Settembre 23, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Free Press And Culture On Line

A CAPOLIVERI UNA NOTTE BELLISSIMA. STORIA, CULTURA E MUSICA.

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Capoliveri, il 12 agosto, lunga notte, sbandieratori storici fiorentini, music & dJ e alba con cappuccino…

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Massimiliano Sicuro

La serata a Capoliveri è ricca di sorprese, alle 21,30 la festa avrà inizio con gli Sbandieratori fiorentini  per una suggestione fuori dal tempo ed un grande spettacolo nelle strade e la piazza del centro storico, poi dalle 22,30 la grande musica fino all’alba per scatenarsi in una notte senza fine. E all’Alba colazione per tutti.

La piazza si trasformerà in una discoteca a cielo aperto dove a dominare sarà la musica dance e hip hop dei The Black Eyed Peas con brani come Boom Boom Pow, I Gotta Feeling, Rock that body e molti altri successi mondiali.Dagli Stati Uniti all’Isola d’Elba arrivano i suoni e le atmosfere dei “The Black Eyed Peas”Il 12 agosto Capoliveri sarà lo scenario unico e suggestivo di una notte lunga e coinvolgente con la musica dei “Black Eyed Peas”. Dagli Stati Uniti all’Isola d’Elba arrivano i suoni e le atmosfere del gruppo che fa muovere e ballare milioni di persone in tutto il mondo. In consolle in piazza Matteotti, per scatenare la musica, l’energia, la voglia d’estate e di divertimento all’isola d’Elba, ci sarà Dj Motivo con Dj Stefano Noto.

Sbandieratori Fiorentini, cenni storici:

Il gruppo nasce a Figline Valdarno nel 1965 grazie all’interessamento costante ed all’opera meticolosa dell’Arch. G.Mini e del Prof. Padre Zurlo, sospinti dall’entusiasmo e dall’esperienza del Prof. Dini, tutti insegnanti al Liceo Classico M. Ficino.

Con pochi ragazzi si iniziano gli allenamenti e con i pochi finanziamenti del comune di Figline e della Proloco di Incisa si acquistano i primi tre costumi. Gli atri di volta in volta vengono affittati alla sartoria teatrale di Firenze.
Viene scelto il nome del gruppo (Borghi e Sestieri Fiorentini) dopo attenti studi:
Figline, Incisa e Reggello erano Borghi di Firenze; Incisa e Figline nel 1296 appartenevano al Sesto di San Pietro a Scheraggio ed al Sesto di Borgo, in seguito Quartiere di Santa Croce.
Il nostro primo stendardo è il giglio rosso in campo bianco con scritta “Florentia”.

Dopo alcuni anni si fa pressante l’interessamento del Calcio Storico Fiorentino e dal 1968 siamo chiamati a farne parte come Bandierai degli Uffizi.

Tuttavia nel 1973 ne usciamo per affermare la nostra indipendenza e per avere una gestione più snella ed efficace del gruppo.

Intanto, il 22 e 23 Ottobre 1966, in San Marino, il gruppo, insieme ad altre associazioni di sbandieratori, dà vita alla CONFEDERAZIONE INTERNAZIONALE DEGLI ANTICHI SPORTS DELLE BANDIERE e partecipa ai giochi di Arezzo – Faenza – Bologna – Carovigno.

Finalmente nel 1973, grazie all’allora Presidente Rag. Nannoni, il gruppo ha dei propri costumi ed un proprio statuto.

Cresce sempre più il numero degli affiliati e delle esibizioni, sia in Italia che all’estero e nel corso degli anni ’80 si succedono alla presidenza del gruppo varie personalità politiche e non solo (On. Pontello, Sen. Spadolini, Dott. Benelli,…).

Viene cambiato lo stendardo del gruppo che adesso è costituito da un leone rampante color oro (simbolo di Figline) con mezzo giglio rosso in campo bianco e con la scritta SBANDIERATORI BORGHI E SESTIERI FIORENTINI e con ai quattro lati stemmi di potenti famiglie valdarnesi (Castellani, Franzesi, Fabbrini e Serristori).

Oggi il gruppo è costituito da un organico di circa 80 elementi (divisi in capitani, tamburi alti e bassi, chiarine e sbandieratori) e da una scuola di bandiera che oltre ad assicuraci un continuo ricambio consente al gruppo di rimanere fedele a quelle tradizioni che videro sorgere lo sbandieramento quale arte fiera e militare, scevra da ogni arzigogolato ed appariscente gioco da saltimbanchi. E’ infatti nostro desiderio riallacciarsi all’antica tradizione dei Bandierai dei Liberi Comuni che, a partire dal secolo decimoprimo fino al secolo decimoquinto, contraddistinse l’ordinamento politico, libero ed indipendente della nostra penisola.
Il gruppo è ancora oggi molto attento a rimanere legato alla tradizione, sia come modo di sbandierare sia nelle attrezzature, infatti è uno dei pochi, se non l’unico, ad utilizzare aste di legno lavorate e piombate artigianalmente e drappi rigorosamente ricamati.

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