Settembre 21, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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TUTTI CONTRO ANSALDO BREDA E NON SOLO I COMPETITORS ADESSO ANCHE I DIRIGENTI ITALIANI

  • Perche’ un polo di eccellenza da anni ritenuto il migliore nel suo settore, adesso riceve tante critiche? Clienti storici europei che disdicono in blocco gli ordini. Olanda, Belgio e adesso anche gli Svedesi che rescindono i contratti adducendo  motivazioni sospette  di non affidabilità tecnica. In particolare per la facile usura dei materiali, dicono i detrattori, e pare, per i problemi in caso di neve.

  • In un momento di facili dismissioni e acquisti a buon mercato delle aziende italiane, con una nazione in preda alla speculazione più selvaggia, queste dimissioni appaiono un po’  sospette anche perché sembrano fare presa sulla stessa dirigenza di Finmeccanica, di cui AnsaldoBreda fa parte, e sul governo Italiano. La concomitanza delle disdette europee con l’atteggiamento della dirigenza italiana fa propendere per una azione convergente ai danni di questa compagnia.

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In Italia abbiamo un vasto campionario di casi analoghi. Per citarne qualcuno, per esempio : Franco Bernabe’ ex capo di Telecom, col suo avvento è stato come iniettare un virus di influenza nel corpo incontaminato di un indigeno dell’Amazzonia, condannandolo a morte certa. Anche se il virus Bernabè è risultato anche peggiore in quanto il manager è stato messo lì da poteri economici potentissimi e ben determinati a svendere Telecom.

Adesso vediamo il neo eletto Amministratore delegato Alessandro Pansa. Del quale dicono che negli anni 80 abbia2169526-e5aa583de12c0e16696557d1ae3abbc0 avuto una sospensione di sei mesi dalla Bocconi (università di Milano), per aver contraffatto il libretto degli esami. Secondo quanto riportato dall’espresso, e dichiarato da un portavoce di Pansa stesso: “si trattò di una vicenda legata alla trascrizione sbagliata del voto di un esame, che Pansa aveva corretto di proprio pugno,  cosa che non avrebbe dovuto fare perché sarebbe dovuta essere l’università a farlo”.  In realtà alcuni pensano che la mossa del voto abbia permesso all’AD di FinMeccanica di arricchire ili suo curriculum ed accedere di conseguenza a un programma di scambio con l’università di New York. E’ figlio di Giampaolo Pansa, noto giornalista ed opinionista . Insediato in Finmeccanica da Monti,  in seguito all’arresto per corruzione internazionale del predecessore Giuseppe Orsi.                                                                                                                                                                                                                          I-droni-killer-di-Barack-Obama_h_partbLa sua filosofia aziendale punta, anche con esplicita richiesta all’Unione Europea, ad investire di più sulle tecnologie militari in quanto ritenute da lui investimenti che generano il maggior ritorno per il reddito nazionale. Tra i progetti che Pansa caldeggia ci sono i droni, veicoli senza pilota per uso militare e di sicurezza civile senza pilota. in linea di principio potrebbe anche aver ragione, con buona pace dei pacifisti, i dreni ad esempio potrebbero sostituire per la sicurezza nelle citta e del territorio in genere e per il controllo delle coste, e di conseguenza del flusso di migrazione spesso non solo fatto da migranti in fuga ma da trafficanti di droga ed armi. Questo non vuol dire dismettere o rendere talmente debole il comparto di mobilità civile da essere preda di speculazione e quindi mettendo a rischio l’impiego.

I fatti recenti di Ansaldo : Pistoia, 9 novembre 2013 – La holding “scarica” la controllata. Ancora una volta, senzaSenza titolo-9 copia appello, innescando polemiche e prese di posizione durissime da parte di chi vede proprio nel management la causa di tutti i mali. «Il nostro problema ha un nome: quello di AnsaldoBreda». Non poteva essere più esplicito, il numero uno di Finmeccanica per ribadire la sua posizione di sempre e mandare così un nuovo, chiarissimo, segnale al Governo, in mezzo alla decisione sulla cessione delle quote dell’azienda pistoiese-napoletana. Per l’amministratore, la performance negativa della controllata che produce treni, ha «eroso in misura consistente» gli effetti positivi delle azioni di ristrutturazione avviate nei comparti core (aerospazio e difesa), contribuendo così negativamente alla performance del gruppo che ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un rosso di 136 milioni di euro, rispetto all’utile di 141 milioni dello stesso periodo del 2012.

presentazione libro CostaPansa ha sottolineato che la società guidata da Maurizio Manfellotto «non ha raggiunto alcuno degli obiettivi assegnati, realizzando ordini per soli 63 milioni di euro, ricavi per 402 milioni di euro, Ebita (utili al lordo di imposte, interessi e ammortamenti) negativo per 94 milioni di euro». Conti disastrosi. 
Per il 2013, tuttavia, il gruppo Finmeccanica prevede di realizzare un utile netto consolidato positivo, anche grazie alla chiusura dell’operazione di cessione di Ansaldo Energia, previsto entro la fine dell’anno.
Comunque, a fronte di ricavi per l’intero esercizio 2013 in linea con le previsioni formulate in sede di predisposizione del bilancio 2012, «il perdurare della grave crisi di AnsaldoBreda —ha ripetuto Pansa — non consentirà di raggiungere gli obiettivi di redditività attesi per il 2013»: per l’Ebita, quindi, è attesa una riduzione pari a circa il 5-10% rispetto alla stima di 1,1 miliardi.Per questa ragione, Finmeccanica ha ribadito di voler mettere mano alla situazione di AnsaldoBreda:
«Risulta necessario — si legge nella nota sui conti — anche per individuare un assetto adeguato del comparto, hitachiavviare una discontinuità strategica e operativa» in AnsaldoBreda, reindirizzandone il percorso di ristrutturazione su tre «stringenti linee d’azione»: completamento delle commesse in corso, ottimizzandone la performance industriale ed economico-finanziaria; acquisizione di nuove commesse solamente a termini contrattuali e livelli di redditività adeguati rispetto agli obiettivi moton120874-559ebdella ristrutturazione; di conseguenza, ridisegno della configurazione aziendale in modo strettamente coerente con il portafoglio ordini da sviluppare nel periodo. Una cura da cavallo, insomma. Si tratta in effetti di  un monito  all’esecutivo, il quale a sua volta è costretto a mediare tra le volontà Finmeccanica e quelle dei sindacati. La holding vorrebbe chiudere il prima possibile l’operazione cessione, malgrado le difficoltà incontrare con i potenziali acquirenti. Sia gli americani di General Electric sia i giapponesi di Hitachi rail, primi «indiziati», non sembrano infatti per niente interessati a entrare in AnsaldoBreda, ma concentrerebbero le loro attenzioni soprattutto su Ansaldo Sts. La società pistioese-napoletana sarebbe soltanto una contropartita. Allo stesso modo, non è ancora chiaro se Cassa depositi e prestiti potrà avere un ruolo nella vicenda.  Viene così svenduto il comparto strategico produttivo civile per favorire i comparti militari. Il nostro parere è che un governo autorevole debba avere voce in capitolo su questo tipo di vicende. Al di là dal ricostituire carrozzoni statali obsoleti ed improduttivi occorre avere una visione di lungo termine prima di avallare operazioni di svendita che hanno validità solo nel breve periodo. Questo significa salvaguardare i posti di lavoro, ma anche non dover essere costretti, tra qualche anno, a comprare gli stessi treni, dagli stranieri a cui li abbiamo regalati. La mossa strategica ottimale dovrebbe essere,  piuttosto la cessione delle compagnie di eccellenza,  agli stranieri, la cessione in blocco di tutti questi manager e della politica che li sostiene. E per far crollare definitivamente la loro economia gli inviamo anche i sindacati.

Alessandro Sicuro

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