ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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LEOPOLDA 5-2014 IL GARAGE APRE I BATTENTI

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APRE  LEOPOLDA 2014

– Fassina non ci sarà, il governo arriva copioso, la Boschi: “Un’altra Italia rispetto alla Cgil”

– Del milione e 905mila euro raccolti dalla fondazione Open per la Leopolda ne saranno spesi circa 300 mila euro

– I finanziatori non noti? “Il grosso sono famiglie toscane”…

– Oscar Farinetti,  spiega alla stampa: «alla Leopolda si respira aria di “trovare soluzioni e nessuno si lamenta”.

LEOPOLDA, TAPPETO ROSSO E SI PARTE TRA QUALCHE ORA…

maria-elena-boschiQualcosa di profondo è cambiato, si contano (anche) i primi delusi del renzismo originario, è palese e Maria Elena Boschi, con sincerità, non se lo nasconde, se è vero che ieri, presentando la quinta edizione che parte stasera, ha detto: «Non venire alla Leopolda non vuol dire essere contro il governo, perché non è una iniziativa del governo. È ragionevole anche avere altri impegni. Ho invitato personalmente Stefano Fassina, continua la Boschi, che mi ha detto di aver promesso ai bambini di portarli allo zoo domenica mattina. Non per questo non faremo la Leopolda». Quasi come se la questione, adesso, non fosse più l’entusiasmo, la rottamazione, la prossima fermata Italia, il Big Bang, il futuro, ma, assai più prosaicamente: non farsi dire troppi no.

In effetti la Leopolda 2014 è cominciata con alcune defezioni – motivate a volte da disillusione, altre volte dal sibillino «ho altri impegni», o «non mi è possibile»: da Alessandro Baricco ad Andrea Guerra. Persino «il magic touch della Mari» ha dovuto lavorare molto, ma i risultati non sono disprezzabili, dal punto di vista degli innesti: ci saranno per esempio Patrizio Bertelli di Prada, Renzo Rosso di Diesel, c’è la conferma – non era affatto scontata – di Oscar Farinetti, che alla Stampa spiega: «Alla Leopolda si respira aria di “trovare soluzioni”. È un posto dove ci si lamenta poco mentre ciascuno esprime con sintesi le proprie idee di soluzione. Da lì son sempre tornato a casa con idee nuove e speranze, e spero anche stavolta». Se non compensa le uscite pesanti su menzionate, è comunque qualcosa che aiuta la squadra di Renzi ad attutire il colpo. E potrebbe anche esserci qualche sorpresa, alla quale si sta lavorando.

È chiaro che questa non è comunque più la Leopolda della speranza, ma della gestione anche machiavellica del potere; magari un potere per cambiare, questo si vedrà. Certo colpisce la fotografia di tanti ministri, sottosegretari, parlamentari, qualcosa che, se ci pensate, a quelli della Leopolda 2010 (quella Renzi-Civati) avrebbe fatto venire l’orticaria. Gente che all’epoca faceva fuoco e fiamme contro Renzi, oggi non solo ci sarà, ma avrà posti di prima fila.

Il governo arriva in forze, Graziano Delrio, Roberta Pinotti, Dario Franceschini, probabilmente Orlando, mentre altri pezzi di Pd (non solo Fassina) saranno altrove, Cuperlo per esempio in piazza con la Cgil. Non Walter Tocci, che non ritira le dimissioni da senatore. Dice Boschi: «È legittimo protestare in piazza in modo pacifico. Alla Leopolda c’è un’altra Italia che si confronta su cento temi diversi, a tavoli di lavoro dove è forse più facile parlarsi e dirsi anche quello che si sta sbagliando». Una rivendicazione orgogliosa assieme alla velata promessa di un’autocritica.

Alessandro Sicuro

 

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