Riconosco alla Francia una capacità che pochi Paesi europei conservano: scendere in piazza in massa per il costo della vita, i servizi pubblici e le condizioni economiche delle famiglie. Sabato 24 ottobre le manifestazioni hanno riunito 410.000 persone secondo il ministero dell’Interno e circa 800.000 secondo la CGT. La mobilitazione è rimasta forte, mentre il bilancio dei danni ai negozi è stato molto più contenuto rispetto alla settimana precedente.
Il 17 ottobre, tra Marsiglia, Bordeaux, Parigi, Lione e altre città francesi, saccheggi e devastazioni avevano colpito circa 1.500 attività commerciali. La Federazione del commercio e della distribuzione ha stimato danni per diverse centinaia di milioni di euro. Negozi di vicinato, boutique, farmacie e gioiellerie hanno subito furti o distruzioni; tra gli articoli presi di mira, telefoni, computer e abbigliamento di marca.
Chi manifesta per difendere il proprio potere d’acquisto non può essere confuso con chi approfitta della protesta per saccheggiare. Ma resta una contraddizione amara: a pagare sono anche commercianti che affrontano ogni giorno gli stessi aumenti dei costi contro cui la piazza si mobilita. Per loro il danno non finisce con la conta della merce rubata: ci sono le vetrine da riparare, i giorni di chiusura, il lavoro da ricostruire e indennizzi che dipendono dalle singole polizze.
Il sabato successivo molti negozi hanno scelto di proteggersi. A Bordeaux alcune vetrine erano coperte da pannelli; a Marsiglia, nel centro colpito il 17 ottobre, numerose facciate erano ancora sbarrate. Immagini che raccontano la paura di chi vive di commercio e aspetta il fine settimana per lavorare.
La Francia è un mercato importante anche per l’Italia. Nel 2025 le nostre esportazioni verso il Paese hanno raggiunto circa 65 miliardi di euro, in crescita del 5,3% sull’anno precedente; fra i prodotti venduti figurano abbigliamento e pelletteria. Non si può attribuire ai disordini di questi giorni un effetto già misurabile sui distretti italiani, ma il legame commerciale ricorda quanto le economie dei due Paesi siano vicine.
Le misure di sostegno ai commercianti possono aiutare a riaprire. Resta il problema che ha portato tante persone in piazza: quando il costo della vita pesa sulle famiglie, ne risente anche il commercio, dalle piccole attività alle vie dello shopping.
Alessandro Sicuro
Brand Strategist | Photographer | Art Director | Project Manager
Alessandro Sicuro Comunication
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