Dicembre 2, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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LA FED PARLA DI QUANTITATIVE EASING, (ALLEGGERIMENTO), DELLE INIEZIONI DI LIQUIDITÀ GLI INVESTITORI SI DOMANDANO

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QUALI SONO LE DOMANDE DEGLI INVESTITORI?

Le domande più ricorrenti sono:
– Si ritiene che i fondamentali economici giustifichino i rialzi che i listini azionari mondiali hanno messo a OQUZG0U2--330x185segno da inizio 2013?
– I mercati sono ormai entrati in una fase ribassista o c’è ancora la possibilità di testare nuovi massimi, sia per lo Stoxx 600 che per Wall Street?
– Si sente spesso parlare del rischio di esplosione di bolla speculativa, soprattutto nel momento in cui la Fed dovesse porre fine alle sue misure di quantitative easing. Puo’ esistere questo rischio?

Le risposte : 

-Il rialzo dei listini degli ultimi 6 mesi è derivato sia dalla ingente liquidità iniettata sia da una crescita economica, che seppur in rallentamento rispetto ai 2 anni precedenti, mostra ancora dei segnali positivi.
-Gli utili aziendali si mantengono sui massimi storici e il rapporto fra rendimenti azionari e rendimenti obbligazionari lascia ancora margini di espansione alle valutazioni degli indici azionari.
-Riteniamo sia poco probabile una sospensione delle misure di quantitative easing, della Fed: la politica delle banche centrali sarà quella di accompagnare i mercati valutando eventuali manovre anche in base agli impatti che queste potrebbero avere sugli indici internazionali…
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ALTRI QUESITI DEGLI INVESTITORI
Domanda: Nel gestire il portafoglio di un risparmiatore italiano che punta a ottenere ritorni nel medio-lungo periodo, dove  puntare maggiormente? Qual è il mercato azionario più appetibile tra i paesi avanzati e quale quello che presenta maggiori opportunità di crescita tra i paesi emergenti?
RispostaIn una fase di mercato che stima una crescita del prodotto interno lordo mondiale di circa il 3,5%,  il suggerimento è di incrementare l’esposizione azionaria in portafoglio anche fino al 20% a scapito di una riduzione della componente obbligazionaria. Il mercato americano e quello europeo rimangono, i mercati più appetibili: il primo per la forte efficienza delle aziende quotate; il secondo a causa della sottovalutazione di molti titoli. Rimanere, invece, più cauti sui mercati emergenti, è la regola di buon senso più auspicabile.
Domanda: Quali sono i settori invece più interessanti e quelli da cui stare lontani?085440665-805d1f15-590a-467b-8e04-d9d200272df3
Risposta: In questo momento il settore tecnologico americano e quello finanziario europeo. Restiamo sottopesati sul settore lusso e su alcuni settori legati alle esportazioni internazionali.

Domanda: Stessa domanda per l’obbligazionario e per i titoli di stato:  su quali bond puntereste?

RispostaSiamo scettici sull’apprezzamento del comparto obbligazionario, sia governativo che high yield. Guardando con interesse ad alcuni bond ibridi emessi da società con rating elevato.

Domanda: Nessuno ancora parla apertamente di guerra valutaria. Ma con il deprezzamento dello yen, quali scenari si aprono?

Risposta: In un contesto internazionale che negli ultimi anni ha premiato i Paesi che hanno svalutato la loro valuta facendo aumentare le stime del PIL nazionale (per ultimo il Giappone), l’Europa e la Cina rimangono le uniche macro regioni a non seguire una politica di svalutazione. Riteniamo che tale politica possa essere messa in dubbio a causa delle grosse pressioni dei soggetti esportatori e possa essere rivista dopo le “elezioni tedesche” in autunno.

  • Fed divisa sugli stimoli all’economia,

  • Dalle minute, i dubbi dei banchieri Usa

I verbali dell’ultima riunione tra i rappresentanti dell’organo direttivo della Banca centrale Usa (la Federal Reserve) mostrano come vi siano pareri discordanti sul programma di riacquisto di titoli: per alcuni devono proseguire, per altri devono fermarsi a fine 2013. L’indecisione crea instabilità sul mercato

Per poter iniziare a ridurre il programma di acquisto di titoli, che attualmente procede al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese, occorrono ulteriori conferme del rafforzamento dell’economia Usa. E’ l’orientamento prevalente tra i membri del Fomc, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve, stando a quanto emerge dalle minute relative al vertice del mese scorso, ma non vi è un indirizzo unanime. La metà dei partecipanti del Fomc, infatti, ritiene che sarebbe appropriato mettere fine agli acquisti di asset entro la fine dell’anno. Altri – si legge nei verbali della riunione – ritengono che gli acquisti debbano proseguire fino al 2014. “Diversi membri hanno indicato che ulteriori miglioramenti sul mercato del lavoro sono necessari prima che sia appropriato prima di ridurre la velocità degli acquisti di titoli”. I verbali mostrano così una Fed divisa e – secondo alcuni analisti – creano confusione perché contraddittori.

Non sono mancati due ‘falchi’ che hanno invece chiesto un’interruzione rapida del cosiddetto programma ‘QE3’ così da “evitare che gli svantaggi superino i benefici”, così come “un altro paio” ha manifestato preoccupazione per la crescita dei rischi al ribasso per l’inflazione.
C’è invece, si apprende dalle minute, una maggiore unanimità sulla necessità di mantenere il costo del denaro “molto basso per un periodo considerevole di tempo” anche una volta conclusi gli acquisti di titoli.

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