto della crisi sui bilanci aziendali 2020. Il calo stimato per i margini e la redditività potrà essere gradualmente riassorbito nell’orizzonte al 2025, consentendo alle imprese di disporre delle risorse finanziarie necessarie a sostenere gli intensi piani di investimento previsti.

 

 

Alessandro Sicuro

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