Ottobre 22, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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Via libera al Fisco in banca

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Via libera al Fisco in banca
Non c’è più segreto che tenga

SEGRETO bancario addio, parte l’anagrafe dei rapporti finanziari. La novità è appena stata introdotta con un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, a firma del direttore Attilio Befera. Salta una delle ultime sfere di privacy dei cittadini. L’anagrafe, che completa il sistema avviato dal Governo Monti con il redditometro, era stata introdotta dal decreto salva Italia del dicembre 2011; le Entrate l’hanno resa operativa.

NELLA pratica banche, Poste e società di gestione e intermediazione del risparmio dovranno, entro il prossimo 31 ottobre, comunicare tutti i dati sui conti correnti, i loro movimenti, gli investimenti ad essi collegati riguardanti il 2011 e perfino l’apertura di cassette di sicurezza. Entro il 31 marzo 2014 sarà fatto lo stesso per i dati relativi al 2012, seguendo, poi, una cadenza annuale.
Fino ad oggi il Fisco poteva conoscere solo i dati identificativi dei conti, la loro accensione e la loro cessazione: nulla sul contenuto, sul quale si poteva indagare solo dopo l’apertura di un accertamento formale. Quindi, solo in presenza di un sospetto fondato. Ora le Entrate potranno scandagliare i dati sui conti correnti e confrontarli con quelli delle dichiarazioni dei redditi per scovare gli evasori. Un principio molto simile a quello del redditometro, con l’aggiunta che adesso si guarda direttamente e senza mediazioni nelle tasche degli italiani.
Nel provvedimento si spiega che le comunicazioni «saranno gestite nel rispetto della privacy» e che i dati viaggeranno su un canale telematico apposito, il Sid (Sistema di interscambio flussi dati) al quale dovranno registrarsi gli operatori finanziari. Una volta individuati, i possibili evasori saranno sottoposti a controlli extra e inseriti in appositi elenchi.

IL FISCO potrà quindi consultare una grande mole di dati: i saldi iniziali e finali dell’anno, tutti gli accrediti e i bonifici, i depositi titoli e obbligazioni, i buoni fruttiferi, l’importo totale degli acquisti con la carta di credito, le ricariche per le prepagate, le polizze assicurative, gli acquisti di oro. Quando si registrerà uno scostamento significativo, almeno del 20% come per il redditometro, rispetto alle dichiarazioni potrà accendersi la lampadina dell’amministrazione fiscale.

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