Novembre 27, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Free Press And Culture On Line

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PIC BOOK INSPIRED by NEW ENGLAND

Lo scrittore che ho scelto per accompagnare questo PIC BOOK è Leo Buscaglia,

un mentore che ha influenzato particolarmente la mia adolescenza intellettuale.

LA FOGLIA MURIEL
Una piccola esistenza sul grande albero della vita
DI LEO BUSCAGLIA
A tutti i bambini che hanno subito una perdita irreparabile 
e a tutti gli adulti che non hanno saputo dar loro una spiegazione.
………………… 
La primavera era finita. Anche l’estate. La foglia Muriel si era fatta grande. La sua parte mediana era larga e robusta; i suoi cinque lobi diritti e appuntiti. In primavera, quando aveva fatto la sua apparizione, non era che un piccolo germoglio su un ramo abbastanza grosso, prossimo alla cima di un albero maestoso. Muriel era circondata da centinaia di altre foglie uguali a lei, o che almeno così sembravano. Manon tardò a scoprire che non esistevano due foglie uguali, neanche sullo stesso albero. Accanto a leic’era una foglia che si chiamava Marjorie. Monica era la foglia alla sua destra, mentre quella cosìgraziosa che le pendeva sul capo aveva nome Magda. Erano cresciute tutte insieme: insiemeavevano imparato a danzare con le brezze primaverili, a dondolarsi mollemente al sole d’estate, alavarsi sotto lo scroscio rinfrescante delle piogge.Ma l’amica del cuore di Muriel era Marta. Marta era la foglia più grande del ramo, e si sarebbe dettoche fosse stata lì prima di tutte le altre. Era anche la più saggia e la più esperta, o così almenosembrava a Muriel. Fu Marta ad informare le altre che facevano parte di un albero. Fu Marta a spiegare che quell’albero cresceva in un giardino pubblico. Ancora Marta disse loro che l’albero aveva solide radici nascoste laggiù, sotto terra. E poi raccontò del sole e della luna, delle stagioni edelle stelle. Parlò degli uccellini che si posavano sul loro ramo per intonare canti mattutini.Muriel era contenta di essere una foglia. Le piaceva il suo ramo e voleva bene alle sue sorelline.Che soddisfazione trovarsi lassù nel cielo, scaldata dai raggio del sole, animata dal gioco del vento,toccata dalle ombre candide e soavi della luna!L’estate soprattutto era stata bellissima. Che delizia quelle giornate così lunghe, così calde. E che pace, in quelle tiepide notti.C’era stata gran folla d’estate nel giardino. Spesso la gente veniva a sedersi sotto l’albero di Muriel.Marta le aveva spiegato che uno degli scopi dell’albero era fare ombra.“Che cosa è uno scopo?” aveva chiesto Muriel.“Uno scopo è una ragione di essere. – aveva risposto Marta – Rendere le cose più gradevoli agli altriè una ragione di essere. Altra ragione di essere è fare ombra ai vecchi che vengono qua sotto per sfuggire al caldo che c’è a casa loro, e così pure offrire un angolino fresco ai bambini che si radunano a giocare, e far vento tutte insieme alla gente che siede sull’erba e fa picnic su una tovaglia a scacchi. Tutte queste sono ragioni di essere”.Muriel trovava simpatici soprattutto i vecchi. Sedevano sul prato, tranquilli, silenziosi, e se ne stavano così, senza muoversi o quasi. A bassa voce chiacchieravano del tempo passato…

Alessandro Sicuro

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