Settembre 19, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Free Press And Culture On Line

☛The Small and Medium Enterprises in Italy.

Italian small and medium enterprises, the beating heart of the economy

Public this interesting article which represents a realistic analysis of an important sector of the Italian economy remained too long out of the consideration of all the experts, except that the tax burden. I wanted to write something I like, perhaps with less sarcasm very nice Beppe Grillo, to whom I send my most ‘Yours sincerely apologize if on this work, reported on my blog faithfully, I took only two or three words refer to the minister Passera, for me too excessive and that moreover can detract from the quality and seriousness of this work of  “a promoter of ideas” Genoese comedian and former national “talking Cricket”, (Beppe Grillo).

The argument:
The small and medium enterprise is the engine backbone of the economy of a country like Italy, founded and grown on certified small artisan businesses with their success, determined by their unparalleled maualità and creativity have resulted in a brand represented by an international code called “made ​​in Italy”.

This code represents the world standard quality “Q” that simply read it in some products to comfort the customer at the time of purchase to the point of buying sight unseen, here finds its greatest as the “brand reputation”. So if it is true that America controls the world with its technologies.

Germany and Northern Europe with their automotive and heavy engineering industries. The asia with the power to work.
Italy can ‘certainly say to influence the world with its cuisine, its wines, its style, its fashion, furniture and design. All of this world, but in great suffering ‘, is divided into a chain of suppliers, manufacturers, artisans, medium-sized enterprises that, if not in their needs with the proper attention will die for ever with unspeakable consequences for the Italian nation.

Alessandro Sicuro

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The article by Beppe Grillo:

SMALL AND MEDIUM ENTERPRISES IT

The small and medium enterprises is beyond any agenda from that of the government that is only interested in taxes, spread and finance and who as minister of development, the ex banker minister “Passera”. From that of the ECB wants his pound of flesh and recessive maneuvers requires us to save the value of our public debt held abroad, mainly from France and Germany. From that of the Confederation of big dealers to state as Benetton for highways, or Marcegaglia that builds incinerators with the tax bill CIP6 ENEL. The agenda of the major retailers that kills local productions. And finally, from that of the unions now represent only themselves.
The small and medium enterprises is made by heroes. You have to be heroes for doing business in Italy, without services, taxation and levies and medieval loan shark with a state that fails to repay € 85 billion due to companies, but calls for the collection of the first advance VAT invoices and interests scary for any delay in payment. Without the small and medium enterprise Italy not only fail, but will become a desert production for decades. Everything revolves around the small and medium enterprise: business, tax business and employees for the state economic assistance from the network of suppliers, spending in the area. When he dies a business is always a small social catastrophe. In Italy, every month, the state must honor about 24 million in public salaries and pensions. This huge figure is largely guaranteed by the direct and indirect taxation generated by SMEs. No business taxation collapse. SMEs must become the priority of each action of the Government, is a matter of survival of the country. It should be abolished IRAP, an unfair tax that companies have to pay even if at a loss, must be introduced tax incentives for investment innovation, required only to pay the VAT invoice, reviewed the report with the IRS that collector must become an advisor of ‘enterprise, abolished the sector studies that often impose unrealistic payments, helped the entrepreneur in trouble with temporary loans at low interest rate, and closed Equitalia, the relationship between business and the state must take place without intermediaries. SMEs are at the heart of the country, not finance, not the banks. If the heart does not beat anymore, the country will die.

italian version:

Le piccole e medie imprese italiane il nostro cuore pulsante

Pubblico questo interessante articolo perchè rappresenta una realistica analisi di un settore portante dell’economia italiana rimasto da troppo tempo fuori dalla considerazione di tutti gli addetti ai lavori, all’infuori che dagli oneri fiscali. Avrei voluto scrivere io qualcosa di simile, infatti mi identifico molto nel criterio analitico utilizzato, magari avrei usato meno sarcasmo del simpaticissimo Beppe, al quale invio i miei piu’ cordiali saluti scusandomi se da questo suo lavoro, riportato sul mio blog fedelmente, ho tolto solamente due o tre parole riferite al ministro Passera, per me fin troppo eccessive e che possono oltretutto distogliere dalla qualità e serità di questo lavoro svolto dal “promotore di idee” genovese ed ex comico nazionale Beppe Grillo.
L’argomento:
La piccola e media impresa è il vero motore portante dell’economia di un paese come l’Italia, fondatosi e sviluppatosi sull’eccellenza di piccole aziende artigiane che con il loro successo, determinato dalla loro impareggiabile manualità e creatività ne hanno fatto scaturire un brand divenuto un codice internazionale denominato “made in italy”. Questo codice rappresenta nel mondo uno standard di qualità “Q” tale che è sufficiente leggerlo in alcuni prodotti,  da confortare l’acquirente al momento dell’acquisto a tal punto da comprare a scatola chiusa, qui trova il massimo esempio concettuale il “brand reputation”. Quindi se è vero che l’America controlla il mondo con le sue tecnologie belliche, 
la Germania ed il nord Europa con le sue industrie meccaniche e automobilistiche pesanti, l’asia con la potenza produttiva,
l’Italia puo’ senz’altro dire di influenzare il mondo con la sua cucina, i suoi vini, il suo stile, la sua moda, i mobili ed il design. Tutto questo mondo, in grande sofferenza pero’, è articolato in una filiera di fornitori, produttori, piccoli artigiani, medie imprese che se non seguite nelle loro esigenze con la giusta attenzione moriranno per sempre con conseguenze indescrivibili per la nazione Italiana.

Alessandro Sicuro

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L’articolo di Beppe Grillo:

LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

La piccola e media impresa è fuori da qualunque agenda, da quella del Governo che si interessa solo di tasse, di spread e di finanza e che ha come ministro dello sviluppo il banchiere  Passera. Da quella della BCE che vuole la sua libbra di carne e ci impone manovre recessive per salvare il valore del nostro debito pubblico, detenuto all’estero in prevalenza da Francia e Germania. Da quella della Confindustria dei grandi concessionari di Stato come Benetton per le autostrade, o la Marcegaglia che costruisce inceneritori con la tassa CIP6 sulla bolletta dell’ENEL. Dall’agenda della grande distribuzione che uccide le produzioni locali. E infine da quella dei sindacati che ormai rappresentano solo sé stessi.
La piccola e media impresa è fatta da eroi. Bisogna essere eroi per fare impresa in Italia, senza servizi, con tassazioni e balzelli medioevali e con uno Stato strozzino che non rimborsa 85 miliardi di euro scaduti alle imprese, ma chiede l’anticipo dell’IVA prima dell’incasso delle fatture emesse e interessi spaventosi per ogni ritardo nei pagamenti. Senza la piccola e media impresa l’Italia non solo fallirà, ma diventerà un deserto produttivo per decenni. Tutto ruota intorno alla piccola e media impresa: lavoro, gettito fiscale di impresa e dei dipendenti per lo Stato, indotto creato dalla rete dei fornitori, spesa sul territorio. Quando muore un’impresa è sempre una piccola catastrofe sociale. In Italia, ogni mese, lo Stato deve onorare circa 24 milioni tra stipendi pubblici e pensioni. Questa cifra enorme è garantita in gran parte dalla tassazione diretta e indiretta generata dalle PMI. Senza imprese la tassazione crollerà. Le PMI devono diventare la priorità di ogni azione di Governo, è una questione di sopravvivenza del Paese. Va abolito l’IRAP, una tassa iniqua che le aziende devono pagare anche se in perdita, vanno introdotti sgravi fiscali a investimenti innovazione, richiesta l’IVA solo a pagamento della fattura, rivisto il rapporto con il Fisco che da esattore deve diventare consulente d’impresa, aboliti gli studi di settore che impongono spesso pagamenti irrealistici, aiutato l’imprenditore in difficoltà con prestiti temporanei a basso tasso d’interesse, e chiusa Equitalia, il rapporto tra impresa e Stato deve avvenire senza intermediari. Le PMI sono il cuore del Paese, non la finanza, non le banche. Se il cuore non batterà più, il Paese morirà.

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