Monti si rimangia la guerra all’Evasione. (perché è in campagna elettorale?)

 

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E’ singolare, in campagna tutti diventano colombe.

Monti si rimangia la guerra all’Evasione

“siamo in uno stato di guerra contro l’evasione fiscale” disse Mario Monti. E se c’è una guerra si “giustifica l’uso di strumenti forti” (sempre Monti ad agosto dell’anno scorso). L’evasione (che ovviamente esiste) rappresenta un’ottima scusa per i nostri politici e un favoloso alibi per i benpensanti. Azzerandola, si pensa infatti che i nostri conti tornerebbero magicamente a posto. Dunque, individuato il bersaglio (una non meglio identificata platea di evasori) e attribuito all’obiettivo un valore favoloso (200 miliardi di imponibile sottratto), è lecito l’uso della bomba atomica. Tremonti introdusse norme durissime e illiberali, come l’inversione dell’onere della prova, e Monti le ha applicate e potenziate. Insomma à la guerre comme à la guerre, tutto è valido: il redditometro, il fisco grande fratello, il solve et repete, i conti correnti a disposizione dei funzionari pubblici e così via.

Ma oggi siamo in campagna elettorale e anche Mario Monti si fa due calcoli e dice: il redditometro è una delle bombe ad orologeria disseminate dal passato governo. Il punto è che una guerra, come l’ha definita lei, come pensa di combatterla caro premier? Insomma, se usiamo la logica non se ne esce.
Il punto vero è che l’evasione è una divinità, un totem. Essa ovviamente esiste ed è diffusa. Ed è per di più sleale nei confronti di chi non la pratica. Ma se continuiamo a ritenere l’evasione come priorità della nostra politica fiscale, e sulla sua distruzione modelliamo il nostro diritto tributario, non faremo che obbrobri. Le priorità sono altre.Ridurre il peso del fisco, che rende meno conveniente evadere. Ridurre il peso degli adempimenti fiscali, che rende meno spiacevole pagare. Rendere più trasparente la pubblica amministrazione, per capire come vengono usati i nostri soldi. Ridurre il ruolo dello Stato, per far sì che ci richieda meno biada per sopravvivere. Insomma, il problema non è l’evasione, ma la bestia statale. Il problema non sono i delinquenti che non pagano (ce ne sono e vanno condannati) ma uno Stato criminogeno che ci insegue anche nella stanza da letto per sapere le nostre spese e abitudini.
Ps. A proposito di evasione. Anche senza redditometro il suo ministro dell’Economia Grilli, caro presidente Monti, ha comprato una casa ad un prezzo ridotto e vile rispetto a quanto scritto nel mutuo e alle quotazioni di mercato. La sua guerra la combatte solo contro i poveri cristi? Perché non indaga e non ci informa?

 Nicola Porro

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