Novembre 28, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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ELEZIONI CAPO DELLO STATO

napolitano_luce_adn--400x300I mercati premiano il Napolitano bis vola Piazza Affari, spread sotto 285 Eurostat: debito pubblico Italia al 127%

Milano chiude in rialzo dell’1,66%, differenziale Btp-Bund ai minimi da gennaio

Operatori della Borsa di Milano
La rielezione di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica, che promette di stabilizzare la situazione politica italiana, innesca la riduzione dello spread Btp-Bund (sotto i 285 punti base) con effetti evidenti sul mercato azionario: Piazza Affari chiude la seduta da prima della classe in Europa con il +1,66% del Ftse Mib e il +1,38% del Ftse All Share. Più timide le altre Borse continentali penalizzate nel pomeriggio dall’andamento di Wall Street dopo i deludenti dati sul mercato immobiliare Usa e i conti di Caterpillar.Chiusura contrastata per le principali Borse europee. Debole Londra a fine seduta: il Ftse 100 segna -0,09% a 6.280 punti. Positiva invece la Borsa di Francoforte che guadagna +0,24% a 7.478 punti. In calo Amsterdam a 340,07 punti (-0,47%), mentre Parigi chiude invariata a 3.652 punti. In rialzo Madrid a 8.027 punti (+1,42%) e Lisbona a 5.852 punti (+0,57%).

Spread in calo.
 Il differenziale tra Btp e Bund tedeschi, che venerdì aveva chiuso a quota 297, è sceso in mattinata a 279 punti base, livello minimo da gennaio scorso, per poi risalire a 285.Eurostat: debito Italia nel 2012 al 127% del pil. Il debito italiano nel 2012 è al 127% del pil: lo comunica Eurostat nella stima definitiva sul 2012. La stima precedente, pubblicata a febbraio, lo dava al 129,1%.
Deficit 2012 corretto al rialzo: 3%. Il deficit italiano nel 2012 è al 3% del pil: è la stima definitiva dell’Eurostat sul 2012 che rivede al rialzo di 0,1% la stima provvisoria di febbraio (2,9%). L’Italia, insieme ad altri 16 Paesi, è ancora nell’elenco degli Stati membri con deficit superiore al 3%. I dati di oggi erano attesi dalla Commissione Ue perché sono tra gli elementi che i suoi servizi valuteranno per decidere se chiudere o meno la procedura per deficit eccessivo aperta dal 2009. Per chiudere la procedura, il deficit deve essere sotto il 3% nel 2012, 2013 e 2014. Le stime del 2013 di Bruxelles al momento lo danno al 2,1% (ma c’è da aggiungere i pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione che secondo il governo lo porteranno al 2,9%), e stessa cifra anche per il 2014. Il commissario agli affari economici Olli Rehn ha di recente affermato che l’Italia è sulla buona strada per chiudere la procedura, ma oltre ai dati Eurostat sul 2012 si dovranno aspettare le nuove previsioni economiche che Bruxelles pubblicherà il 3 maggio, e che terranno in considerazione anche i pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione.
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