Maggio 5, 2026

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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RIPARTONO I CONSUMI  DELLA MODA IN ITALIA +50% A MARZO

I valori di fatturato, elaborati nei Fashion Economic Trends di Camera Nazionale della Moda Italiana (sulla base dei dati Istat al 21 maggio), hanno segnato per i mesi di febbraio e marzo un’importante inversione di tendenza rispetto allo scenario di crisi che ha caratterizzato tutto il 2020 a causa dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia. Il livello di fatturato di febbraio è risultato solo il 9% inferiore a quello del 2020. Per l’insieme dei settori della moda, il fatturato di marzo 2021 è del 50% più elevato rispetto a marzo 2020 con punte del +70% nell’abbigliamento e nelle calzature. Anche i settori collegati (occhialeria, gioielli, bigiotteria e cosmesi) hanno avuto un andamento positivo, sebbene meno spiccato rispetto alla moda.

I dati sono stati diffusi questa mattina da Camera Moda in concomitanza con la presentazione della prossima edizione di Milano Moda Uomo (18-22 giugno).

Per il pieno recupero dei livelli pre-Covid, si legge nella nota, la strada è ancora in divenire. I dati di marzo restano infatti inferiori a quelli del 2019 e con ogni probabilità hanno anche goduto dell’effetto rimbalzo dopo mesi di blocco, in un clima generale di attese più positivo sia per i consumatori che per le imprese.

A trainare la ripresa è principalmente il mercato interno. I dati di export della moda italiana nei primi 2 mesi del 2021 restano negativi rispetto a gennaio e febbraio 2020, periodo in cui i timori di una possibile crisi commerciale erano più focalizzati sull’interruzione dei flussi di fornitura dalla Cina che su una crisi sistemica come quella che si è verificata. Per l’insieme della moda italiana il calo delle esportazioni è stato del 16%, con l’export verso il Regno Unito che nei primi due mesi della Brexit ha segnato -50,6 per cento. Una eccezione al dato negativo è stata fortissima espansione dell’export verso la Cina (+85,3%) che a inizio 2021 è stato il quinto paese destinatario delle esportazioni della moda italiana. All’Interno dell’Ue il mercato francese (-8,2%) ha registrato i risultati meno negativi mentre la Spagna (-26%) quelli più negativi. L’export verso gli Stati Uniti è calato del 27,4 per cento.

Tornando al fatturato settoriale, è stato aggiornato il risultato 2020, per cui il calo è del 23,5% rispetto al 2019 per la moda a quota 51,4 miliardi di euro. Comprendendo i settori collegati si arriva a quota 68,7 miliardi (-23,8%).

Le previsioni per il 2021 si attestano sugli 80 miliardi (+17% rispetto al 2020) per quanto concerne la moda e i settori collegati con export in aumento del 13 per cento.

“Tra i due scenari prospettati nei precedenti Fashion Economic Trends – si legge nella nota relativa alla moda italiana – si può quindi considerare più probabile quello ottimistico che colloca intorno al +15%-20% il potenziale di crescita del fatturato 2021 per l’insieme del settore della moda e più vicino al 15% che al 20% quello dei settori collegati. La previsione è ovviamente condizionata dalla prosecuzione dell’attuale tendenza al rapido contenimento dei contagi e all’assenza di nuove forme di contagio come quelle registrate nel Regno Unito che stanno ad esempio ritardando il programma di riaperture”.

 


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