PARLANDO DI “SPRECHI E RISPARMI” VEDIAMO A CHE PUNTO E’ IL VOIP NELLA P.A.

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IL V.O.I.P. LA TECNOLOGIA CHE CURA LA CRISI

DI COSA SI TRATTA?

A CHE PUNTO E’ LA DIGITALIZZAZIONE DEL “TELEFONO” CHE VIAGGIA NELLA RETE INTERNET?

VEDIAMO LE INIZIATIVE DEI VARI GOVERNI E LO STATO DELL’ARTE.

tecnologia-300x225Siamo abituati a vedere l’introduzione di nuove tecnologie le quali anziché migliorare, rendendo più semplice la nostra vita, la peggiorano non essendo abbastanza semplici o poco applicabili perché arrivate in anticipo temporale nel contesto di utilizzo. Ma esistono delle innovazioni che hanno in sé dei vantaggi così grandi e costi di gestione così bassi da renderle veramente vantaggiose.   Una di queste è il “voice over ip“. Fino a quindici anni fa’ pensare di poter parlare con qualcuno, usando un pc, una cuffia, un microfono e una web camera, con un amico dall’altra parte del mondo spendendo zero, sarebbe stato un sogno non ipotizzabile, oggi è tutto possibile grazie al VOIP, il protocollovoip_chartec che trasporta la voce e le immagini attraverso la rete.  Questa tecnologia è disponibile e quasi gratuita da anni ormai e gli utenti della rete la usano per comunicare tra loro e fare delle video chiamate e conferenze. Ho cercato di fare una ricerca per capire quanto spende la pubblica amministrazione italiana per i costi telefonici e sono rimasto allibito dalle cifre corrisposte. Risulta infatti che nella finanziaria del 2008, per decreto legge, la tecnologia VOIP avrebbe dovuto essere adottata in tutti gli uffici della P.A., in quanto non solo si tratta di un risparmio di banda, perché i dati Voip viaggiano sugli stessi cavi delle reti informatiche di cui sono già dotati gli uffici della P.A., ma anche di denaro perché le telefonate di questo tipo sono How_VoIP_Worksmolto più economiche, in certi casi pari a zero. Per dirla in cifre, si era previsto un risparmio  di circa 25 milioni di euro nel 2008, 140 milioni nel 2009 e 286 milioni dal 2010. Nel 2012 ad esempio, la Regione Toscana, col Voip, ha abbattuto le spese del 30% e risparmiato quasi 250 mila €. Fino al 2010 la spesa annuale per il servizio telefonico regionale Toscana era di circa 1,1 milioni di euro:     dal giugno 2011 in poi, quando è partita la nuova gara (per 5 anni di esercizio),  i costi sono scesi a circa 840 mila euro. Nella telefonia mobile, della regione Toscana invece, il risparmio è stato di circa il 26%, poco più di 20 mila euro l’anno. Il presidente Rossi ha scritto una lettera a tutti i direttori generali delle Asl e delle agenzie, fondazioni ed enti regionali affinché adottino tecnologie analoghe per abbattere in tutti gli uffici i costi di gestione: questo porterebbe a un risparmio stimato di circa 4 milioni.

Interessante leggere come la pensavano nel 2005 alcuni specialisti del settore.

Nel 2005 si guardava al VOIP come a una nuova frontiera tecnologica da raggiungere a breve, con la qualelogo_wimax_90x90 telefonare attraverso una rete nazionale di potenti antenne che avrebbero trasmesso un protocollo denominato Wi-Max, (un Wi-Fi con portata 50km di raggio), la quale rendendo disponibile internet in tutto il territorio e con potenza e velocità, avrebbe permesso il diffondersi di internet e quindi anche del Voip, quindi avrebbe permesso di navigare e chiamare nel 99 % del territorio a costi veramente popolari, ma vediamo cosa è accaduto. Leggiamo un post del 2005, che descrive la questione:

Ecco   il post   del 2005: =>                                                                                                                                                                                                                                                     Ci aspettano apparecchi con sigle strane. Il VOIP si sta diffondendo con una velocità tale che tra qualche anno probabilmente si comunicherà soltanto in VOIP. VOIP, o Voice over IP (Voce tramite protocollo Internet) è una tecnologia che rende possibile effettuare una conversazione telefonica sfruttando una connessione Internet, o un’altra rete dedicata che utilizza il protocollo Internet, anziché passare attraverso la normale linea di trasmissione telefonica. Telefonare con il VOIP costa MOLTO meno e tra due pc non costa nulla, cliccate nella barra laterale destra la parola Skype, uno degli operatori VOIP più diffusi, per saperne di più ed incominciare a risparmiare. Ma il futuro che ci aspetta è ancora migliore. Aboliremo il cellulare e i suoi costi”. “Con la diffusione del collegamento a Internet senza fili, o Wi-Fi, si potrà telefonare con un apparecchio (già in commercio), chiamato Wi-Fi VOIP a un punto WiMAX. WiMAX è una tecnologia più potente del WiFi che permette di collegarsi a Internet fino a decine di chilometri dal punto di accesso. Un punto WiMAX è di facile installazione, risolve il problema dell’ultimo miglio, ed è già diffuso in molte città del mondo. Con un apparecchio Wi-Fi VOIP ci potremo collegare alla Rete e passeggiando a Singapore telefonare a Torino. Il costo sarà quello del collegamento ADSL che nel tempo continuerà a diminuire.                                                             Con pochi euro di canone mensile saremo liberi di collegarci alla Rete e di telefonare, senza altri costi. E’ il grande sogno della comunicazione, senza passare attraverso la linea tradizionale”.  (Quante di queste previsioni si sono realizzate?)…

Oggi nel 2013. A che punto sta’ il passaggio al voip della PA italiana?

Il Voip nella PAVi mostriamo la circolare 2012, del Ministro delle PA e semplificazione Filippo Patroni Griffi che prevedeva”il taglio delle telefonate interurbane e verso cellulari per i dipendenti” si presta a più di una considerazione. Non si può che convenire con lui sia sulla necessità del risparmio nelle spese di gestione delle amministrazioni, sia sull’opportunità di non trascurare nessuna spesa, neanche quelle che possono sembrare marginali. Entrando però nel merito sono molto perplesso e vi sottopongo tre riflessioni veloci sotto forma di domande: perché normare gli zombie? Chi governa oggi le spese in ICT delle amministrazioni? Che fine ha fatto l’autonoma responsabilità del dirigente e il “governo per budget”?

2VECCHIOTEL_VT013CONLUCCHETTO_-vi1. Andiamo con ordine e cominciamo dalla prima domanda:                        perché abbiamo bisogno di disciplinare l’uso di strumenti del tutto obsoleti quali le telefonate “normali”, dette anche analogiche, interurbane che sono praticamente sparite dal lessico persino delle famiglie (ormai parliamo tutti di contratti flat) e mi ricordano le preoccupazioni di mia madre. La risposta è semplice: perché le PA ancora le usano e le pagano. Eppure già la legge finanziaria del 2008, quattro anni fa, aveva solennemente dichiarato che tutte le amministrazioni dovevano passare immediatamente, o almeno a scadenza dei contratti, alla tecnologia “VOIP” (come ripeto sono le telefonate su protocollo Internet). Norma ripresa dall’art. 78 del CAD, dando a DigitPA il compito di controllarne il rispetto. E allora non sarebbe più opportuno per prima cosa operare fortemente perché le amministrazioni si attrezzino in forma strutturale al risparmio, rispettando la legge, piuttosto che mettere lucchetti ai telefoni?

Ormai la tecnologia è assolutamente in grado di concepire e supportare tutte le nostre comunicazioni,l_universitc3a0ditrentorisparmierc3a0110-000e282acconlavoip verso tutto il mondo, come un unicum e coordinarle tutte, siano esse email, telefonia, telefonia mobile, messaggistica, teleconferenza ecc., con tutti i livelli che vogliamo e necessitiamo di autorizzazioni e di sicurezza. Al forum PA scorso ce lo ha raccontato il Comune di Mantova, ma decine e decine di esperienze in tutta Italia di risparmio, maggiore efficienza e maggiore apertura aspettano solo di essere emulate.

Logo2. E qui veniamo alla seconda domandaChi si sta occupando ora delle spese per telecomunicazione e tecnologia nelle amministrazioni, almeno in quelle centrali? Chi detta la linea e controlla i processi e i risultati? La legge dice che deve farlo DigitPA, con la supervisione del Dipartimento per la Digitalizzazione della PA, in concerto con il Dipartimento della Funzione Pubblica, ma che sta succedendo? In attesa del riordino e della nuova Agenzia per l’Italia Digitale, che per altro avrà sulle spalle una mole enorme di lavoro e non solo inerente alla PA, chi sta facendo cosa?
Non lo so esattamente, ma almeno nel settore che stiamo trattando, ossia del risparmio enorme che le tecnologie potrebbero consentire nel campo integrato delle comunicazioni (smettiamola di parlare di telefonate per favore che facciamo ridere tutti e soprattutto i nostri figli!), temo che non stia succedendo nulla.
Anche il monitoraggio sull’applicazione del VOIP (Voice On Internet Protocol) che DigitPA deve svolgere per obbligo di legge “è fermo al primo semestre del 2011…” (l’ultimo rapporto è comunque una lettura istruttiva). Allora, mi chiedo io, invece di regolamentare l’uso dell’acqua e l’accesso ai rubinetti (e comunicare per la PA è necessario come l’acqua), non sarebbe meglio verificare e riparare i buchi nel serbatoio!?

3. La terza domandaSiamo certi che sia una buona idea indicare ad un dirigente se e come deve distruzione-telefonoregolamentare l’uso del telefono di un suo collaboratore, ridimensionandone la produttività condizionata dal risparmio imposto delle chiamate , Io credo che alcuni principi guida del nostro operare non debbano venir meno anche in tempi di crisi.
Uno di questi, direi uno dei principali se vogliamo veramente che la PA cambi rotta, è l’autonoma responsabilità del dirigente, che deve poter disporre dell’uso delle risorse sia umane sia strumentali e deve rispondere dei risultati, anche economici, della sua gestione. Certo deve essere messo in condizione di farlo ad esempio con il passaggio alla contabilità economica per unità operative, cosa di cui parliamo almeno da vent’anni e la cui mancanza fa sì che nessun dirigente sappia quanto costa il suo ufficio e quindi sia ben poco responsabilizzato nel migliorare il rapporto tra servizi resi e costi, ossia nel migliorare la sua produttività. E’ lì che dobbiamo operare, qualsiasi altra distrazione è un pannicello caldo, ma ora, con il caldo che fa, non ci serve proprio!

Università virtuose, Trento:                                                                                                                                       Risparmiare nella pubblica amministrazione è possibile. Sostituendo la telefonia tradizionale con una “full voIP” risparmiati 110.000 euro all’anno con comunicazioni di qualità migliore e nuovi servizi.

ateneo_banner_voip“Full VoIP” è un’infrastruttura di nuova generazione che sfrutta le potenzialità di internet per aumentare e personalizzare i servizi di telefonia. Il passaggio, avviato nel luglio del 2010 con la sede del Polo “Fabio Ferrari” di Povo, è durato circa due anni e mezzo e si è concluso ora con il completamento della sede del Dipartimento di sociologia e ricerca sociale. L’aggiornamento ha riguardato tutte le 25 sedi dell’ateneo (e le sedi di Euricse, Cosbi, Graphitec e Uni.Sport), per un totale di circa 2.500 utenze. Iaudio-codes-skype1_tl passaggio a questa nuova architettura nelle telecomunicazioni permetterà all’ateneo un risparmio di circa 110.000 euro all’anno. Soltanto per mantenere attivi i 14 centralini tradizionali l’ateneo spendeva ogni anno oltre 80.000 euro. Molto più economica è la manutenzione del nuovo sistema che costerà solo 5.000 euro all’anno.  Questa nuova modalità di comunicazione vocale permette di chiamare gratis da un telefono VoIP all’altro all’interno dell’università. La connessione VoIP diretta (senza costi di traffico) si estende anche ad alcune pubbliche amministrazioni locali (grazie ad un accordo con Trentino Network), verso alcuni atenei (Ferrara, Verona, Milano) che, come quello trentino, hanno scelto una soluzione avanzata e flessibile. Inoltre è stata realizzato un collegamento gratuito con la “piattaforma Skype”.

La modalità VoIP permette poi d’integrare il telefono con moltissime applicazioni e dispositivi digitali che parlano il comune linguaggio di Internet. Ad esempio, tramite l’apparecchio è possibile consultare l’elenco trento_facolta_ingegneria.jpg_370468210telefonico interno, disponibile e aggiornato costantemente sul portale di ateneo. Oppure gestire autonomamente via web alcuni servizi che riguardano la propria casella vocale, come impostare delle abilitazioni o delle deviazioni di chiamata, inserire il vivavoce o la segreteria telefonica, inviare fax virtuali o dialogare in teleconferenza.Il servizio di telefonia full Voip è stato realizzato e installato “in-house”, utilizzando competenze interne alla Direzione sistemi informativi, servizi e tecnologie informatiche dell’università. Il nuovo sistema è stato progettato e realizzato utilizzando interamente “software open source”, evitando così alti costi di licenza. Si basa infatti su un’unica infrastruttura di rete che fa convergere la rete telefonica su quella dati e permette un alto livello di personalizzazione da parte del personale dell’università e degli stessi utenti finali. Anche questo è un altro esempio virtuoso che aspetta solo di essere copiato e replicato in altre città e università, e perché non puo’ essere emulato anche dai comuni, regioni e uffici statali…   http://www.unitn.it

Regioni virtuose,  Toscana

Unknown-1Anno 2012. La Regione Toscana al telefono col Voip        Abbattute le spese del 30%  e risparmio di quasi 250mila euro. E’ quanto ha ottenuto la Regione Toscana che ha realizzato il progetto di migrazione da un sistema di telefonia tradizionale ad uno in tecnologia Voip.  Questa innovazione, non solo ha consentito di coprire tutte le sedi regionali, anche a Roma e Bruxelles, con servizi di comunicazione migliori e più integrati (come rubrica condivisa e messaggi in tempo reale), ma anche di realizzare un risparmio di oltre 250 mila euro l’anno, pari al 30% dei costi del precedente contratto.

Fino al 2010 la spesa annuale per il servizio telefonico regionale era di circa 1,1 milioni: dal giugno 2011 inenrico-rossi-toscana-300x199 poi, quando è partita la nuova gara (per 5 anni di esercizio), i costi sono scesi a circa 840 mila euro. Nella telefonia mobile, invece, il risparmio è di circa il 26%, poco più di 20 mila euro l’anno. Il presidente Rossi ha scritto una lettera a tutti i direttori generali delle Asl e delle agenzie, fondazioni ed enti regionali affinché adottino tecnologie analoghe per abbattere in tutti gli uffici i costi di gestione: questo porterebbe a un risparmio stimato in circa 4 milioni. “Usare tutte le opportunità che offre la tecnologia per risparmiare mi sembra doveroso da parte di tutta la pubblica amministrazione – ha detto Rossi -. In questo modo potremmo aumentare i risparmi della spesa pubblica senza penalizzare l’efficienza dei servizi”.

Concludendo quanto c’è da fare ancora e quali sono gli ostacoli

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Concludendo, leggiamo il testo iniziale estratto dalla finanziaria 2008: La tecnologia VOIP dovrà essere adottata in tutti gli uffici della PA, con notevoli vantaggi già evidenziati da esempi come quello della Provincia di Ancona,                                                                    “Le pubbliche amministrazioni centrali sono tenute a utilizzare i servizi Voce tramite protocollo internet (Voip) previsti dal sistema pubblico di connettività o da analoghe convenzioni stipulate a livello territoriale”.                                                                        Così è scritto nel disegno di300BANDALARGA legge allegato alla Finanziaria 2008. La pubblica amministrazione italiana si doterà, ( si leggeva),  di un sistema di telefonia via internet e di videoconferenza. L’iniziativa del Governo rientra nella decisione di abbassare i costi della politica. Il risparmio per le casse dello stato dovrebbe essere importante e crescente nei prossimi cinque anni. Ma Nonostante la validità dell’iniziativa, le difficoltà non mancano e non sono mancate. Non tutti gli uffici della PA, per esempio, hanno accesso alla “banda larga”. La banda larga ha spesso dei costi eccessivi, d’altronde non si è agevolato  lo sviluppo della Wi-Max la tecnologia Wi-Fi pubblica ad altissima velocità,  Per non parlare poi degli apparecchi telefonici e degli altri strumenti che ancora non sono economici quanto quelli della telefonia tradizionale. Tuttavia utilizzare il Voip nei grandi uffici che sostengono quotidianamente ingenti quantità di comunicazioni, vuol dire godere di notevoli risparmi.

Non solo si tratta di un risparmio di banda, perché i dati Voip viaggiano sugli stessi cavi delle reti informatiche di cui sono già dotati gli uffici della Pubblica amministrazione,  ma anche di denaro perché le telefonate di questo tipo sono più economiche.

 Il risparmio calcolato dovrebbe essere il seguente:

25 milioni di euro nel 2008.

– 140 milioni nel 2009.

– 286 milioni dal 2010. 

– 388 milioni nel 2011.

One thought on “PARLANDO DI “SPRECHI E RISPARMI” VEDIAMO A CHE PUNTO E’ IL VOIP NELLA P.A.

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